prova L'occhio del ciclone - In the Electric Mist: film

L'occhio del ciclone - In the Electric Mist

L'occhio del ciclone - In the Electric Mist
Titolo originale: In the Electric Mist
Produzione: Usa
Durata:
Genere: Drammatico
Regia: Bertrand Tavernier
Uscita: 2009-12-12
Attori principali: Tommy Lee Jones, John Goodman, Peter Sarsgaard, Kelly MacDonald, Justina Machado, Mary Steenburgen, Julio Cedillo, Louis Herthum, Andrea Frankle, Alana Locke, Ned Beatty, John Sayles, Pruitt Taylor Vince, Levon Helm, James Gammon, Rio Hackford
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Trama:
tratto dal romanzo In the Electric Mist with Confederate Dead di James Lee Burke, edito in Italia da Mondadori col titolo L'Occhio del ciclone


Dave Robicheaux Ŕ un detective con problemi di dipendenza dall'alcol. Frequenta l'Alcolisti Anonimi e indaga sulla morte di una giovane donna. Per caso si trova a fermare per guida in stato di ebbrezza un attore, Elrod Sykes e l'uomo gli parla del ritrovamento delle tracce di un vecchio omicidio, sul set presso cui sta lavorando, conducendolo poi sul posto. Nel frattempo le indagini di Robicheaux si concentrano su un personaggio locale, Julie Balboni, che nega di aver mai conosciuto la vittima. Ma una vecchia foto, e la tenacia del detective, gli creeranno non pochi problemi. Intanto un vecchio generale della confederazione sembra prendere possesso dei sogni di Dave.
Recensione:
Berlino 2009 La Louisiana post Katrina non Ŕ un posto allegro. Soprattutto perchŔ piove spesso e le paludi del piccolo centro, in cui la storia Ŕ ambientata, non riescono a nascondere tutto il marcio. I morti sembrano emergere letteralmente dal fango, e quelli del passato finiscono per confondersi con quelli del presente. Un generale confederato, morto ormai da tempo, abita i sogni e i deliri alcolici di Dave, poliziotto non proprio immacolato, e dalla sgradevole tendenza a perdere le staffe. Le sue indagini procedono sbilenche e non sempre quello che finisce per trovare Ŕ quello che inizialmente stava cercando. E quando la sua tenacia comincia a mietere vittime dal lato sbagliato della barricata, Dave passa il segno e si mette fare cose di cui, in veritÓ, lo intuiamo capace giÓ dalle prime inquadrature. In the Electric Mist Ŕ un film duro, di quelli senza troppe speranze, e meno che mai possibilitÓ di redenzione. I personaggi sono ambigui e sgradevoli. Dave ha come unica risorsa un carattere tenace, ma la sua dipendenza dall'alcol e l'intrinseca volontÓ di incastrare i colpevoli, anche passando sopra le regole, lo portano assai lontano dallo stereotipo del poliziotto integerrimo in uniforme immacolata e dal cuore puro, archetipo del genere e mito americano dei tempi passati. La storia parla di assassini, prostitute, razzismo e corruzione. Un piccolo centro del sud Ŕ sicuramente pieno di storie passate imbevute di razzismo, ma di accadimenti recenti a base di corruzione, omicidi di giovani donne e rapimenti di bambine incolpevoli, si farebbe volentieri a meno. Ma tant'Ŕ, eccoci di fronte ad un'altra delle mille storie americane, raccontata ancora una volta con mano ferma e volontÓ di fotografare un momento, che potrebbe esser al di lÓ da venire, con la stessa facilitÓ con cui Ŕ appena passato. Tavernier opta per una narrazione asciutta, scevra da qualunque sottolineatura, lasciando solo lo spettatore davanti al duro compito di digerire una storia nera, senza che mai essa venga, anche solo per un istante, alleggerita da un qualsiasi raggio di luce. Tommy Lee Jones Ŕ ormai da tempo l'archetipo dello sceriffo di frontiera. E la sua maschera, stanca e disillusa, si accorda bene col dolore di un personaggio che, non solo ne ha viste di tutti i colori, ma ne ha anche fatte altrettante, senza che mai lo sfiori il dubbio di esser rimasto vittima del marciume che aveva giurato di combattere. Certo il fatto che sia tratto da un romanzo di successo crea l'inevitabile confronto col lavoro originale, la cui complessitÓ in veritÓ, appare assai difficile da rendere sullo schermo, e non soltanto perchŔ parte di una serie di romanzi incentrati sulla figura del detective Robicheaux. Ma la mano sicura del regista, e la buona scelta del cast, che funziona in sŔ assai meglio della storia stessa, rendono interessate un lavoro il cui contenuto non si pu˛ certo definire particolarmente originale.
Voto: 6,5
Anna Maria Pelella

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