Iron Man - Conferenza stampa - Intervista

Iron Man - Conferenza stampa - Intervista

Intervista

Una conferenza stampa all'insegna delle risate, con un Robert Downey Junior in grande forma e autentico mattatore dell'evento. Insieme a lui c'erano, il regista Jon Favreau, Terrence Howard e Gwyneth Paltrow, in splendida forma nonostante le due recenti gravidanze.
Alle ore 10.15 la sala dell'Hotel Hassler a Roma era piena di giornalisti, incuriositi dalla presenza di un cast così importante, ma anche da una anteprima che ha fatto un'ottima impressione ai critici italiani.
Il primo a prendere la parola è stato il cineasta newyorkese, che afferma di aver girato un film con un grande senso dell'humor, di puro intrattenimento, in pieno stile Marvel, pensato per un pubblico come quello americano, che, in questo momento storico, ha un gran bisogno di divertimento. Chiarisce poi che il film, nonostante tratti il tema del commercio di armi, non ha alcun significato politico. Infatti, Favreau dice di non essere un regista schierato in quanto cambia idea ogni volta che legge il giornale. Sottolinea, infine, come sia stato difficile girare un lungometraggio su Iron Man, il meno conosciuto in USA tra i supereroi di casa Marvel, ma anche come abbia contribuito alla pubblicità del film, sia internet che il grande cast scelto dalla produzione.
Poi è cominciato lo show di Robert Downey Jr., che scherza con i giornalisti e ogni domanda diventa occasione per farsi due risate. Gioca con il regista quando gli chiedono quanto ci sia la sua mano sulla sceneggiatura e lui risponde che non si poteva cominciare a girare senza il suo ok sulla scena. Si fa più serio, poi, quando gli fanno una domanda sulla spiritualità nel suo mestiere.L'attore statunitense confessa che sul set il cast lavorava in uno spirito monastico e poco hollywoodiano e questo gli dava una grande energia, Aggiunge poi che si pensa che nelle mega-produzioni americane gli attori pensino solo a girare e, una volta finito, a riscuotere l'assegno mentre, almeno in questo caso, ci sono state grandi transazioni spirituali tra i membri del cast.
Arrivato il momento della Paltrow la prima domanda è stata sul ruolo da lei interpretato nel film, La bionda californiana spiega che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna e anche in questo caso è così. Pepper Potts è la coscienza di Anthony Starks, è pronta a mettersi in gioco ma senza mai esprimere opinioni che possano mettere in difficoltà il compagno. Pone poi in evidenza come tra lei e il suo personaggio ci siano punti di contatto, ad esempio sul dover nascondere i propri sentimenti, come le è più volte capitato nella vita privata per difendere la sua privacy. Su un'eventuale possibilità di lavorare con un regista italiano, Gwyneth si è tenuta sul vago, asserendo che per lei non importa la nazionalità di chi dirige, ma la possibilità di tornare a girare nella nostra penisola, come già le è capitato ormai circa otto anni fa. Ha chiuso, infine, sostenendo di scegliere i film da interpretare sulla base dell'importanza del cast e sull'originalità della sceneggiatura, precisando di essere in una fase della sua vita in cui, comunque, i suoi due bimbi sono al primo posto.
Meno richiesto dai giornalisti Terrence Howard, che si limita a dire che da piccolo era un grande appassionato di fumetti Marvel come Spiderman e X-men e che la buona riuscita di film di questo genere, come accade nel 90% dei casi, è dovuta all'ottima miscela tra azione e sentimento, concludendo di confidare in un ottimo successo di pubblico.
Agli spettatori l'ardua sentenza.

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Una conferenza stampa all'insegna delle risate, con un Robert Downey Junior in grande forma e autentico mattatore dell'evento. Insieme a lui c'erano, il regista Jon Favreau, Terrence Howard e Gwyneth Paltrow, in splendida forma nonostante le due recenti gravidanze.
Alle ore 10.15 la sala dell'Hotel Hassler a Roma era piena di giornalisti, incuriositi dalla presenza di un cast così importante, ma anche da una anteprima che ha fatto un'ottima impressione ai critici italiani.
Il primo a prendere la parola è stato il cineasta newyorkese, che afferma di aver girato un film con un grande senso dell'humor, di puro intrattenimento, in pieno stile Marvel, pensato per un pubblico come quello americano, che, in questo momento storico, ha un gran bisogno di divertimento. Chiarisce poi che il film, nonostante tratti il tema del commercio di armi, non ha alcun significato politico. Infatti, Favreau dice di non essere un regista schierato in quanto cambia idea ogni volta che legge il giornale. Sottolinea, infine, come sia stato difficile girare un lungometraggio su Iron Man, il meno conosciuto in USA tra i supereroi di casa Marvel, ma anche come abbia contribuito alla pubblicità del film, sia internet che il grande cast scelto dalla produzione.
Poi è cominciato lo show di Robert Downey Jr., che scherza con i giornalisti e ogni domanda diventa occasione per farsi due risate. Gioca con il regista quando gli chiedono quanto ci sia la sua mano sulla sceneggiatura e lui risponde che non si poteva cominciare a girare senza il suo ok sulla scena. Si fa più serio, poi, quando gli fanno una domanda sulla spiritualità nel suo mestiere.L'attore statunitense confessa che sul set il cast lavorava in uno spirito monastico e poco hollywoodiano e questo gli dava una grande energia, Aggiunge poi che si pensa che nelle mega-produzioni americane gli attori pensino solo a girare e, una volta finito, a riscuotere l'assegno mentre, almeno in questo caso, ci sono state grandi transazioni spirituali tra i membri del cast.
Arrivato il momento della Paltrow la prima domanda è stata sul ruolo da lei interpretato nel film, La bionda californiana spiega che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna e anche in questo caso è così. Pepper Potts è la coscienza di Anthony Starks, è pronta a mettersi in gioco ma senza mai esprimere opinioni che possano mettere in difficoltà il compagno. Pone poi in evidenza come tra lei e il suo personaggio ci siano punti di contatto, ad esempio sul dover nascondere i propri sentimenti, come le è più volte capitato nella vita privata per difendere la sua privacy. Su un'eventuale possibilità di lavorare con un regista italiano, Gwyneth si è tenuta sul vago, asserendo che per lei non importa la nazionalità di chi dirige, ma la possibilità di tornare a girare nella nostra penisola, come già le è capitato ormai circa otto anni fa. Ha chiuso, infine, sostenendo di scegliere i film da interpretare sulla base dell'importanza del cast e sull'originalità della sceneggiatura, precisando di essere in una fase della sua vita in cui, comunque, i suoi due bimbi sono al primo posto.
Meno richiesto dai giornalisti Terrence Howard, che si limita a dire che da piccolo era un grande appassionato di fumetti Marvel come Spiderman e X-men e che la buona riuscita di film di questo genere, come accade nel 90% dei casi, è dovuta all'ottima miscela tra azione e sentimento, concludendo di confidare in un ottimo successo di pubblico.
Agli spettatori l'ardua sentenza.