prova Non si deve profanare il sonno dei morti: film

Non si deve profanare il sonno dei morti

Non si deve profanare il sonno dei morti
Titolo originale:
Produzione:
Durata:
Genere: Horror
Regia: Jorge Grau
Uscita: 0000-00-00
Attori principali:
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- Voto: 6.7/10 (13 voti)

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Trama:
Inquietante film italo-spagnolo girato tra Roma,Madrid, Sheffield e Manchester da un ottimo regista spagnolo poco conosciuto. La sceneggiatura ,un mix tra italiani e iberici tra cui spicca Sandro Continenza,funziona ottimamente seppur ricalcando irrimediabilmente alcune tematiche de "La notte dei morti viventi".Ma rispetto al capolavoro romeriano viene fortemente evidenziata la stoltezza e la brutalità  della forze dell'ordine,nonchè una critica ai dannosi effetti che può portare l'inquinamento ambientale sulla natura e su gli esseri viventi. La trama: una macchina antiparassitaria ad ultrasuoni risveglia i cadaveri di una zona della provincia ingle- se.Ray Lovelock e Cristina Galbo cercheranno di debellarli nonostante vengano ostacolati di continuo da un ottuso commissario di polizia(Arthur Kennedy)che non crede all'incredibile realtà . La prima parte è premonitrice di quello che sta per accadere ai protagonisti.Le fredde immagini della provincia inglese avvolta dalla foschia,si alternano ai lenti e dolci movimenti di macchina degli interni donando alla pellicola un senso di mistero e di interesse. Magistrale la scena della cripta dove il vento soffia in un silenzio irreale e sotto gli occhi atterriti dei protagonisti,che sono chiusi dentro,i cadaveri si rialzano lentamente dalle loro bare.Qui come in altre scene c'è un perfetto connubio tra momenti gore e momenti di assoluta paura.Lo spettatore si sente soffocare dall' abbraccio mortale dei cadaveri appena risorti che con i loro occhi rossi e penetranti che si lamentano in modo inquietante. Gli effetti artigianali ultra-splatter di Giannetto De Rossi sono assai realistici (sembra addirittura che , ai tempi, venne portato in tribunale !)e anticiperanno quelli altrettanto efficaci di Tom Savini in "Zombi".Al contrario degli zombi romeriani questi possiedono una forza straodinaria e possono essere eliminati solo con il fuoco. Geniale il finale, in particolare una scena in cui il commissario ed il suo braccio destro scherzano sulla macchina antiparassitaria non sapendo cosa li attende. Il produttore Edmondo Amati non conoscendo Grau gli affidò Giovanni Arduini uno degli aiuto registi pi๠affidabili dell'epoca. Il film fu riuscitissimo come testimonia un premio vinto al Festival di Stiges nel 1974. A parte qualche stupida riedizione dal titolo "Zombi 3" o "Zombi 4",il film è conosciuto anche con il titolo "Da Dove Vieni?".Tra i pi๠bei film italiani sui morti viventi.
Recensione:
Inquietante film italo-spagnolo girato tra Roma,Madrid, Sheffield e Manchester da un ottimo regista spagnolo poco conosciuto. La sceneggiatura ,un mix tra italiani e iberici tra cui spicca Sandro Continenza,funziona ottimamente seppur ricalcando irrimediabilmente alcune tematiche de "La notte dei morti viventi".Ma rispetto al capolavoro romeriano viene fortemente evidenziata la stoltezza e la brutalità della forze dell'ordine,nonchè una critica ai dannosi effetti che può portare l'inquinamento ambientale sulla natura e su gli esseri viventi. La Trama e Recensione: una macchina antiparassitaria ad ultrasuoni risveglia i cadaveri di una zona della provincia ingle- se.Ray Lovelock e Cristina Galbo cercheranno di debellarli nonostante vengano ostacolati di continuo da un ottuso commissario di polizia(Arthur Kennedy)che non crede all'incredibile realtà. La prima parte è premonitrice di quello che sta per accadere ai protagonisti.Le fredde immagini della provincia inglese avvolta dalla foschia,si alternano ai lenti e dolci movimenti di macchina degli interni donando alla pellicola un senso di mistero e di interesse. Magistrale la scena della cripta dove il vento soffia in un silenzio irreale e sotto gli occhi atterriti dei protagonisti,che sono chiusi dentro,i cadaveri si rialzano lentamente dalle loro bare.Qui come in altre scene c'è un perfetto connubio tra momenti gore e momenti di assoluta paura.Lo spettatore si sente soffocare dall' abbraccio mortale dei cadaveri appena risorti che con i loro occhi rossi e penetranti che si lamentano in modo inquietante. Gli effetti artigianali ultra-splatter di Giannetto De Rossi sono assai realistici (sembra addirittura che , ai tempi, venne portato in tribunale !)e anticiperanno quelli altrettanto efficaci di Tom Savini in "Zombi".Al contrario degli zombi romeriani questi possiedono una forza straodinaria e possono essere eliminati solo con il fuoco. Geniale il finale, in particolare una scena in cui il commissario ed il suo braccio destro scherzano sulla macchina antiparassitaria non sapendo cosa li attende. Il produttore Edmondo Amati non conoscendo Grau gli affidò Giovanni Arduini uno degli aiuto registi più affidabili dell'epoca. Il film fu riuscitissimo come testimonia un premio vinto al Festival di Stiges nel 1974. A parte qualche stupida riedizione dal titolo "Zombi 3" o "Zombi 4",il film è conosciuto anche con il titolo "Da Dove Vieni?".Tra i più bei film italiani sui morti viventi.



Si ringrazia AlexVisani.comper la recensione
Voto: 8,5
CHRISTIAN MARCHI

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