prova Che - Guerriglia: film

Che - Guerriglia

Che - Guerriglia
Titolo originale: Guerrilla
Produzione: Usa
Durata:
Genere: Drammatico/Biografia
Regia: Steven Soderbergh
Uscita: 2008-08-08
Attori principali: Benicio Del Toro, Lou Diamond Phillips, Franka Potente, Benjamin Bratt, Julia Ormond, Catalina Sandino Moreno, Kahlil Mendez, Yul Vazquez, Ren? Lavan, Edgar Ramirez, Jordi Moll?, Yul Vazquez, Carlos Bardem, Demi?n Bichir, Rodrigo Santoro
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Trama:
Seconda parte del biopic fiume di Soderbergh sulla figura di Ernesto Guevara. I fatti narrati sono interamente riscostruiti sulla base del Diario in Bolivia, redatto dal guerrigliero durante la sua ultima campagna, che vide la sua cattura e l'esecuzione da parte dell'esercito boliviano.
Recensione:
Dopo un certo periodo in cui nessuno ha più notizie di Ernesto Guevara, il 3 ottobre 1965 Fidel Castro rende pubblica una lettera che il Che gli ha inviato qualche tempo prima di sparire. Il tema è la rinuncia agli onori e alle cariche ricevute a Cuba, e il desiderio di aiutare altre popolazioni a sollevarsi contro le ingiustizie e le dittature. In questa seconda parte del racconto sulla vita del Che lo vediamo di nuovo pronto alla lotta. Passa la frontiera in Bolivia e là si unisce ad un piccolo gruppo di cubani, con l'intento di aiutare i comunisti boliviani a prendere il potere e rovesciare il presidente Rene Barrientos Ortuno. Il suo tempo è diviso a metà tra l'addestramento e le cure mediche che, senza sosta, elargisce ai guerriglieri. I contadini del luogo non sempre capiscono, e il passaggio del contingente a volte non viene sostenuto, come invece era accaduto a Cuba. Nel frattempo le autorità riescono a raccogliere notizie sulla presenza del noto guerrigliero sul suolo boliviano e, sebbene in pubblico la cosa venga smentita, in gran segreto si prendono provvedimenti per fermare l'uomo e scongiurare il pericolo di una nuova rivoluzione comunista. La Cia manda un gruppo di addestratori specializzati in guerriglia, ma l'esercito boliviano apparirà come il solo responsabile della cattura e dell'uccisione di Guevara. Se nella prima parte avevamo visto la marcia gloriosa di un pugno di coraggiosi guerriglieri che andavano incontro alla vittoria, in questa seconda la cosa che salta maggiormente agli occhi è l'alone di sconfitta o almeno di disillusione che sembra aver ammantato l'eroico gruppo di cubani. Il Che continua, a dispetto delle sue precarie condizioni di salute, a incoraggiare la lotta. Ma ad ogni passo in avanti coincide una dolorosa presa di coscienza circa il fatto che in questa situazione i contadini non hanno per niente fiducia nel potere della rivoluzione. I comunisti boliviani, costituiti in Esercito per la liberazione nazionale, non sono particolarmente popolari tra la gente, e le loro incursioni sul territorio vengono guardate dal di fuori, con la rassegnazione di chi pensa che non sempre lottare è conveniente. E se qui la violenza è usata per opprimere la popolazione, non è detto che essa sia la chiave per liberarla, almeno in questo caso. Il racconto segue fedelmente le pagine del diario del Che, e ne ricalca gli episodi più noti, come quello bellissimo in cui, dopo aver catturato in un'imboscata un gruppo di soldati dell'esercito boliviano, i guerriglieri gli spiegano le ragioni della lotta. Ma il numero esiguo dei combattenti, le condizioni ambientali e l'incredibile potere della Cia e dell'esercito del presidente alla fine prevarranno. La morte è mostrata in soggettiva, come a voler dare, fino alla fine, voce unicamente al punto di vista del protagonista. E del Che, allo spettatore resterà una bellissima inquadratura sulla nave che lo sta portando a Cuba, nel lontano passato in cui la sua avventura armata ebbe inizio. Soderbergh privilegia in questo secondo frammento una chiave più documentaristica, e se l'epica della lotta era il tema della prima parte, qua la poetica della sopraffazione sembra essere predominante. E in ogni passaggio in cui il gruppo perde qualcuno vediamo i loro volti segnarsi, non tanto a causa della mancanza di cibo e riposo, quanto della presa di coscienza che le cose non sembrano volgere a favore dei loro progetti per aiutare un popolo stanco e vessato ad alzare la testa. E nel complesso il messaggio che emerge dal monumentale lavoro di ricostruzione storica, è che se anche muoioni gli eroi, le loro idee non solo gli sopravviveranno, ma acquisiranno potere con la riscoperta che di esse farà chi si prende semplicemente la briga di leggere la storia.
Voto: 6,5
Anna Maria Pelella

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