In questo mondo libero: intervista al regista - Intervista

In questo mondo libero: intervista al regista - Intervista

Intervista

In Questo Mondo Libero di
Ken Loach è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia.

Ken Loach (Regista) e Paul Laverty
(Sceneggiatore) ci hanno concesso una breve intervista, parlandoci della protagonista
del loro ultimo film e svelandoci il loro punto di vista in merito a tematiche affrontate
In Questo Mondo Libero.

In merito alla protagonista del film.
Abbiamo pensato che questa volta
sarebbe stato interessante rivolgere lo sguardo ai comportamenti e alla mentalità
degli sfruttatori invece che a quella degli sfruttati, come spesso avviene nei film.
Pensavamo che scegliere qualcuno come la protagonista del film, Angie, avrebbe mostrato
come anche una persona capace, intelligente e amabile, possa ritrovarsi alla fine
costretta a prendere determinate decisioni. Questo è il motivo per cui non ci piace
fare film su psicopatici che fanno cose folli; amiamo affrontare una storia dalla
posizione di una persona come tante..

Angie è un personaggio interessante,
complesso, che suscita simpatia e che percorre una strada: comincia con l’essere
lei stessa una lavoratrice appartenente alla classe operaia. E’ anche una madre
single, ha subito molestie sessuali sul lavoro e viene ingiustamente licenziata
e passo dopo passo scopre qual è il modo migliore per lei di fare soldi. Quello
che successivamente lei fa non è altro che la logica sequenza di quello che fa peraltro
il grande capo di una grossa azienda, ovvero cercare di massimizzare i profitti.

Non è solo un discorso logico ma
centrale e fondamentale nella nostra società. Questo è il modo in cui la nostra
società funziona.

La società odierna.
Crediamo che davanti ai nostri
occhi si stiano verificando dei massicci cambiamenti, basti pensare al fatto che
in Gran Bretagna abbiamo 3 milioni di lavoratori provenienti dall’Europa dell’est,
per non parlare di quelli che vengono dall’Asia, dall’Africa e da altri Paesi. Venticinque
anni fa questo non era concepibile, quindi è scioccante vedere come sta cambiando
la società e anche la posizione stessa della donna. Ora tutte le donne cercano di
lavorare, di entrare sul mercato. Il più delle volte sono donne che hanno dei figli,
per cui oltre a lavorare devono comunque mantenere una famiglia.


A tal proposito, abbiamo voluto
usare per questo film una locandina che colpisce: una bionda attraente che sceglie
gli uomini che andranno a lavorare.

Riguardo gli immigrati.
I giornalisti che affrontano il problema
degli immigrati sono ormai pochi. La stampa di sinistra è quella che di solito lo
fa. I giornali principali, che sono quasi tutti di destra, tendono a non parlarne
o a farlo con ostilità, dicendo che ci portano via il lavoro, che non pagano le
tasse e cose di questo genere, fomentando quindi odio contro gli immigrati.
Il mondo del lavoro.
Oltre al problema degli immigrati
c’è quello del precariato. Il lavoro ed il modo in cui si lavora è cambiato. Una
volta si diceva “Impara un mestiere e potrai lavorare per il resto della tua vita”.
Oggi non è più così: contratti a termine, lavoro occasionale, lavoro interinale.
I lavoratori vengono aperti e chiusi come fossero rubinetti. L’ipocrisia sta nel
fatto che sentiamo i politici parlare continuamente di difendere la famiglia, ma
come lo si può fare se non si da neanche la possibilità di crearne una o di mantenerla?

La realtà attraverso le immagini.
E’ impossibile raccontare la realtà attraverso
le immagini. Quello che succede nella realtà è così estremo da non poter essere
utilizzato in un film, è troppo eccessivo.



Contenuto

In Questo Mondo Libero di
Ken Loach è stato presentato in anteprima alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia.

Ken Loach (Regista) e Paul Laverty
(Sceneggiatore) ci hanno concesso una breve intervista, parlandoci della protagonista
del loro ultimo film e svelandoci il loro punto di vista in merito a tematiche affrontate
In Questo Mondo Libero.

In merito alla protagonista del film.
Abbiamo pensato che questa volta
sarebbe stato interessante rivolgere lo sguardo ai comportamenti e alla mentalità
degli sfruttatori invece che a quella degli sfruttati, come spesso avviene nei film.
Pensavamo che scegliere qualcuno come la protagonista del film, Angie, avrebbe mostrato
come anche una persona capace, intelligente e amabile, possa ritrovarsi alla fine
costretta a prendere determinate decisioni. Questo è il motivo per cui non ci piace
fare film su psicopatici che fanno cose folli; amiamo affrontare una storia dalla
posizione di una persona come tante..

Angie è un personaggio interessante,
complesso, che suscita simpatia e che percorre una strada: comincia con l’essere
lei stessa una lavoratrice appartenente alla classe operaia. E’ anche una madre
single, ha subito molestie sessuali sul lavoro e viene ingiustamente licenziata
e passo dopo passo scopre qual è il modo migliore per lei di fare soldi. Quello
che successivamente lei fa non è altro che la logica sequenza di quello che fa peraltro
il grande capo di una grossa azienda, ovvero cercare di massimizzare i profitti.

Non è solo un discorso logico ma
centrale e fondamentale nella nostra società. Questo è il modo in cui la nostra
società funziona.

La società odierna.
Crediamo che davanti ai nostri
occhi si stiano verificando dei massicci cambiamenti, basti pensare al fatto che
in Gran Bretagna abbiamo 3 milioni di lavoratori provenienti dall’Europa dell’est,
per non parlare di quelli che vengono dall’Asia, dall’Africa e da altri Paesi. Venticinque
anni fa questo non era concepibile, quindi è scioccante vedere come sta cambiando
la società e anche la posizione stessa della donna. Ora tutte le donne cercano di
lavorare, di entrare sul mercato. Il più delle volte sono donne che hanno dei figli,
per cui oltre a lavorare devono comunque mantenere una famiglia.


A tal proposito, abbiamo voluto
usare per questo film una locandina che colpisce: una bionda attraente che sceglie
gli uomini che andranno a lavorare.

Riguardo gli immigrati.
I giornalisti che affrontano il problema
degli immigrati sono ormai pochi. La stampa di sinistra è quella che di solito lo
fa. I giornali principali, che sono quasi tutti di destra, tendono a non parlarne
o a farlo con ostilità, dicendo che ci portano via il lavoro, che non pagano le
tasse e cose di questo genere, fomentando quindi odio contro gli immigrati.
Il mondo del lavoro.
Oltre al problema degli immigrati
c’è quello del precariato. Il lavoro ed il modo in cui si lavora è cambiato. Una
volta si diceva “Impara un mestiere e potrai lavorare per il resto della tua vita”.
Oggi non è più così: contratti a termine, lavoro occasionale, lavoro interinale.
I lavoratori vengono aperti e chiusi come fossero rubinetti. L’ipocrisia sta nel
fatto che sentiamo i politici parlare continuamente di difendere la famiglia, ma
come lo si può fare se non si da neanche la possibilità di crearne una o di mantenerla?

La realtà attraverso le immagini.
E’ impossibile raccontare la realtà attraverso
le immagini. Quello che succede nella realtà è così estremo da non poter essere
utilizzato in un film, è troppo eccessivo.