prova Lo spazio bianco: film

Lo spazio bianco

Lo spazio bianco
Titolo originale: Lo spazio bianco
Produzione: Italia
Durata: 96'
Genere: Drammatico
Regia: Sito ufficiale:
Uscita: 2009-10-16
Attori principali: Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo, Maria Pajato
Scheda di Opinioni
Vota il film:

- Voto: 7.0/10 (1 voto)

Commenti


Commenta il film!

Trama:
Maria,donna libera, indipendente e dinamica insegna in una scuola serale.
Ha piu' di quarant'anni e vive la vita facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze e decidendo con piena autonomia. Un giorno, al sesto mese appena di gravidanza, partorisce una bambina che viene subito ricoverata in terapia intensiva neonatale. Dietro l'oblò dell'incubatrice Maria osserva le ore passare su quel piccolo corpo come una sequenza di possibilità. Niente è più come prima: si ritrova in un mondo strano fatto di medicine,di macchinari, di attese insensate sui divanetti della sala d'aspetto e della speranza di portare sua figlia fuori da lì.
Recensione:
Lo Spazio bianco è tratto dall'omonimo romanzo di Perrella. E' la cronaca dello spazio e del tempo in cui Irene, nata prematura, e sua madre Maria artificialmente arrivano al punto di partenza di una nascita "naturale". Con loro, i medici, le infermiere, le altre madri, i padri, gli amici rimasti, i colleghi, gli allievi, e i ricordi. Intorno a loro, oltre all'ospedale (ai suoi cornicioni, alle anticamere, alle sale d'attesa, al reparto neonatale per prematuri con tutte le sue, a tratti quasi macabre, contraddizioni), la casa di Maria ben protetta da un portone antipanico, l'aula di scuola, e alcune, poche, vie di Napoli dove la protagonista s'immerge nei giorni che la separano dalla cosiddetta rinascita di Irene. Nei giorni si susseguono le mense con le compagne di sventura, il dialogo muto con i macchinari e soprattutto il suo lavoro: una scuola serale dove adulti faticano per conquistarsi la terza media. La circonda e la tiene in vita un mondo pericolante: quello napoletano, dove la tragedia quotidiana si intreccia con la farsa, un mondo in cui il degrado locale è solo la lente d'ingrandimento di quello nazionale. L' esperienza sostanzialmente privata di una donna a cui nasce una figlia al sesto mese di gravidanza diventa una storia anche dichiaratamente pubblica dove le angosce e le paure di una madre diventano occasione per riflessioni più generali, sulla condizione della donna, sulla latitanza degli uomini, sull' arretratezza della burocrazia, sul rapporto medici-pazienti. Nel film diventano i momenti che scandiscono il tempo che la donna deve far trascorrere prima che alla piccola venga staccato il respiratore artificiale. La Comencini adotta una regia efficace in cui luoghi, persone e musica si fondono in un unico obiettivo, trasmettere quella sensazione di attesa in cui il percorso temporale perde la sua linearità mentre i silenzi e le immagini prendono il posto delle parole. La fotografia molto luminosa e intensa è elemento molto importante, una scelta stilistica coerente con il tema del film. Davvero molto bella l'ambientazione ed efficace anche la recitazione seppur con qualche riserva sulla Buy, che continua come in ogni film a recitare se stessa. Ma qui forse sembra farlo con maggiore libertà e alla fine quel suo recitare sempre un po' sopra le righe diventa funzionale a questa storia toccante. Il soggetto della Perrella è molto bello, intenso e delicatissimo e offre la possibilità di cogliere diversi spunti di riflessione interessanti. Lo spazio bianco, quel limbo di attesa dove è racchiusa tutta la fragilità e la forza della vita, sono la stessa fragilità e forza della donna che ha partorito. Dona inoltre alla Comencini la possibilità di realizzare un finale davvero emozionante e commovente senza scadere nel sentimentalismo e nel ricatto emotivo a tutti i costi. Stonano solo un poco i siparietti sul quotidiano, i versi insistiti delle madri popolane, le figure maschili le cui psicologie sono tagliate con l'accetta, la storia d'amore con il dottorino (non era davvero necessaria) e certi dialoghi “telefonati” della Buy, ma nel complesso si tratta di un film discreto, riuscito nei suoi obiettivi.
Voto: 7
Stefania Muzio

Leggi i commenti Collabora con noi! Invia una recensione