prova Good Morning Aman: film

Good Morning Aman

Good Morning Aman
Titolo originale: Good Morning Aman
Produzione: Italia
Durata: 105
Genere: Drammatico
Regia: Claudio noce
Uscita: 2009-11-13
Attori principali: Valerio Mastandrea, Said Sabrie, Anita Caprioli
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Trama:
Il film racconta l'amicizia tra il giovane Aman, un ragazzo italiano di origine somala e Teodoro, un ex pugile di quarant'anni vittima del suo doloroso passato e isolato da anni nella propria abitazione.
Ma ritengo sia decisamente solo per cinefili.
Recensione:
"Good Morning Aman" è la storia dell'incontro tra due anime sole e problematiche, ciascuna per aspetti diversi dall'altra, ed è la storia della nascita di un'amicizia particolare tra queste due anime. Sono individui molto distanti tra loro, tuttavia per molti versi speculari. La disintegrazione, la difficoltà di due persone che non si amalgamano nella società, una società che per loro non ha spazio. Persone che se sbagliano difficilmente hanno una seconda chance. Noce ha alle spalle documentari, che però sono più focalizzati sul tema del lavoro nell'ambito dell'immigrazione L’idea era quella di realizzare un film sperimentale, autoriale nella realizzazione, sull'identità dell'individuo e sullo spaesamento che questo incontra nella vita per trovarla e fondere questo tema a quello delle problematiche dell’individuo immigrato che cerca anche lui un’integrazione, un’identità, un posto nella società, in modo diverso e per ragioni diverse. Aman è un ragazzo somalo di 21 anni e fa parte della seconda generazione di immigrati a Roma. Di giorno lavora presso un rivenditore di auto, di notte invece, a causa dell’insonnia, cammina per le strade della capitale. Una sera, sul terrazzo di un condominio, incontra Teodoro, un ex pugile di 40 anni che sembra soffrire di depressione. Fra i due nasce un’amicizia, ma il passato di Teodoro e la sua personalità hanno più di un’ombra… L'esordiente Claudio Noce consegue la vittoria nella Settimana Internazionale della Critica del Festival di Venezia con questa pellicola non semplice perché molto “autoriale”, con un soggetto trattato in modo molto personale. Si tratta di un film interessante, sospeso tra realismo e sogno, caratterizzato anche stilisticamente da una regia ossessiva e visionaria. Nel film si nota una grande attenzione registica ai dettagli che diventano un elemento fondamentale. Vengono utilizzate ottiche molto strette, per essere vicino, quasi addosso, ai soggetti, ma tenendo allo stesso tempo la macchina da presa fisicamente a distanza. E' chiaro fin dai titoli di testa quasi “tarantiniani”(Jackie Brown?) e dai primi fotogrammi che il regista vuole tenere le distanze da un certo modo di fare cinema, non vuole cadere nella trappola della realizzazione didascalica di un tema cosi' inflazionato, non vuole confezionare un prodotto in stile televisivo. I primi piani e i movimenti di macchina continui sottolineano infatti quanto il regista voglia dare un impronta assolutamente peculiare alla pellicola conferendo alla regia un ruolo fortemente portante. Il pregio di Good Morning Aman è quello di avere la capacità, proprio con l'elemento regia, di riuscire a descrivere i suoi due protagonisti anche nei loro lati negativi e di presentarci in modo efficace lo spaesamento di Aman nei confronti di una realtà non sua e lo spaesamento di Teodoro nei confronti della vita. Riesce a farci entrare nel loro rapporto, tutt’altro che facile. Un rapporto in cui uno ha per forza bisogno dell’altro, proprio perché nell’altro si può trovare forse un’ancora di salvezza dalla propria incapacità di adeguarsi alla realtà della vita. Tuttavia, per quanto sia difficile realizzare una sceneggiatura compiuta in film di questo genere, da un certo momento in avanti il film tende a girare un po’ troppo su se stesso o a vuoto. La regia ossessiva e visionaria elemento positivo all'inizio, alla lunga finisce per stancare e diventare eccessiva e ripetitiva. Il finale poi, forse coraggioso, forse eccessivo, lascia la sensazione di opera incompiuta e in questo Noce non si differenzia dai tanti suoi colleghi che amano lasciare i finali sospesi, a libera interpretazione. Potremmo definire il film imperfetto, difficile, ma comunque interessante. Decisamente solo per cinefili.
Voto: 6,5
Stefania Muzio

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