prova SOS - Summer of Sam: film

SOS - Summer of Sam

SOS - Summer of Sam
Titolo originale: Summer of Sam
Produzione: Usa
Durata: 2h e 21
Genere: Drammatico
Regia: Spike Lee
Uscita: 1999-11-19
Attori principali: John Leguizamo, Mira Sorvino, Adrien Brody, Jennifer Esposito, Anthony LaPaglia, John Turturro, Spike Lee, Bebe Neuwirth, Patti LuPone, Ben Gazzara, John Savage, Michael Badalucco.
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- Voto: 8.7/10 (3 voti)

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Trama:
New York, 1977. un serial killer, chiamato "Il figlio di Sam", terrorizza la citt
Recensione:
Siamo nel bel mezzo della torrida estate del 1977, e nel quartiere del Bronx di New York, popolato perlopiù da italoamericani perbenisti ed inflessibili, da qualche tempo un pericolosissimo serial killer che si fa chiamare Son of Sam (figlio di Sam) si aggira ogni notte nei vicoli isolati della città in cerca di coppiette da uccidere a sangue freddo con la sua micidiale calibro 44. Le vicende di Vinny, amante delle discoteche e spesso dedito all'adulterio e sua moglie Dionna e Richie, un punk non troppo ben visto dagli abitanti del quartiere, si scontreranno con la dura realtà a cui si trovano di fronte. Spike Lee insegna: il razzismo non è un fenomeno che coinvolge solo gli afroamericani, bensì, coinvolge tutti, senza esclusione. Ambientata in un'epoca (i turbolenti anni '70) in cui, nel quartiere di Little Italy, un non italomaericano era ancora visto come un 'diverso', Lee porta sullo schermo una storia i cui protagonisti non sono, per la prima volta nella sua carriera, delle persone di colore e, spaziando tra sesso, droga, spaccio, caldo, sudore, un riuscito mix di musica punk, rock n' roll e jazz e il suo solito stile diretto e coraggioso, realizza un'opera robusta, coinvolgente e, al tempo stesso, sconvolgente. Non fatevi fuorviare dalle apparenze: sebbene nel plot di "Summer of Sam" si tratti della vicenda (realmente accaduta) del serial killer che terrorizzò New York negli anni '70, non aspettatevi di trovarvi davanti ad un thriller, un giallo, un noir o tanto una crime story. Il film è, invece, più di qualunque altra cosa, un'intensa riflessione del regista su un certo stile di vita (italo)americano che ha contrassegnato un'epoca, sulla disillusione nel sogno americano e sul 'diverso', qui rappresentato dal punkettaro Richie, splendidamente interpretato da Adrien Brody, che, il più delle volte, è considerato tale per via delle sue bizzarre e discutibili abitudini (fa lo spogliarellista in un locale gay, si prostituisce, porta i capelli a 'porcospino'?) e viene spesso punito per cose che, magari, sarebbe stato l'ultima a poter commettere (viene letteralmente linciato perché sospettato di essere 'il figlio di Sam'). Supportato da un cast veramente ottimo: John Leguizamo, l'eccezionale Adrien Brody, la bella e bravissima Mira Sorvino, Jennifer Esposito, Michael Rispoli, il grande Ben Gazzara, Michael Badalucco e lo stesso Lee in un ruolo di contorno, e da una sceneggiatura, scritta originariamente da Michael Imperioli poi rivisitata da Victor Colicchio e dallo stesso Spike Lee, davvero accurata nella strutturazione delle varie situazioni di vita quotidiana nei quartieri italomaericani con tanto di slang e dialetti caratteristici. Se i film di David Lynch non sono soltanto film bensì delle Opere, anche i film di Spike Lee non sono semplicemente film bensì delle parabole, parabole sulla vita, parabole sulla cultura, sui vizzi e sui vezzi delle varie razze che popolano New York, e questa è una parabola che esprime al meglio questo concetto.
Voto: 8,0
Francesco Manca

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