prova Cosa voglio di piu: film

Cosa voglio di piu

Cosa voglio di piu
Titolo originale: Cosa voglio di piu
Produzione: Italia, Svizzera
Durata: 121
Genere: Drammatico
Regia: Silvio Soldini
Uscita: 2010-04-30
Attori principali: Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Teresa Saponangelo, Fabio Troiano, Bindu De Stoppani, Monica Nappo, Tatiana Lepore
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- Voto: 7.0/10 (1 voto)

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Trama:
Anna è diventata tutto quello che ci si aspettava da lei: ha un impiego sicuro, è vitale, affettuosa con la famiglia, gli amici e con il suo compagno Alessio, col quale ha forse anche deciso di avere un bambino. Quello che le manca forse è proprio il coraggio di prendersi una responsabilità verso se stessa e il suo futuro. Futuro che ha i contorni di un ufficio, di una città che si allarga sempre di più, i toni tenui di un treno che dalla periferia la porta in centro, quelli di una relazione che le sembra serena. Quando Domenico irrompe nella sua vita però tutti quei contorni svaniscono e per la prima volta mette a fuoco l'amore, quello fatto di desiderio e passione. Ma l'amore spesso ha a che fare con linee nette, confini. Quelli del corpo, innanzitutto, che Domenico le insegna a scoprire e ad amare. Poi quelli del matrimonio di lui: è sposato con Miriam e hanno due bambini.
Recensione:
Un film che è tutto nel suo titolo. "Cosa voglio di più" nel senso di "cosa preferisco" oppure cosa voglio di più nel senso relativo di "cosa pretendo di più di quanto già non abbia"? Dubbio che è un po' una chiave o la chiave di lettura del film. Cosa vogliono di più che già non abbiano i protagonisti della storia narrata da Silvio Soldini? La storia è una come tante altre. Storie di coppie del proletariato medio che si arrabattano a livello di galleggiamento nel tran tran quotidiano, alle prese con il mutuo da pagare, con i conti che non tornano mai, con i figli -se già ci sono- oppure con il progetto di metterne in cantiere uno perchè forse è arrivato il momento giusto, con gli amici, con i progetti per le vacanze low cost. Storie di vita ordinarie e per questo brutalmente banali, piatte e monotone. Ma ad un certo punto queste vite piatte si incrociano tra di loro e deragliano nel breve giro di qualche sguardo e qualche sms. Un Lui e una Lei qualsiasi (Favino e Rohrwacher), che hanno una vita di coppia, che hanno dei compagni/e e anche dei figli si annusano come due animali costretti da tempo in gabbia e decidono di dare una svolta alla loro piatta esistenza e di avviare una relazione tutta sesso e clandestinità. E qui torniamo al titolo ambivalente. Cosa vogliono di più? Non gli basta ciò che già hanno e che fino ad allora sembrava soddisfarli? Cosa vogliono di più? E' preferibile una vita tranquilla, ma banalmente piatta o la sferzata di adrenalina che deriva da una relazione proibita che li svegli dal loro torpore? Uno spaccato di vita del proletariato “che ambisce” ben rappresentato, soprattutto per una regia, una fotografia e un’ambientazione impeccabili ed una recitazione intensa e sentita dagli attori protagonisti (è palpabile l’emozione di ognuno di essi nelle interviste rilasciate). L'ambientazione in cui si svolge la vicenda, tra l’altro, mi ha riportato, per atmosfere e caratterizzazioni dei personaggi, ad un Pietro Germi d'annata, tradotto e aggiornato con il linguaggio dei giorni nostri. Un'operazione nostalgia che coglie in pieno le atmosfere malinconiche e depresse di quell'ambiente popolare dove tutto è routine, dove i due stipendi non bastano mai e la massima botta di vita viene dalle serate con gli amici al pub tra un Risiko e un Monopoli. E' una fotografia dell'Italia di oggi come lo era quella degli anni '50 splendidamente letta e interpretata dal genio di Germi. Soldini sforna però un'opera più ripetitiva nelle situazioni descritte; sembra quasi che la piattezza dell'esistenza dei protagonisti debba essere manifestata in una certa piattezza del film stesso. Perfino le scene di sesso tra i due amanti sono piatte e sembrano ricordare un glamour da hard discount di periferia. Ma devo ammettere che ho apprezzato il coraggio di Soldini di mostrare anche questa sorta di sesso da Hard Discount: il coraggio di dire il sesso è soprattutto anche questo non quello che ti propongono i soliti film o telefilm  patinati dove lei regolarmente urla a squarciagola etc etc. Il sesso vissuto  può essere ed è soprattutto così: banale, squallido, veloce, animale (ma non nel senso sofisticato come i più lo intendono). Certo, grazie all'amore l'atto in se del rapporto sessuale assume significati atti ad addolcire gli spigoli della violenza della natura. Ma non è proprio questo il caso....insomma tutto sembra essere pervaso da un senso di depressione che finisce per coinvolgere lo spettatore che alla fine del film esce dalla sala con un senso di tristezza difficile da scrollarsi di dosso. Il malessere del vivere è palpabile. Un malessere che ha le sue radici sia nelle anime dei personaggi che nella vita che loro conducono, condizionata sempre dai soliti problemi personali, economici, di relazione. Problemi che portano inevitabilmente alla fuga. Da tutto: dalla famiglia, dal lavoro, dagli affetti più cari, cui pure si è profondamente legati. Salvo poi fare ritorno a casa, lasciando dietro di se una scia di ricordi e di lacrime amare per aver solo furtivamente assaporato quello che poteva essere (ma che in realtà a mio avviso sarebbe stata una replica dello squallore precedente) e che non è stato.
Voto: 7,5
Stefania Muzio

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