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Recensioni
- Salvatore Ligotti - Voto: 8/10
Milano Palermo, il ritorno.
Dopo aver scontato undici anni di
detenzione il pentito, ragioniere della
mafia Turi Leofonte (Giancarlo Giannini)
si prepara per raggiungere l’ultima
destinazione all’estero, dove assumerà
una nuova identità, ma il figlio del
boss morto in carcere, Rocco Scalia
(Enrico Lo Verso) divenuto il nuovo capo
della famiglia, è deciso a farlo fuori,
ma non prima di aver recuperato il
denaro sottratto al padre e ora
custodito dal pentito in diversi
paradisi fiscali all’estero, a tal
proposito gli rapiscono il nipotino,
portandolo in Sicilia.
Sarà compito della squadra del Questore
Aggiunto Nino Veneziano (Raoul Bova) e
dell’affiatato Ispettore Superiore Remo
Matteotti (Ricky Memphis) recuperare il
bambino e proteggere il pentito e la
figlia (Romina Mondello) dai sanguinari
mafiosi.
In questo film, sequel di Palermo
Milano, “solo andata”(o così prometteva
il titolo) Claudio Fragasso mette in
scena un viaggio di ritorno verso la
Sicilia con pause durante il percorso,
ricche di sparatorie e inseguimenti,
come quella che avviene alle Terme di
Montecatini, al limite del reale. I
novantacinque minuti del film, pur se
con una trama piuttosto semplice,
scorrono in fretta, le scene risultano
cariche di tensione, con primi piani sui
volti dei bravi protagonisti e
panoramiche circolari, sottolineate
dalla colonna sonora di Pino Dosaggio
con la voce di Poesia Barbara.
Nella fase finale il lungometraggio
assume connotati western, come nella
camminata del gruppo di poliziotti che
avanzano imperterriti sulla polverosa
strada in mezzo alle aride campagne
siciliane, verso la resa dei conti, con
tanto di cavalli che appaiono
inaspettatamente sul ciglio delle
colline e con gli abitanti pronti ad
unirsi alla legge, mentre l’ultima
inquadratura sullo sguardo del bambino
sembra annunciare una continua.
Il film è un puro prodotto di
intrattenimento, ben fatto ma carente di
contenuti culturali veri e propri, se
non nell’auspicio della scena finale del
popolo che unanime si schiera contro il
male, ma che sembra aspettare lo spunto
giusto per farlo (l’arrivo dei
poliziotti) visto che il male è sempre
stato in mezzo a loro. Il personaggio
della donna siciliana che tiene in
ostaggio il bambino, appare, a causa di
una caratterizzazione estrema, quasi
finto, se non caricaturale, così come
stereotipati e poco realistici sono i
costumi dei poliziotti e soprattutto dei
mafiosi; ma se questo può aumentare lo
spettacolo della pellicola, che ben
venga allora, dall’altronde meglio un
film “costruito” ma che si lascia
guardare, piuttosto che uno
eccessivamente realistico e nozionistico
che allontana il pubblico dalle sale.
- Beatrice - Voto: 5/10
scontato e strappalacrime, la trama è
praticamente identica a un film francese
che ho visto in tv non tanto tempo fa,
di cui non ricordo il titolo