prova La passione di Cristo: film

La passione di Cristo

La passione di Cristo
Titolo originale: The passion of the Christ
Produzione: Usa/Italia
Durata: 130
Genere: Drammatico
Regia: Mel Gibson
Uscita: 2004-04-07
Attori principali: James Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Ivano Marescotti, Rosalinda Celentano, Claudia Gerini, Sergio Rubini
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Trama:
Il film racconta la Passione di Cristo: dal tradimento fino alla resurrezione.
Recensione:
A dire la verità mi aspettavo di piì da questo film. Intendiamoci, alcuni spettatori lo troveranno inutile e fine a se stesso, altri lo vedranno come un capolavoro assoluto, a mio parere il film è uno dei piì grandi documentari della storia del cinema.

Attenzione però perché se speravate di trovarvi un racconto epico e mitizzato della vita di Cristo non avete capito di che film si tratta: Mel Gibson ha cercato di riprodurre il piì fedelmente possibile la storia della Passione. Senza aggiungere, per quanto possibile, nulla di suo. Nessun commento, nessuna mitizzazione. I fatti, per Gibson, si commentano da soli. E non possiamo certo dargli torto.
Ciononostante questo relega il film ad un genere particolarissimo che potrebbe non piacere alla maggior parte degli spettatori. Inoltre, quando si parla della vita di Gesì, credo che la visione del film non possa sostituire in alcun modo la lettura del vangelo: i brevi flashback delle opere di Cristo non sono certo sufficienti allo scopo. Tuttavia l'intento del regista è principalmente quello di mettere a nudo la crudezza e la ferocia delle torture subite in vita da un uomo innocente che si è sacrificato per noi.

Insomma, il film è uno splendido documentario arricchito con qualche aggiunta cinematografica. Ma come film appartiene a un genere troppo singolare per poter essere apprezzato appieno da tutti. Basti dire che nella ricerca della fedeltà storica ad ogni costo il regista ha deciso di far parlare i personaggi in latino e aramaico! In Italia il film non sarà dunque doppiato, ma solo sottotitolato in italiano.
Inoltre proprio per perseguire questo estremo realismo Gibson sacrifica alcuni elementi del film lasciando così solo alla ferocia delle torture e alla crudezza della rappresentazione il compito di commuovere e coinvolgere lo spettatore. È vero che alcune scene sono estremamente toccanti, ma basare tutto il film su un unico fattore, a mio parere, non può che comprometterne in parte la resa, senza contare l'estremizzazione di tale aspetto che si rende necessaria.

Di conseguenza temo che a molti spettatori il film piacerà solo a metà, e in generale verrà apprezzato forse piì a titolo informativo (come documentario) che come film vero e proprio.
Voto: 8,5
Gik25

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