prova La bocca del lupo: film

La bocca del lupo

La bocca del lupo
Titolo originale: La bocca del lupo
Produzione: Italia
Durata: 68'
Genere: Documentario, Drammatico
Regia: Pietro Marcello
Uscita: 2010-02-19
Attori principali: Vincenzo Motta, Mary Monaco
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- Voto: 9.5/10 (2 voti)

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Trama:
Enzo torna a Genova dopo una lunga assenza. Attraversa la città alla ricerca dei luoghi del suo passato, ormai inesorabilmente intaccati dallo scorrere del tempo.
Ad aspettarlo nella piccola casa nel ghetto della città vecchia trova Mary, la compagna di una vita, rimasta ad attendere il ritorno di Enzo dal carcere nel quale era detenuto
Recensione:
La Bocca del Lupo vincitore del TFF 2009 è un film nato su commissione da parte della Fondazione Marcellino dei Gesuiti di Genova, innamorata del precedente documentario del regista, 'Il passaggio della linea' visto e già premiato alla 64/a Mostra di Venezia. E' quindi l'esito di un progetto ideato, coordinato e cofinanziato da “San Marcellino” che sviluppa e realizza servizi a favore delle persone senza dimora. Il lavoro sociale dell'associazione si compone anche di una dimensione culturale che è proposta di riflessione e cambiamento fatta alla comunità degli uomini e, quindi alla città. E da qui nasce l'idea di chiedere al regista di realizzare un film su Genova “vista dal basso”. Non sono stati posti vincoli, ne' sono state date indicazioni sul soggetto, sulle storie da raccontare, sulla struttura del film. Il film è nato quindi in questo modo. Nel maggio 2008 Pietro si trasferì a Genova con i suoi collaboratori e iniziò la lavorazione coinvolgendo molti genovesi. Durante questo periodo ebbe la fortuna di incontrare Enzo , e con lui Mary, che hanno dato un'impronta decisiva a questo lavoro. 'La bocca del lupo' è primo vero e proprio lungometraggio di Pietro Marcello ed è una storia vera, quella dell' amore tra Enzo, uscito dal carcere dopo 30 anni, e Mary, transessuale vissuta per anni nei carugi di Genova. Si sono conosciuti in carcere, dove Enzo ha imparato tutto, a leggere e scrivere e ha preso il diploma da elettrotecnico, mentre Mary ha scontato una pena molto più lieve. Sullo sfondo una vecchia Genova che non c'é più, abitata da un sottoproletariato, di cui fa parte Enzo, siciliano trapiantato in via Pré, Via del Campo e dintorni, da quando aveva due anni. Un film che è un continuo mescolarsi di desolazione e poesia anche nel susseguirsi delle immagini. Quella di Enzo e Mary è la storia di due esseri umani e del loro amore al di là di ogni sovrastruttura. I due si sono conosciuti durante l'ora d'aria e ascoltando le reciproche voci nei corridoi. Si amano per 4 mesi in carcere "i più belli della mia vita, nei quali ho ridato un senso a tutto", dice Mary. Poi Mary aspetta Enzo per 7 anni e ora vivono insieme, sempre nella vecchia Genova. Il regista racconta: "Andavo in giro per il centro storico di Genova per raccogliere idee sul film quando ho incontrato la faccia pazzesca di Enzo e non l'ho più lasciata". La faccia di Enzo è straordinaria, una roccia consumata dalla vita "Mio padre era un marittimo - ha raccontato il regista, nato a Caserta - e si imbarcava a Genova, conosco quel mondo e ho cercato di raccontarlo perché non c'é più, perché ne resti qualcosa". Marcello è molto timido. Come il suo film, che conquista lo spettatore anche per la sua natura molto innovativa. "La vera notizia - ha detto il produttore Dario Zontav - non è tanto che questo film abbia vinto, quanto che sia stato messo in concorso da Gianni Amelio. Non è una fiction, come gli altri in concorso, né un documentario, è 'altro cinema'. Ai quali, dopo oggi, è stata aperta la porta nei festival. Ecco forse perché è il primo film italiano che ha vinto il Tff in 27 anni. Perché ha spaesato". Sicuramente 'La bocca del lupo' è innovativo, stilisticamente ma anche per la struttura narrativa. C'é dietro anche un notevole lavoro d'archivio che ha permesso di raccontare la vecchia Genova con pezzi di repertorio. La bocca del lupo si apre con un montaggio di immagini di Genova girate con grande maestria e rigore estetico e con particolare senso della composizione scenica, mescolate con immagini d’archivio e filmini girati dai genovesi stessi. Mescola sapientemente narrazione e documentario. La narrazione comincia con una voce fuori campo che descrive il “personaggio” che cammina per la città, un immigrato siciliano, Enzo, ex carcerato che ha passato più tempo dietro che fuori le sbarre. La voce narrante è quella di Mary, l’amore della vita di Enzo. E questa lunga parte descrittiva è solo il prologo del racconto finale di Enzo e Mary che, dopo essersi “inseguiti” fuori campo per tutto il film, spiegano insieme, con un pudore e una verità disarmante e commovente la loro storia, una storia d’amore autentica, nata in un contesto di squallore e disperazione ma che a dispetto di tutte le miserie della vita è ancora salda. Il miracolo dell’amore, quello autentico, che può cambiarti la vita e farla galleggiare al di sopra del fondale nero dell’emarginazione.
Voto: 8
Stefania Muzio

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