prova Il Grande Capo - recensione trama film

Il Grande Capo: trama e recensione

Il Grande Capo
Titolo originale: Direktoren for det hele
Produzione: Memfis Film
Durata: 100'
Genere: Commedia
Regia: Lars Von Trier
Uscita: 2007-01-05
Attori principali: Benedikt Erlingsson, Iben Hjejle, Anders Hove
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- Voto: 6.3/10 (4 voti)

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Trama:
Il proprietario di una società decide di vendere la propria azienza. Il problema sorge quando i suoi acquirenti vogliono definire la cessione con il presidente della società, il quale in realtà non esiste. Deciderà quindi di ingaggiare un attore..
Recensione:
Lars von Trier è uno sperimentatore. Come tale sceglie pellicole che possono dire qualcosa, sottoindere qualcos'altro o solo rappresentare. La passione del teatro che era così evidente in Dogville, fa da filo conduttore anche in questo caso. Ci sono molti modi per condurre una commedia, Trier ha scelto uno stile del tutto personale che dialoga con lo spettatore, che si fa amare e seguire, che svela ogni suo segreto, anche quello di chi si cela dietro la cinepresa.Il grande capo che tanto viene sottovalutato fin dalle prime battute si rivela essere un capro espiatorio per le ingiustizie dei dipendenti, per le vacanze annullate, le tragedie morali e le attrazioni sessuali. Tenere la scena anche senza un copione, è questo che si ritrova a fare il protagonista, spiazzato spesso da informazioni taciutegli da Ravn, in pieno stile scaricabarile. Perfino i "magnifici sei" ognuno con le sue manie, arroganti, cervelloni, i veri pilastri dell'azienda si prendono libertà sulla figura di questo intruso nel loro sistema, rigettandolo e schierandosi con Ravn, vero manipolatore di tutta la loro carriera. Ci sono ingiustizie e nonsense velati in questo mondo di creativi informatici, coinvolgimenti emotivi,humor nordico sagace e davvero nuovo.L'esempio lampante è la scelta dei due protagonisti di incontrarsi sempre in luoghi sperduti o da tipico film di spionaggio,in un cinema, sulle giostre, in serre, tutto per evitare di essere visti insieme, come se un presidente e un contabile non potessero parlare alla luce del sole, quantomeno sarebbe meno sospetto di così. Prima volta per il regista alla conduzione di un film "solo divertente" come specifica all'inizio, senza troppi coinvolgimenti mentali, ma tutt'altro che trascurato,prima volta anche per una tecnica cinematografica sperimentale l"automavision",che consiste in una camera senza operatore, ma controllata dal computer, tanto da scegliere a caso le inquadrature senza apparenti linee guida. Dai primi piani alle panoramiche, agli zoom molti frame, infatti, comprendono teste ma non corpi, scentrature d'immagine e particolari di visi.Tutt'altro che fuoriluogo comunque, questa scelta, che rivela un senso di movimento interessante.E come nelle migliori piece teatrali di Gambini (ossessione di Kristoffen nel film, ma nome inventato ad hoc, per indicare invece Ibsen)chi è sul palcoscenico rivela la sola voglia di farsi ascoltare, farsi considerare importante, farsi applaudire per una volta, e per una volta essere vincitore, dopo essere partito da perdente.
Voto: 8
Ambra Zamuner

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