prova Le 13 rose: film

Le 13 rose

Le 13 rose
Titolo originale: Las 13 rosas
Produzione: Spagna
Durata: 130
Genere: Drammatico
Regia: Emilio Mart?nez L?zaro
Uscita: 2009-08-28
Attori principali: Pilar L?pez de Ayala, Ver?nica S?nchez, Nadia de Santiago, Alba Alonso, B?rbara Lennie, Teresa Hurtado de Ory, F?lix G?mez, Marta Etura, Gabriella Pession
Scheda di Opinioni
Vota il film:

- Voto: 3.0/10 (1 voto)

Commenti


Commenta il film!

Trama:
L'entrata a Madrid delle truppe di Franco segna la fine della guerra civile spagnola. Siamo nel 1939, 1 Aprile. Temendo la sanguinaria repressione che si sta avvicinando, molti Repubblicani scappano dal Paese, ma altri, numerosi, restano e combattono come posssono la dittatura. È il caso delle tredici giovani donne protagoniste di questa storia vera. Las Trece Rosas Rojas è il nome con cui si ricordano tredici giovanissime donne che, durante la "saca de agosto" del 1939, vennero fucilate assieme ad altri 43 dissidenti dai falangisti della neo-dittatura di Francisco Franco. L'attenzione si focalizza in particolar modo su quattro ragazze attive nel circolo ricreativo "Aida Lafuente" e militanti nel JSU (l'Unione della Gioventù Socialista),
Recensione:
Tredici giovani donne, prima di venire fucilate a causa della loro dissidenza e impegno politico contro il regime di Franco, tra la primavera e l'estate del '39 si attivano per non far sparire quella speranza di libertà e democrazia che abita nei cuori degli spagnoli. L'indomita Virtudes, la minorenne Carmen, le generose volontarie Julia e Adelina, e la dolcissima Blanca, intellettuale borghese sostenitrice della destra cattolica ma vicina, per amor della musica, ad un gruppo di esponenti dell'opposizione, tutte, a causa di un regime affamato di punizioni esemplari, finiranno in carcere e, ad eccezione della più giovane Carmen, pagheranno la propria dissidenza con la vita. Il caso delle tredici muchachas che alzarono la testa in un momento in cui si chiedeva massima fedeltà a Franco, è un soggetto che ben si presta alla trasposizione cinematografica per il modo in cui riunisce la forza degli ideali giovanili di lotta e l'importanza di raccontare la componente femminile di una resistenza politica (cosi come lo è stato il caso di Sophie Scholl, della associazione giovanile spontanea "La Rosa Bianca" in Germania nel periodo del nazismo). Tuttavia in mani sbagliate, o comunque tese a raccogliere il consenso del grande pubblico, il film finisce per scadere in una sceneggiatura troppo semplificata, dalle soluzioni narrative da fiction televisiva. Con una regia scolastica, musica retorica e interpretazioni sopra le righe il regista dà ampio spazio ai sentimentalismi e si preoccupa di mostrare con massima chiarezza ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è bello e ciò che è brutto senza lasciare spazio alle necessarie sfumature. Emilio Martínez ci offre un racconto il più possibile lineare in cui i buoni e i cattivi devono essere distinguibili al primo sguardo, le protagoniste sono sempre belle, brave e perfettamente a loro agio nei vestiti graziosamente vintage (come ha sottolineato una nota giornalista spagnola). Al contrario dei collaborazionisti e dei rivoluzionari traditori, con una fisionomia già connotata da visi torvi, dallo sguardo vitreo o dal sorriso sadicamente perverso come quello del personaggio di Adriano Giannini. All'opposto di quanto avveniva nel bellissimo "Sophie Scholl" (La Rosa Bianca, movimento di resistenza giovanile tedesca contro il Nazismo), nelle "Tredici Rose" non si mira alla coscienza per colpire la memoria, ma si esalta l'importanza della commemorazione e si cade troppo spesso nel sentimentalismo sopra le righe. Tutto sommato un film ben confezionato, ma a fronte dell'enormità, e delicatezza, del tema va registrata la mediocrità sostanziale di questo adattamento cinematografico.
Voto: 5
Stefania Muzio

Leggi i commenti Collabora con noi! Invia una recensione