"A History of Violence" espone le tensioni, gli inganni, e le complicazioni
che sorgono a conseguenza del potere della violenza.
La vita del proprietario di un ristorante in una piccolo citta?, Tom Stall
(Viggo Mortensen), cambia improvvisamente quando spara e uccide due
criminali pericolosi che tentano di rapinare il suo ristorante e ferire i
suoi clienti.
Le notizie sulla attentata rapina del Ristorante Stall rende Tom
immediatamente l?eroe della città . La notorieta? di Tom attira pure
l'attenzione del gangster, Carl Fogaty (Ed Harris) e del temuto Mafioso di
Filadelfia, Richie Cusack (William Hurt). Fogaty, un uomo spaventoso,
vestito in scuro, con un occhio cieco, ed una grande cicatrice sopra la sua
guancia, si presenta con i suoi uomini al Ristorante Stall.
Malgrado l'intervento e l'avvertimento dello Sceriffo e amico di famiglia,
Sam Carney (Peter MacNeill), Fogaty insegue Tom, un felice padre di due
bambini, Jack (Ashton Holmes) e Sarah (Heidi Hayes), ed il marito della
bellissima avvocata, Edie Stall (Maria Bello).
Dubbi sull?identita del silenzioso e tranquillo Tom sorgono presto e
interferiscono con la sua felicità e sicurezza della sua famiglia.
"A History of Violence" è basato sui fumetti di John Wagner e Vince Locke ed
è stato adattato allo schermo da Josh Olson.
Con particolare attenzione ai dettagli, il direttore Canadese Cronenberg
rappresenta dei caratteri ordinari reali, e li trasporta dalla tranquillita?
di una piccola citta? alla massima violenza ed al suspense.
Le prestazioni degli attori William Hurt e Ed Harris, sono superbi e
aggiungono nel mezzo di questo atipico giallo un certo rilievo comico.
La musica originale di Howard Shore intensifica il drama, la tensione, e la
violenza sullo chermo.
Malgrado alcuni clichà©s nelle prestazioni, la storia è piena di sorprese e
di suspense.
Ester Molayeme
Los Angeles, CA
Nonostante il film sia piuttosto originale, e la trama sia quasi unica nel genere dei film d'azione, l'eccessiva violenza con zoom sui dettagli più truculenti e il finale troppo action-movie lo rende un film quasi pessimo che si salva solo per l'originalità. La trama verrà sicuramente apprezzata dai fan di Jason Bourne: il protagonista di "Bourne Identity".
Sinceramente sebbene il regista sia piuttosto famoso, originale nello stile e con un discreto stuolo di fan mi sento di attribuire a lui la mediocrità del film. Se da un lato riesce a creare la giusta atmosfera, incuriosire lo spettatore e tenere sempre alta la tensione, dall'altro decide espressamente di utilizzare una visione del cinema che non condivido affatto basata sulla violenza, sul realismo e sulla crudezza delle scene. Il film in effetti non ha un ritmo eccezionale, si dilunga in scene inutili e finisce per non far vedere nulla. In ogni caso si tratta di un film discreto, ma parecchio migliorabile.
Il finale è piuttosto deludente, troppo in stile sparatutto, lo spettatore vi arriva inoltre già deluso da un ritmo noioso e da pessime scelte registiche, il film spreca completamente una trama discreta e un'idea potenzialmente coinvolgente e di fatto poco sfruttata. Se il messaggio è chiaro, ed è quello che non si può cambiare, non ci si può nascondere da se stessi, ci chiediamo cosa c'entri il finale il cui messaggio sembra essere praticamente opposto.
Insomma, un film mediocre che può piacere solo agli amanti dei film violenti con scene di combattimento cruento.