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Recensioni
- dave - Voto: 4/10
bell'idea, peccato per l'esecuzione.
sparacchiamenti fuori luogo, buchi qui e
là (il bambino nel flashback della madre
ha la stessa età che in "tempo
reale".
piglia un po' dal citato Farenheit 451,
un pò da l'invasione degli ultracorpi,
ma non riesce a metterci niente di suo.
ispiratissimo sean bean... 3
inquadrature e una revolverata.
chissà quanto gli han dato :D - Nitto - Voto: 5/10
Tutto sommato, a film ormai avviato, si
può anche vedere. Si predilige l'eroe e
le imprese. Poco equiibrato con la
ipotetica trama... - Test - Voto: 7/10
In poche parole un potenziale bel film,
rovinato. Questo film prende con
successo il tema contraddittorio
dell'importanza delle emozioni umane
(distruttrici ma irrinunciabili), come
d'altronde era stato già trattato in
passato. Per renderlo più commerciale
però si è buttato al vento molte delle
sue potenzialità. Il protagonista è un
Cleric, una sorta di agente d'elite,
che ha dimenticato di prendere il
farmaco contro le emozioni considerate
dannose. Ormai di inutili film sulle
arti marziali ne sono stati sfornati
parecchi, anzi ormai l'onnipresente
Karate è sinonimo di pellicola stupida.
Se si fossero limitati ad azioni alla
Walker Texas Ranger la pellicola ne
sarebbe uscita già molto meno
danneggiata, invece a parte
l'espediente del Kata della pistola
(che permette di essere infallibili con
l'arma), non vi sono assolutamente
scuse dietro ad azioni sovrumane degne
della Marvel o quasi di Devil May Cry.
Succede così di trovarsi di fronte ad
articolazioni spezzate come fossero
stuzzicadenti, calci della pistola usati
come randelli per spaccare caschi e
visiere di 4 agenti alla volta,
l'inferiorità numerica non ha più
valore, si fanno salti alla Holly e
Benji con caduta perfetta su dei
caricatori (lanciati solo per
un'inutile coreografia), e dulcis in
fundo un combattimento impari con la
vincita finale del buono. Uno schifo a
mio parere, le emozioni scoperte dal
protagonista gli permettono di provare
compassione e rischiare la pelle per un
cane, ma non gli trasmettono la benchè
minima remora o disgusto a spiegazzare e
uccidere dei poveri agenti minori, che
sono semplicemente preda del farmaco. Il
combattimento finale invece è pressochè
ridicolo, perchè benchè fosse uno dei
migliori appartenenti alla categoria
Cleric (agenti prestigiosi), oltre a
dividere proprio in due l'agente di
colore (quasi del suo stesso livello),
non ha problemi a respingere altri 5
Cleric come lui, e far fuori il grande
capo. Si limita solo a riportare un
graffiettino sul collo, sul labbro e
forse uno sulla mano. I buoni ribelli
vincono in un'improbabile finale.