Voto medio: 14/10
Numero recensioni: 2

Recensioni

  • Salvatore Ligotti - Voto: 8/10

    Milano Palermo, il ritorno.



    Dopo aver scontato undici anni di
    detenzione il pentito, ragioniere della
    mafia Turi Leofonte (Giancarlo Giannini)
    si prepara per raggiungere l’ultima
    destinazione all’estero, dove assumerà
    una nuova identità, ma il figlio del
    boss morto in carcere, Rocco Scalia
    (Enrico Lo Verso) divenuto il nuovo capo
    della famiglia, è deciso a farlo fuori,
    ma non prima di aver recuperato il
    denaro sottratto al padre e ora
    custodito dal pentito in diversi
    paradisi fiscali all’estero, a tal
    proposito gli rapiscono il nipotino,
    portandolo in Sicilia.
    Sarà compito della squadra del Questore
    Aggiunto Nino Veneziano (Raoul Bova) e
    dell’affiatato Ispettore Superiore Remo
    Matteotti (Ricky Memphis) recuperare il
    bambino e proteggere il pentito e la
    figlia (Romina Mondello) dai sanguinari
    mafiosi.
    In questo film, sequel di Palermo
    Milano, “solo andata”(o così prometteva
    il titolo) Claudio Fragasso mette in
    scena un viaggio di ritorno verso la
    Sicilia con pause durante il percorso,
    ricche di sparatorie e inseguimenti,
    come quella che avviene alle Terme di
    Montecatini, al limite del reale. I
    novantacinque minuti del film, pur se
    con una trama piuttosto semplice,
    scorrono in fretta, le scene risultano
    cariche di tensione, con primi piani sui
    volti dei bravi protagonisti e
    panoramiche circolari, sottolineate
    dalla colonna sonora di Pino Dosaggio
    con la voce di Poesia Barbara.
    Nella fase finale il lungometraggio
    assume connotati western, come nella
    camminata del gruppo di poliziotti che
    avanzano imperterriti sulla polverosa
    strada in mezzo alle aride campagne
    siciliane, verso la resa dei conti, con
    tanto di cavalli che appaiono
    inaspettatamente sul ciglio delle
    colline e con gli abitanti pronti ad
    unirsi alla legge, mentre l’ultima
    inquadratura sullo sguardo del bambino
    sembra annunciare una continua.
    Il film è un puro prodotto di
    intrattenimento, ben fatto ma carente di
    contenuti culturali veri e propri, se
    non nell’auspicio della scena finale del
    popolo che unanime si schiera contro il
    male, ma che sembra aspettare lo spunto
    giusto per farlo (l’arrivo dei
    poliziotti) visto che il male è sempre
    stato in mezzo a loro. Il personaggio
    della donna siciliana che tiene in
    ostaggio il bambino, appare, a causa di
    una caratterizzazione estrema, quasi
    finto, se non caricaturale, così come
    stereotipati e poco realistici sono i
    costumi dei poliziotti e soprattutto dei
    mafiosi; ma se questo può aumentare lo
    spettacolo della pellicola, che ben
    venga allora, dall’altronde meglio un
    film “costruito” ma che si lascia
    guardare, piuttosto che uno
    eccessivamente realistico e nozionistico
    che allontana il pubblico dalle sale.

  • Beatrice - Voto: 5/10

    scontato e strappalacrime, la trama è
    praticamente identica a un film francese
    che ho visto in tv non tanto tempo fa,
    di cui non ricordo il titolo