prova Lebanon: film

Lebanon

Lebanon
Titolo originale: Levanon
Produzione: Israele
Durata: 92'
Genere: Drammatico
Regia: Maoz Shmulik
Uscita: 2009-10-23
Attori principali: Oshri Cohen, Zohar Shtrauss, Michael Moshonov, Itay Tiran, Yoav Donat, Reymond Amsalem, Dudu Tassa
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Trama:
1982, Libano. L’equipaggio di un carro armato israeliano viene inviato sul fronte per unirsi a una squadra di paracadutisti. La loro missione - che i superiori considerano "facile e sbrigativa" - consiste nell'entrare in un piccolo villaggio libanese ed eliminare ogni sospetto terrorista. Non tutto, però, è come appare: la semplice missione si trasforma in un incubo e Shmulik, Assi, Herzl e Yigal si ritrovano isolati dal resto dell'esercito israeliano, costretti all'interno di un carro armato, in una situazione nella quale per sopravvivere non si può far altro che uccidere...
Recensione:
Non è semplice parlare di un film come Lebanon, ma si può iniziare anzitutto dicendo cheLa scelta di Samuel Maoz è stata quella di non fare un film politico, fazioso e pressapochista sulle ragioni della guerra. La sua scelta è stata quella di fare un film sulla guerra, un film che metta in evidenza la devastazione che esercita la guerra in quanto tale sull'essere umano Anche quando vi sono delle serie ragioni di difesa o sopravvivenza di uno stato è comunque atroce, terribile e devastante; costringe l'uomo ad azioni feroci che rispondono anzitutto all'istinto primario di sopravvivenza proprio come è successo al regista. Il regista attinge infatti dalla propria memoria dalla propria dolorosa esperienza di soldato mandato in guerra. E' un film di guerra insolito nel suo genere, intenso e claustrofobico e fortemente intimista. La soluzione narrativa quasi tutta in soggettiva, conferisce grande forza espressiva a tutto il film. I quattro giovanissimi attori sono tutti davvero bravissimi e convincenti nella loro dolente interpretazione. Bellissima l'idea dell’utilizzazione del mirino del carro armato come fosse un occhio impazzito, spaventato e tremante di paura che scruta l'esterno alla ricerca della salvezza, unico contatto con l'esterno, un “mirino” perennemente sporco o annebbiato dal fumo, ma che permette di rimanere in relazione con la realtà, una realtà fatta di devastazione e morte. Raccapriccianti, ma al contempo bellissime per la forza espressiva che trasmettono, le immagini le sequenze esterne al carro armato che riportano la tragedia della guerra, la distruzione sugli uomini, sulle bestie e anche sulle piccole cose. A volte sono insostenibili, inguardabili, ma necessarie come a volte puo' esserlo solo un reportage di guerra senza commenti. Splendido l'uso del primo e del primissimo piano. Una struttura visiva in fortissima soggettiva. Il risultato è straordinariamente claustrofobico e opprimente. Lebanon è un’opera estremamente dolorosa, di marcata densità emotiva, un film di guerra decisamente al di fuori dei canoni di genere, come raramente si può vedere nel cinema bellico contemporaneo. Ma è anche un film che nonostante una scelta narrativa complessa, funziona dal punto di vista dello spettatore perchè è avvincente, emozionante e fortemente coinvolgente. Lebanon è un film superiore a Valzer con Bashir anche se si rifà agli stessi eventi. Evita infatti di cadere nelle trappole dell’accusa contro se stessi di tutti i mali del mondo e della guerra. Folman crea un film autocompiaciuto, dove fondamentalmente i “superiori” sono consapevoli e colpevoli di tutto, mentre il pensiero dei nemici non esiste, essi non vengono quasi nemmeno presi in considerazione. In Lebanon non ci si dimentica che nella guerra esistono anche i nemici, e questo rende l’esperienza molto più controversa e complessa. Da non perdere.
Voto: 9
Stefania Muzio

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