Crash

Voto medio: 8/10
Numero recensioni: 1

Recensioni

  • Patrizio Rosati - Voto: 8/10

    Ciao, ho visto il film proprio ieri e devo dire da convinto cinefilo e da studente di comunicazione di aver apprezzato decisamente questa trasgressiva opera di Cronemberg. Conoscevo già il regista canadese per " La Mosca" e per "Videodrome", da me studiato in un recente esame di antropologia visuale. Beh! Che dire, ce ne sarebbero di cose da dire. Imponente prodotto culturale che esplora quelli che sono i più profondi strati dell'inconscio, alla ricerca degli aspetti più immanenti e perversi della natura umana. Una natura che arriva a scontrarsi ma poi ad interconnettersi con gli aspetti materialistici delle nuove tecnologie, alla ricerca del nuovo, del rinnovamento fisico, spirituale, sessuale e forse anche mistico; al fine di raggiungere un' opera sincretica mutante e plasmata. Materialismi uniti a spiritualità eccentriche che esplicitano il senso immane del peccato morale, della perversione, dell'erotismo più irrefrenabile, della spiccata ed interminabile voglia di orgasmo. Il piacere intenso unito al dolore, la passione alla sofferenza più inconcepibile; il tutto, in una sorta di devastante sopraffazione da parte degli istinti sulla razionalità morale. Cronemberg riproduce ciò che era stato fatto già da Kubrik con "Arancia Meccanica". Dove finirà l'uomo? Domanda eterna ed esistenziale. Diverrà forse vittima dei più potenti, nonchè devastanti aspetti del nuovo tecnologico? Uno dei primi precursori nonchè antesignano di questo nuovo interrogativo, che pone l'uomo al cospetto di una visione futuristica; dove il ciò che ha creato potrebbe dominarlo e distruggerlo. Ricordate le mostruose frequenze di Videodrome che generavano esseri vegetali senza più dignità, privi di ogni forma di indipendenza, vittime irrecuperabili del male tecnologico assoluto. Metamorfosi "kafkiane" che portano al punto di non ritorno, che lascia spazio soltanto a forme reiterate della drammaticità esistenziale. Cronemberg esamina con profonda genialità quelli che sono gli aspetti più minuziosi della curiosità umana, della volontà irrefrenabile di ciò che non risulta essere normalità ma che arriva ad esistere nella realtà concreta. La scoperta del piacere infinito, delle forme sacrileghe ed inarrestabili dell'agire umano, dell'Eros e del Thanatos; la riscoperta del mito della gioventù bruciata di "ieri". Qual'è il fine ultimo dell'uomo sulla terra? Davvero si può pensare che la massima realizzazione di esso sia quella di fermarsi ad un metro da un muro, guidando a 180 km/h? Oppure fare sesso ininterrottamanete con pratiche orgiastiche e sadomasochismi fino alla follia e perdipiù dopo aver provato l'adrenalina del poter morire? Cronemberg ci fa porre questi interrogativi di fronte ad una realtà distorta, dove i legami sociali risultano essere profondamente superficiali ed asettici, quasi fittizi. Automi alla ricerca del bisogno estremo senza più razionalità, dovere, spinti dall'insaziabile fame di trasgessione, di rottura degli schemi, con inoltre la possibilità paradossale di poter vivere anche una storia d'amore. Bel film, originale, provocante che esplora con superbia e determinazione i meandri dell'io più impensabile.