prova Garage: film

Garage

Garage
Titolo originale: Garage
Produzione: Irlanda
Durata: 85
Genere: Drammatico
Regia: Leonard Abrahamson
Uscita: 2009-06-05
Attori principali: Una Kavanagh, Jason Nelligan, George Costigan, Andrew Bennett, Denis Conway, Tom Hickey, Anne-Marie Duff, Conor Ryan, Pat Shortt
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- Voto: 9.0/10 (3 voti)

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Trama:
Siamo in un piccolo villaggio d'Irlanda.
Josie ha trascorso tutta la sua vita adulta lavorando come custode in una fatiscente stazione di servizio alla periferia di una piccola cittadina irlandese ma, pur non avendo cultura ed essendo sempre solo, Josie non ha mai perso la sua dose di ottimismo e la speranza di trovare la felicità.
Da sempre considerato da tutti gli abitanti del paese un uomo disadattato ma innocuo, non ha mai avuto grandi ambizioni, solide amicizie o donne che lo abbiano travolto. Nel corso di un'estate, però, con l'arrivo di un ragazzo che aiuterà alla stazione di servizio, la sua vita avrà una brusca sterzata.
Recensione:
Un piccolo spaccato di provincia irlandese che potrebbe essere quello di qualsiasi paese in cui domini la difficoltà di comunicazione e la diffidenza nei confronti del "diverso". Garage è quello che si definisce un piccolo (in quanto minimalista) gioiello di cinema, un delicato dramma sulla solitudine e il disagio, molto duro ma nello stesso tempo pieno di tenerezza, a tratti davvero commovente. Protagonista è Josie, custode in una fatiscente stazione di servizio alla periferia di una piccola cittadina irlandese. Considerato da tutti gli abitanti del paese un uomo disadattato ma innocuo, non ha mai avuto grandi ambizioni, solide amicizie né amori. E pur essendo sempre solo, Josie non ha mai perso la sua dose di ottimismo e la speranza di trovare la felicità. L'interprete di Josie è Pat Shortt attore comico molto popolare in Irlanda e Inghilterra. Spietato e schietto, Garage non rinuncia al registro poetico, nelle bellissime riprese paesaggistiche, nelle piccole rappresentazioni metaforiche della realtà, nell'esaltazione del candore e della bontà di un uomo, semplice, rozzo e troppo ingenuo. E soprattutto, rinunciando a pietismo e sentimentalismo, non risparmia il messaggio dolente nel finale bellissimo e indimenticabile, spietato ma intriso di una poesia davvero struggente. E se qualche inciampo narrativo ogni tanto puo' dare una sensazione di noia, alla fine del film te ne dimentichi tanto autentico è il messaggio e tanto emotivamente forte è il risultato complessivo. Bravo Abrahamson, che senza ipocrisia ci ricordi di che pasta è fatta l'umanità dominante, anche nei piccoli centri provinciali, dove tutti si ostinano a pensare che sia diverso?senza sentenziare, ma solo raccontando.
Voto: 8
Stefania Muzio

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