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Recensioni
- Leo Pellegrini - Voto: 10/10
Un film da vedere e, per meglio
assaporarlo, rivedere. Un film non
facile ma originalissimo che nobilita
l'arte cinematografica e conferma il
grande talento registico di Stephen
Daldry. La sequenza iniziale è un
assoluto capolavoro ma tutto il lavoro è
quanto di meglio le ultime stagioni ci
abbiano dato. Ogni scena ha una potenza
drammatica ed espressiva eccezionale, la
musica di Philip Glass è struggente ed
efficacissima, il montaggio favoloso, le
diverse ambientazioni accuratissime. La
sceneggiatura delinea perfettamente le
angosce, le perplessità, i tormenti
nella giornata di tre donne di epoche
diverse, dimostrando come la solitudine
e l'infelicità siano identiche nel
tempo e nello spazio. Lo spettatore
all'inizio è disorientato ma poi entra
facilmente, immergendosi completamente,
nella triplice storia che poi è
un'unica storia, un unico racconto
delle tempeste interiori che un essere
umano può avere.
Portentosa la prova di tutti i numerosi
attori che affollano la vicenda (nessuno
escluso), prodigiosa la prova delle tre
grandi signore le cui performances sono
superiori a ogni possibile commento.
Da dire infine che:
1)è un delitto dividere in primo e
secondo tempo un film del genere (i
gestori delle sale amano il cinema?)
2)forse l'Academy Awards nell'indicare
le nominations agli Oscar non vede i
film: che senso ha avere nominato Nicole
Kidman in una categoria, Julianne Moore
in un'altra e addirittura Meryl Streep
per un altro film? Intelligentemente il
Festival di Berlino le ha premiate
ex-aequo (unica soluzione possibile)