I Giorni Dell'Abbandono

Voto medio: 6/10
Numero recensioni: 2

Recensioni

  • Cristina - Voto: 9/10

    Caro Ivo, definirei patetico il tuo pensiero e non il film. Non è poi così irreale come credi. Non guardare il pelo nell'uovo (i bambini perfetti e stupidaggini del genere), entra nell'anima della persona e cerca di guardare ciò che c'è dietro. Io l'ho vissuto personalmente e ti assicuro che questo film è molto, molto realistico. Mi spiace che tu non abbia mai vissuto un grande amore. Un sentimento che ti prende l'anima. Nella tua vita manca un pezzo. Cristina

  • Ivo - Voto: 3/10

    Il film si presenta come la trasposizione cinematografica di un testo della Ferrante. Olga, quarantenne abbiente sposata e madre di due bambini, viene improvvisamente abbandonata dal marito. Da questo momento inizia una vera e propria "discesa negli inferi", dove l'abbandono viene vissuto dalla protagonista come un misto di sensi di colpa, inadeguatezza, irresponsabilità nei confronti della famiglia (compreso il cane), disperazione e "vuoto di senso". Nonostante la trama si presenti come un drammatico viaggio all'interno di se stessi, delle proprie convinzioni e sicurezze, del proprio passato e del proprio presente il film non riesce mai a superare veramente un senso patetico più che drammatico dei personaggi. Questi, infatti, sono sempre pericolosamente in bilico tra un'ostentata drammaticità e la gag facile, risultando il più delle volte delle "macchiette" deboli e surreali. Molti personaggi appaiono nel film senza che questo ne sveli il senso della loro presenza (basti pensare alla clocharde che gira nel parco e che sembra ogni volta voler essere un rimando simbolico a chissà che cosa). I personaggi principali sono poi una vera catastrofe. La Buy, senz'altro brava, non può reggere una sceneggiatura impastata e infarcita di continue barzellette moraleggianti (agghiaccianti le frasi fuori campo con "spiegazione dei sentimenti per deficenti presenti in sala"). A parte qualche scena più o meno piacevole risulta irritante con questa "mise" mesta, affranta, assolutamente irreale. Non convincente (né convinta). Zingaretti (povero) ha delle battute così cretine che qualsiasi attore di qualsiasi spessore dovendo proferire tale mole di idiozie ne rimarrebbe sepolto. Non convincono, poi, i bambini (sempre perfetti), la mamma di lei (una specie di fattucchiera che fa la promoter al video telefono della telecom), il povero Bregovich (timido e dimesso nella vita, geniale artista sul palco)... Insomma, a parer mio il film di Faenza sarebbe meglio non vederlo, se non altro perché non si può augurare a nessuno (neanche al proprio peggior nemico) di assistere al passaggio etereo del fantasma del cane amato su un palco dove sta rinascendo l'amore: TRASH!!!