Memento

Trama e Recensione di:
Memento


Voto: 8,0

: Gik25



Titolo originale: Memento
Produzione: Gran Bretagna/Usa
Durata: 1h e 54'
Genere: Thriller
Regia: Christopher Nolan
Uscita: 19 Gennaio 2001
Attori principali: Guy Pearce, Joe Pantoliano, Carrie-Anne Moss



Trama:
Dopo un incidente l'investigatore assicurativo Leonard Shelby perde completamente la memoria a breve termine. Ogni evento che caratterizza la sua vita da quel momento in poi viene automaticamente dimenticato dopo pochissimo tempo. Svegliandosi ogni mattina scopre di non ricordare nulla del giorno prima, la sua vita diventa così un continuo e disperato tentativo di ricostruire i ricordi grazie a appunti, tatuaggi e fotografie. A complicare il tutto c'è il fatto che la sua missione nella vita diviene quella di uccidere l'assassino di sua moglie.

Recensione:
Memento è uno di quei film che si odiano o si amano ma che di sicuro non lasciano indifferenti. Uno di quei film stranissimi in cui all'inizio non capiamo nulla e che scorre inesorabile verso un finale pieno di suspense e colpi di scena.

Lo stile narrativo è unico come il thriller in questione. L'ordine temporale è totalmente stravolto: il film parte dalla fine e procede verso l'inizio attraverso una serie interminabile di continui e sistematici flashback attraverso i quali riviviamo la vita del protagonista.

La suspense non è ai massimi livelli (visto che il film parte dal finale), ma è comunque alta e l'originalità rende comunque il film piuttosto intrigante. Originalità che di fatto è ottenuta non tanto grazie all'idea alla base del film, ma al modo in cui viene resa attraverso il montaggio delle scene in ordine cronologico inverso. Purtroppo questa particolare struttura alla lunga stanca e in alcuni punti il film diventa quasi noioso.

Insomma, "Memento" è nel complesso un ottimo film, anche non eccezionale per via della durata eccessiva. Se fosse stato meno diluito forse sarebbe entrato a far parte dei migliori cento film della storia. In ogni caso resta un film da vedere, magari in videocassetta o dvd.

Trama dettagliata (leggere solo dopo aver visto il film)
Non ci è dato di sapere quale sia la vera storia di Leo, ma se quello che afferma il poliziotto è vero la trama è quella che segue. La moglie è sopravvissuta all'aggressione in occasione della quale lui, colpito alla testa, ha sviluppato la malattia che gli causa la perdita di memoria.

Il personaggio di cui racconta continuamente la storia è in realtà lui stesso. È lui dunque ad avere l'assicurazione che non lo risarcisce ed è sua moglie a rimanere in coma da insulina quando, non riuscendo ad accettare la sua condizione, gli chiede di iniettargli insulina diverse volte nel giro di pochi minuti. Il poliziotto che si occupa dell'indagine sull'aggressione gli indica i delinquenti che lui uccide a sangue freddo per poi dimenticare tutto. Da lì in poi tutti lo sfruttano per facendogli uccidere persone scomode indicandogliele come assassini della moglie. Dopo piì di un anno, messo davanti all'evidenza dei fatti dal poliziotto (Teddy), non riuscendo ad accettare la sua condizione decide di continuare nella finzione e come prossimo omicida della moglie sceglie proprio il poliziotto che l'aveva aiutato a trovare l'aggressore della moglie.

Voto: 8,0

Trama by PP

Non mi sono ricordato di dimenticarti.
Al regista di Memento (Christopher Nolan, ndr) non manca di certo la capacità di sintesi: invero, non avrebbe potuto abbracciare meglio 114 minuti di pellicola se non nella medesima frase, introdotta esattamente a metà della vicenda.
Leonard Shelby (Guy Pearce) ha perso la memoria breve durante la colluttazione con l’uomo che ha violentato e poi ucciso la moglie.
Ripreso dalla tragedia l’unica cosa che lo mantiene in vita è il desiderio di vendetta. Leonard non è piì capace di acquisire ricordi dopo l’incidente; così, per cercare lo sconosciuto serial killer, cataloga la sua vita in post-it appesi dappertutto, si tatua in tutto il corpo i punti fondamentali da ricordare, scatta polaroid istantanee alle persone che pensa possano essergli d’aiuto.
Tuttavia gli individui che ha intorno tenderanno ad approfittarsi del suo handicap, fingendosi d’aiuto per i propri scopi e trasformandolo in una pedina manipolabile.

Recensione by PP
Accingendosi a riordinare le idee riguardo il film, non si sa da che parte cominciare: perché è la stessa opera a non avere né un inizio, né una fine.
Ciò che lo rende un capolavoro non è tanto la storia in sé - la situazione quasi “banale” di un disadattato – ma il modo in cui è stata sviluppata.
Memento è un film che narra a ritroso la storia di Leonard per arrivare al principio di tutto, adoperando una trama circolare: ogni volta che il protagonista si sveglia è come se ricominciasse da capo, non sa dove si trovi e si affida ai suoi post-it e ai suoi tatuaggi. Tutte le sue ricerche portano al nulla, all’oblio della memoria in difetto, costringendo lo spettatore ad accendere il cervello per poterlo seguire.
Come se non bastasse vi sono due narrazioni parallele: il bianco e il nero per le riflessioni interiori e il colore per l’intrecciarsi dei personaggi e della storia.
I due filoni corrispondono a due momenti precisi dello snodarsi della trama: il bicolore è presente laddove ci sia spazio per i ricordi e i particolari, i colori per lo scemarsi degli stessi.
Recensire Memento è senza dubbio un’impresa ardua: perché un film di tal genere presenta una struttura innovativa nel cinema hollywoodiano. E’ costruita sull’incastro dei vari blocchi di scene legate fra loro da un filo logico costituito dalla memoria del protagonista la quale, essendo difettosa, ricalca appieno lo stile della pellicola. Ecco dunque una trama slegata cronologicamente, basata su promemoria, su polaroid scattate a sconosciuti, su tatuaggi; una trama che torna correntemente su se stessa, a risaltare l’ossessività della vana ricerca.
Il termine rammentare, in questo caso, è precario: perché Leonard utilizza vari stratagemmi per ricordarsi ciò che ha dimenticato, ma di fatto ogni volta che si sveglia deve apprendere tutto ciò che ha scritto, come se non l’avesse mai elaborato.
In questo modo lo spettatore deve guardarsi da mille vicoli ciechi, da strade interrotte o sbagliate, trovandosi a rielaborare l’idea del film dopo ogni blocco di sequenze.
Memento tratta le problematiche di chi è affetto da handicap: è la storia di un malato che diviene strumento nelle mani di persone senza scrupoli, sfruttato e deriso apertamente, soggiogato e manipolato a tal punto da fargli credere che la sua unica certezza, l’omicidio della moglie, è solo l’ennesimo scherzo della sua memoria bacata.
La pellicola dunque, approfondendo l’analisi, tratta anche le tematiche della convenzionalità dei lemmi e dell’importanza dei ricordi. Nonostante Leonard scriva tutto ciò che gli capiti in mente, il suo metodo è destinato al fallimento: perché le parole trasudano il significato e il tono che si vuole attribuire loro, vittime perciò di interpretazioni arbitrariamente opinabili.
Si è quel che si ricorda di essere, ma non serbando memoria, si è destinati alla follia.

Voto: 8,5