prova Glory to the Filmaker!: film

Glory to the Filmaker!

Glory to the Filmaker!
Titolo originale: Kantoku - Banzai
Produzione: Giappone
Durata: 104
Genere: Commedia/Drammatico
Regia: Takeshi Kitano
Uscita: 2007-09-01
Attori principali: Takeshi Kitano, Anne Suzuki, Keiko Matsuzaka, Yoshino Kimura, Kazuko Yoshiyuki, Akira Takarada, Ren Osugi
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Trama:
Takeshi Kitano (Beat Takeshi) è un regista che tenta di realizzare un film mai diretto prima, per farlo ripercorre la sua carriera con l’aiuto del suo alter-ego inanimato e di una bizzarra storia, che vede implicate una madre e una figlia truffatrici di professione e un miliardario con ambiziose pretese...
Recensione:
La carriera di Takeshi Kitano gli permette di realizzare con credibilità un film del genere che , per chi non conosce le sue opere, può sembrare leggermente sopra le righe e confusionario. Tutt’altro, l’intento di Kantoku- Banzai! (questo il titolo originale) è di guardare con ironia alla sua filmografia, alla sua costante presenza nelle pellicole e alla voglia di sperimentazione che ha sempre caratterizzato i suoi lavori. Con un miscuglio di risate made in japan stimolate da spunti presi dai manga giapponesi, buffe gag di wrestling e nonsense allo stato puro, la storia genera un po’ di sconcerto alla prima visione, ma rivela una cura e un’autoironia davvero fine (e non fine a se stessa) che incanta alla visione per il montaggio e la forza del messaggio. Citazioni da tutto il panorama cinematografico del regista si susseguono nella pellicola da “Zatoichi” a”L’estate di Kikujiro”, da “Dolls” ai film sulla yakuza ( come Violent Cop, Boiling Point o Hana-bi che trionfò a Venezia nel 1997 ottenendo il Leone D’oro) che l’hanno reso famoso anche nel nostro paese. Un miscuglio amalgamato di generi dunque, dalla storia romantica alla fantascienza più improbabile, dai sotterfugi agli inseguimenti, dalle lotte alle delusioni, l’unico regista che avrebbe potuto racchiudere talmente tanti temi differenti poteva essere solo Kitano, che con la sua carriera pluripremiata e apprezzata ha saputo far sorridere senza essere banale. Certo è che alcune gag sono state concepite esclusivamente per un pubblico giapponese carico del loro umorismo fumettiano, come la mano della ragazzina in cerca di marito, che è sempre coperta da una marionetta che raffigura una papera a cui fa fare strani versi e a episodi che non sono nulla di nuovo, nel mondo della risata un po’ trash. Ma Kitano è anche questo, egocentrismo, pazzia e ricerca, collage di ciò che concepisce divertente e ciò che vorrebbe riuscire a realizzare, d’altraparte se c’è qualcuno che ha sempre fatto come riteneva opportuno senza occuparsi di ciò che poteva pensare la critica, questo è proprio lui. Ci sono due modi per guardare questo film, l’occhio critico identifica tutti i difetti della trama, forse la poca scorrevolezza e linearità, l’occhio divertito acquisisce il meglio di una sorprendente carrellata di immagini e sogni di bambino, forse con un cervello ormai alla fine dei suoi giorni: Beat Takeshi: “ Allora dottore, come sta il mio cervello? Dottore: “E’ a pezzi” Glory to the filmaker!
Voto: 7
Ambra Zamuner

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