Voto medio: 10/10
Numero recensioni: 1

Recensioni

  • DomenicoMarchettini - Voto: 9/10

    Un nuovo Archetipo. Cui la definizione
    di "horror" va indubbiamente stretta,
    e che dell'Orrore estremizza e sovverte
    al contempo tutti i topoi più efficaci.
    Malata, angosciosa e realmente
    insopportabile trasfigurazione in poesia
    del dolore. Tanto più brutale in quanto
    -apparentemente- follemente insensata
    nella sua lucida perversione.
    Annichilimento violento e insieme
    chirurgico dell'Io/spettatore, senza
    alcuna possibilità di fuga. Un'opera
    che disturba e disorienta, scavando un
    solco rosso sangue di cui rimarrà
    traccia indelebile, in chiunque abbia la
    (s)ventura di imbattersi nel martirio
    -neanche a dirlo- che Pascal Laugier
    allestisce in modo crudelmente
    magistrale durante i novantacinque
    minuti della pellicola. Il francese
    mette in scena una feroce antologia
    della sofferenza. Uno strumento di
    supplizio visivo -e non solo-
    perfettamente oleato e tecnicamente
    ineccepibile in ogni suo acuminato
    segmento. Un meccanismo efferato che
    colpisce incredibilmente duro, per poi
    trascendere repentino in delirante
    teologia del dolore. Metafisica dello
    splatter. Manuale di tortura postmoderna
    asettico, asciutto, spaventoso e freddo
    come un cancro. La sublimazione del
    "terrore" su celluloide, insomma. Di
    cui il film è essenza intima e stato
    dell'arte, misto a molto, molto altro.
    Cinema da subire, in un'apnea priva di
    qualsiasi catarsi che ne stemperi la
    tensione. Un'esperienza che ci proietta
    senza pietà nelle peggiori fobìe
    ancestrali dell'animo umano, e lì ci
    lascia, al buio, per un bel pò. Che
    disarma, sgomenta e volontariamente
    svuota di senso qualsivoglia velleità
    moralizzante/banalizzante nel critichino
    di turno. Pietra miliare pressochè
    indiscutibile che ridisegna gli standard
    di genere, ridimensionando in modo
    obiettivo e definitivo tutto ciò che, da
    "Il Silenzio degli innocenti" ai vari
    "Saw" e "Hostel", passando per
    "Se7en" e compagnia squartando, ha
    fatto gridare al miracolo i più e meno
    competenti cultori di Cinema "de
    paura".