prova Niente Da Nascondere - recensione trama film

Niente Da Nascondere: trama e recensione

Niente Da Nascondere
Titolo originale: Cach
Produzione: Francia/Austria/Germania/Italia
Durata: 117
Genere: Drammatico/Thriller
Regia: Michael Haneke
Uscita: 2005-10-14
Attori principali: Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Maurice B?nichou, Annie Girardot, Bernard Le Coq
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Trama:
Georges (Daniel Auteuil) è un intellettuale con uno show in tv, sua moglie Anne ( Juliette Binoche) lavora con successo nell’editoria, mentre il loro figlio Pierrot(Lester Makedonsky) è un campione di nuoto. Inquietanti video che riprendono la loro casa a ogni ora del giorno turberanno la loro vita familiare portando a galla segreti di un passato doloroso
Recensione:
Film di successo sopratutto di regia a Cannes 2005, questo film è un insieme di cose importanti da sapere. Innanzitutto e una storia di famiglia, ma non di una sola, e che si aggrappa ai quotidiani problemi di razzismo che purtroppo affliggono le società. Lo sconosciuto che invia le videocassette con le riprese della casa dei Laurent è un personaggio invisibile, ma onniscente. C’è un motivo valido per cui perseguitare una famiglia apparentemente come tutte le altre con registrazioni, disegni inquietanti o telefonate anonime. Come spesso accade i fantasmi provengono dal passato e ciò che succede è una metafora piuttosto cruda che tenta di spiegare quanto possano essere pesanti i macigni che cerchiamo di nascondere. Sebbene il ritmo sia molto lento è ben visibile un susseguirsi di fatti che vanno increscendo, mano a mano si scopre un pezzo del puzzle della vita di un uomo (Georges) attraversata da tragedie come la questione Algerina esplosa negli anni ’70, di adozione e fratellanza, di volontà di superare i pregiudizi e le accuse su basi deboli, che alleggeriscono la vita, ma prima o poi tornano a fare visita. Binoche e Auteuil, ormai attori di fama mondiale, sono protagonisti indiscussi di tutto il film, la loro intesa di coppia rende perfettamente l’atmosfera tesa che ci si aspetta, portando avanti due ruoli molto introspettivi e diversi fra loro. Il successo di questa produzione trova però molto merito nella tecnica di regia. Le riprese sono molto particolari, fin dal primo fotogramma si assiste ad una soggettiva strana e immobile, come se qualcuno stesse davvero spiando e volesse renderci partecipi di ciò che vede. Il grande occhio è una fissazione piuttosto ricorrente nei film di Haneke, l’invadenza dei media e il vouyerismo in questo caso hanno poi un ruolo centrale. Le lunghe inquadrature fissei, le voci fuori campo, i riavvolgimenti di pellicola, sono tutti elementi che coinvolgono chi guarda nella tragedia dei protagonisti. Lo spettatore vede cosa Georges e Anne vedono, si interroga sul perchè, sul chi, esattamente come succede a loro e questo è il punto chiave della riuscita del film.
Voto: 8
Ambra Zamuner

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