Nella morsa del ragno
Trama
La figlia di un senatore degli stati uniti viene
rapita da un professore nel college in cui studia. I
servizi segreti non riescono a capacitarsi dell’accaduto e
brancolano nel buio, alla ricerca di un indizio e di un
movente. Solo grazie a un brillante poliziotto i pezzi del
puzzle iniziano a prendere forma, in maniera sempre
più consistente, attraverso i vari colpi di scena, per
arrivare alla fine a un finale veramente inatteso.
Trama dettagliata (per chi ha visto il film)
Durante il tentativo di cattura di un serial killer
muore la collega di Morgan Freeman che colpito dai sensi
di colpa si ritira dal lavoro.
Nel frattempo in un college pesantemente sorvegliato dai
servizi segreti studiano i figli di alcuni dei più
importanti politici degli stati uniti. Qui, la figlia di
un senatore, viene rapita da un professore. I servizi
segreti non riescono a capacitarsi dell’accaduto e
brancolano nel buio, alla ricerca di un indizio e di un
movente. Il rapitore non ha lasciato tacce, niente
impronte digitali, identità fasulla, neppure il suo
aspetto è conosciuto (indossava una maschera alla mission
impossible) si scopre solo che si era infiltrato nella
scuola e che per due anni aveva studiato
tutte le mosse della bambina.
Il rapitore, apparentemente senza motivo, contatta Freeman
ed è solo grazie alla sua brillante perspicacia che i
pezzi del puzzle iniziano a prendere forma, in maniera
sempre più consistente.
Freeman inizia a lavorare fianco a fianco con la ragazza
(Monica Potter - Patch Adams) dei servizi segreti
responsabile della protezione della bambina. Freeman
ritiene che lo scopo del rapitore sia quello di emulare
l’impresa di un folle che era passato alla storia per aver
compiuto un gesto simile.
Gli investigatori riescono a trovare il luogo dove il
rapitore aveva preparato il piano, l’apparecchiatura usata
per cancellare le impronte digitali e
altra roba, ma nulla di veramente importante. Nel
frattempo la bambina, tenuta
in ostaggio su una barca, tenta di liberarsi incendiando
la nave con un astuto stratagemma. Ma il piano fallisce,
in un secondo momento inoltre la barca viene avvicinata
dalla marina usa, per la mancanza delle luci di
posizione. Una piccolo errore rischia di mandare all’aria
anni e anni di preparativi e un piano quasi perfetto.
Una richiesta di riscatto viene fatta pervenire alla
polizia, dieci milioni di dollari in diamanti, il
rapinatore si apposta lungo i binari del treno e obbliga
il poliziotto a lanciare i soldi dal finestrino.
Il rapitore si allontana dalla barca e al suo ritorno ha
una sgradita sorpresa: la bambina è sparita. Si reca
quindi con una pistola a trovare freeman, nello scontro il
rapitore perde la vita.
Quando ormai si teme di non riuscire più a ritrovare la
bambina viva, Freeman ha un’intuizione degna di Sherlock
Holmes, poco prima di uccidere il rapitore ne ha la
conferma da lui stesso: non è stato lui a richiedere i
soldi e ormai non aveva più la bambina.
Ecco il primo colpo di scena: il primo rapitore esce di
scena ed entra in campo un secondo rapitore. Potrebbe
sembrare una trama cervellotica o deludente, invece la
suspense è molto alta.
Ma è qui che viene il vero colpo di scena: il secondo
rapitore è infatti un agente dei servizi segreti (lo
capiscono scorrendo i filmati del giorno del rapimento).
La ragazza dei servizi segreti lo
sapeva
bene infatti era sua complice dal primo momento. Il piano
consisteva appunto nel lasciar agire il rapitore per poi
chiedere il riscatto al suo
posto. La ragazza si sbarazza dell’altro agente e tenta di
ammazzare la bambina, che si è barricata nel granaio in
cui era tenuta prigioniera. Ancora una volta però Freeman
riesce ad intuire la soluzione del caso, e inizia a
ispezionare il computer dell’agente Jazzie fino a scoprire
che aveva affittato un granaio. Nello scontro a fuoco
finale Jazzie preferisce la morte alla cattura e Freeman
riporta la bambina a casa dai genitori.
Recensione
Questo film merita un giudizio ampiamente positivo,
merito in grandissima parte di Morgan Freeman che recita
egregiamente nella parte del poliziotto. Il regista,
rimane fedele al romanzo, prende diversi generi e li
mischia insieme ottenendo un Thriller dai risvolti
noir/tecnologici. La trama, piena di suspense e ricca di
colpi di scena non è però cervellotica, tiene lo
spettatore attaccato alla sedia per tutta la durata del
film.
Nonostante il regista faccia un buon
lavoro,
gli attori siano ottimi e la trama originale e solida, Il
film non raggiunge
capolavori come “Il silenzio degli innocenti” o “Seven”.
Il rapitore non è all’altezza degli avversari (Hannibal,
il cattivo di Seven, ecc). Il risultato è quindi un bel
film, che non può reggere il confronto coi più acclamati
capolavori del suo genere.
Morgan Freeman recita alla perfezione, d’altra parte è
ormai uno specialista del genere poliziesco: Al vertice
della tensione, Nella morsa del ragno, High Crimes, Under
Suspicion, Il collezionista, Seven. Questa volta Freeman
interpreta la parte di un moderno Sherlock Holmes dalle
capacità straordinarie, che con le sue intuizioni permette
porre fine a un piano quasi perfetto.
Il confronto con Sherlock Holmes non è casuale: il
carattere è davvero molto simile. Il modo
di arrivare alla soluzione, quasi senza indizi,
l’arrivarci senza aver bisogno di interrogare nessuno,
senza prove, solo riflettendo sulle cose che non quadrano.
Il non parlare con gli altri delle proprie intuizioni, per
poi stupire tutti (soprattutto gli spettatori) della
semplicità con cui si sarebbe dovuto notare un particolare
sospetto. Tutte queste sono anche le caratteristiche del
detective inventato da Conan Doyle.
Insomma un film di ottima fattura che consiglio a tutti,
amanti del genere e non. Correte ad affittarlo.
Un Thriller mozzafiato pieno di colpi di scena, che vi terrà incollati alla sedia
