Intervista a Michael Moore per Sicko:
M. Moore: Sento di essere in una posizione molto privilegiata. Sono fortunato perchè sono in grado di utilizzare il mezzo cinematografico per esprimere me stesso.
Sai, faccio parte della working class noi di solito non facciamo cose del genere.
Sicuramente non vediamo immagini di noi stessi sullo schermo a meno che non siano caricature di chi siamo e certamente la nostra voce, quella politica, non viene ascoltata molto.
Non possediamo canali televisivi né giornali sicché sono stato fortunato. Sto cercando di fare uso di questa posizione al meglio, sto cercando di fare del bene, per aiutare tutte le persone che vengono da dove vengo io e che ancora non hanno voce.
Intervistatore: Come può cambiare la situazione in america? Come i politici possano essere effettivamente toccati dall'esibizione del potere del...
M. Moore: Non può. Dobbiamo cambiare il modo, dobbiamo rimuovere il circolo di denaro dal nostro sistema politico. E' totalmente corrotto, il sistema.
Guarda ad esempio Hillary Clinton. Voglio dire, l'ho fatto notare anche nel film, l'avvocato numero uno per la cura della salute universale in America, ora il numero due che riceve i soldi dall'industria (farmaceutica).
E' così triste quando la gente guarda quella parte del film perchè pensa che non c'è speranza qui, e probabilmente non ci sarà mai finché non si rimuove il denaro dal processo politico.
Intervistatore: Ma non lo faranno mai.
M. Moore: Beh non lo faranno mai finché non ci alziamo e non diciamo loro di farlo.
Intendo dire, ciò che è chiaro nella pellicola è che i francesi non ottengono le cose perchè il governo è più disponibile, ne perchè le corporazioni là sono meglio. Le ottengono perchè la gente si riversa nelle strade per averle, le chiede, zittiscono tutto il paese finché non hanno ciò per cui sono scesi in strada. La gente parla, ecco perchè hanno una vita leggermente migliore della nostra.
Nel bel mezzo della notte, quando hanno bisogno di un dottore o di andare all'ospedale non hanno bisogno di preoccuparsi di portare il loro blocchetto d'assegni.
Intervistatore: E cosa comunicherà il tuo film agli Australiani?
M. Moore: Spero che funga da avvertimento per gli australiani perchè John Howard e il suo governo stanno cercando di mettere da parte la sicurezza sociale che prima c'era. Lui adora il metodo americano, adora la privatizzazione. Più ci provi, ad essere un po' come noi, con i nostri stessi problemi (noi Americani N.d.R.)...che poi come si fa a volere questo, come si fa a voler emulare i problemi altrui? So che ci sono buone cose che ci riguardano, molte cose che piacciono anche a me e non voglio vivere in Australia, mi trovo bene a vivere in America, ma detto questo ci sono tante cose che l'Australia ha che vanno preservate e spero che vogliate davvero farlo.
Fonte Abc, traduzione Ambra Zamuner
Intervista a Michael Moore per Sicko:
M. Moore: Sento di essere in una posizione molto privilegiata. Sono fortunato perchè sono in grado di utilizzare il mezzo cinematografico per esprimere me stesso.
Sai, faccio parte della working class noi di solito non facciamo cose del genere.
Sicuramente non vediamo immagini di noi stessi sullo schermo a meno che non siano caricature di chi siamo e certamente la nostra voce, quella politica, non viene ascoltata molto.
Non possediamo canali televisivi né giornali sicché sono stato fortunato. Sto cercando di fare uso di questa posizione al meglio, sto cercando di fare del bene, per aiutare tutte le persone che vengono da dove vengo io e che ancora non hanno voce.
Intervistatore: Come può cambiare la situazione in america? Come i politici possano essere effettivamente toccati dall'esibizione del potere del...
M. Moore: Non può. Dobbiamo cambiare il modo, dobbiamo rimuovere il circolo di denaro dal nostro sistema politico. E' totalmente corrotto, il sistema.
Guarda ad esempio Hillary Clinton. Voglio dire, l'ho fatto notare anche nel film, l'avvocato numero uno per la cura della salute universale in America, ora il numero due che riceve i soldi dall'industria (farmaceutica).
E' così triste quando la gente guarda quella parte del film perchè pensa che non c'è speranza qui, e probabilmente non ci sarà mai finché non si rimuove il denaro dal processo politico.
Intervistatore: Ma non lo faranno mai.
M. Moore: Beh non lo faranno mai finché non ci alziamo e non diciamo loro di farlo.
Intendo dire, ciò che è chiaro nella pellicola è che i francesi non ottengono le cose perchè il governo è più disponibile, ne perchè le corporazioni là sono meglio. Le ottengono perchè la gente si riversa nelle strade per averle, le chiede, zittiscono tutto il paese finché non hanno ciò per cui sono scesi in strada. La gente parla, ecco perchè hanno una vita leggermente migliore della nostra.
Nel bel mezzo della notte, quando hanno bisogno di un dottore o di andare all'ospedale non hanno bisogno di preoccuparsi di portare il loro blocchetto d'assegni.
Intervistatore: E cosa comunicherà il tuo film agli Australiani?
M. Moore: Spero che funga da avvertimento per gli australiani perchè John Howard e il suo governo stanno cercando di mettere da parte la sicurezza sociale che prima c'era. Lui adora il metodo americano, adora la privatizzazione. Più ci provi, ad essere un po' come noi, con i nostri stessi problemi (noi Americani N.d.R.)...che poi come si fa a volere questo, come si fa a voler emulare i problemi altrui? So che ci sono buone cose che ci riguardano, molte cose che piacciono anche a me e non voglio vivere in Australia, mi trovo bene a vivere in America, ma detto questo ci sono tante cose che l'Australia ha che vanno preservate e spero che vogliate davvero farlo.
Fonte Abc, traduzione Ambra Zamuner