prova L'inconfutabile verità  sui demoni: film

L'inconfutabile verità  sui demoni

L'inconfutabile verità  sui demoni
Titolo originale:
Produzione:
Durata:
Genere: Horror
Regia: Glenn Standring
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Attori principali:
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Trama:
Personalmente ho quasi sempre diffidato degli horror che hanno nel titolo più di 4 parole e, anche se è vero che ci sono delle eccezioni (molte) che confermano la regola (vedi "La notte dei morti viventi", "Quattro mosche di velluto grigio", "Il mostro della laguna nera", "Il Gabinetto del dottor Caligari, "L'esperimento del dottor K" ecc..) per quel che riguarda "L'inconfutabile verità sui demoni", anche se il titolo è stato più volte accorciato togliendo "inconfutabile", la mia teoria sembra calzare proprio a pennello. Il film neozelandese (in tutto e per tutto) di Glenn Standring è stato lungamente presentato, prima dell'uscita cinematografica ufficiale, in moltissimi festival e concorsi fanta-horror riscuotendo (inspiegabilmente) numerosi consensi ma senza mai vincere nulla (non è difficile immaginarne il motivo). Dalla Nuova Zelanda, patria del grande Peter Jackson ("Bad Taste, Fuori di testa", "Sospesi nel tempo", "Creature del cielo", "Splatters-Gli schizzacervelli" e regista dei tre grandi film sui tre capitoli della saga tratta dal romanzo di Tolkien "Il Signore degli anelli") ci aspettavamo francamente di più. A motivare la nostra delusione è stato sicuramente anche il grande successo del neozelandese "The Ugly ", film horror diretto da Scott Reynolds nel 1997, vincitore di numerosi premi e definito dalla critica come una delle opere più angoscianti di questi ultimi anni se non il miglior horror degli anni '90. Avremmo nettamente preferito vedere questo al cinema (anche se ormai vecchio di 5 anni) invece che il solito horroretto soporifero estivo. "The irrefutable truth about demons" racconta la disavventura notturna di Harry Ballard (nei panni del quale troviamo il (neozelandese) bravissimo Karl Urban interprete anche, ma guarda un pò il caso, del personaggio di Eomer ne "Il Signore degli anelli: Le due torri" e "Il Signore degli anelli:Il ritorno del Re" del sopracitato Jackson) un giovane antropologo studioso di occultismo e di demoni che perde il fratello in circostanze poco chiare e che, come si suol dire se la va un pò a cercare decidendo di denunciare pubblicamente tutti i culti pseudo-religiosi che prendono vita nel paese ed i cui capostipiti vanno alla continua ricerca di proseliti da incantare con false (secondo lui) promesse di salvezza dell'anima e di vita eterna. Gran consumatore di stupefacenti, Harry verrà minacciato tramite un messaggio minatorio registrato su una videocassetta ed, in seguito al suo insistente scetticismo, verrà rapito, trascinato e torturato dai componenti e soprattutto dal capo di una potente setta satanica con tanto di testa rasata, tatuaggi, catene, piercing in tutto il corpo, smalto nero modello Marilyn Manson, abbigliamento di pelle nera che fa molto sado-maso e che risponde al nome di Le Valliant (Jonathon Hendry). A peggiorare il tutto per il povero Harry ci si metterà anche l'accusa di omicidio della sua fidanzata Celia (Sally Stockwell) cosicchè non gli rimarrà altro che fuggire da tutto e tutti (demoni e poliziotti) alla ricerca della verità in un viaggio allucinante in cui non riuscirà più a distinguere la realtà dalle allucinazioni. Quello che vede e vive accade veramente o no? E se non accade cos'è che lo fa sragionare? La sua unica ancora di salvezza sarà la misteriosa ed un pò pazza Benny (Katie Wolfe), una ragazza luccicante ed estrosa sempre col sorriso sulle labbra e vestita sgargiantemente da punk ma profonda conoscitrice di trucchi e segreti per combattere le sette del male. Sarà proprio Benny ad aiutare Harry ad uscire finalmente dall'incubo....se di incubo si tratta.... Concludiamo con le note positive e le note negative sul film. Note positive (poche): l'interpretazione dei due protagonisti (Urban e Wolfe), il finale a sorpresa e gli effetti speciali (alcuni): ottima la sequenza in cui Ballard sgattaiola carponi all'interno del soppalco sottostante il pavimento inseguito da un pazzo che lo rincorre con in mano una sega elettrica facendo tagli dappertutto per non farlo sfuggire (fa molto "La casa nera" di Wes Craven); il demone completamente ricoperto di squame è molto "furbo", nel senso che il regista lo tiene prudentemente nell'ombra mostrandolo soltanto brevemente e di sfuggita per intensificarne l'effetto; gli scarafaggi (veri) che escono dalla bocca del protagonista ricordando vagamente gli insetti e le modalità de "Il silenzio degli innocenti" di Demme e molto di più quelli de "Il Pasto nudo" di Cronenberg. Note negative (molte): una così impressionante mancanza di originalità ed i troppi stereotopi fanno sì che lo spettatore non riesca a trovare interessante ed attraente questo film in nessun modo e caso; il film "ruba" non solo scene, ma anche specifiche ambientazioni e dialoghi da importanti capolavori del genere tra cui mi è sembrato di rivedere in qualche modo: Hellraiser, Ragazzi Perduti, Stigmate, Un lupo mannaro americano a Londra, Il Signore del male, Creepshow and Angel Heart (e questi sono solo quelli che più immediatamente mi sono venuti davanti agli occhi). Il tutto, insomma, è abbastanza deludente.
Voto: 4,5
LUCIANA MORELLI

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