Il Signore degli Anelli

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Il Signore degli Anelli


: Kanjar



Il Signore degli Anelli – Il Film

A cura di Salvatore “Kanjar” Mattera

Capitolo I: Premessa e considerazioni sull’opera intera

Credo sia doveroso, prima di iniziare questo bel viaggio tra le meraviglie letterarie dell’Epica Tolkiniana ricreate al cinema dal prode regista Peter Jackson (e da tutto il meritevole staff che ha lavorato con lui), anteporre una premessa:

Tanto nel vedere, quanto nel giudicare, il film “Il Signore degli Anelli” di Peter Jackson si deve considerare che tale film è una libera riduzione e riadattamento cinematografico di un romanzo epico-eroico a sfondo metaforico. Può sembrare astruso e complicato, ma questo giro di parole implica una lunga serie di considerazioni riguardo quest’opera.

GIUDIZIO GENERALE:

Ho visto e rivisto i tre capitoli del film in versione cinematografica, il primo anche in versione estesa (e sicuramente vedrò tutti e 3 i capitoli in Versione Estesa, prima di aver completato questo lavoro), e mi sono fatto l'idea che, pur essendo questi dei film molto belli e meritevoli, non rappresentino pienamente il romanzo di John Ronald Reuel Tolkien.

Stavo accennando che non ancora ho avuto modo di vedere tutta l’opera completa di Peter Jackson: il Film de “Il Signore degli Anelli”, benché diviso in tre capitoli (“La Compagnia dell’Anello”, “Le Due Torri” e “Il Ritorno del Re”), rimane pur sempre un unico Film così come il Libro, benché fosse stato inizialmente pubblicato in tre volumi divisi, è pur sempre un unico romanzo; è errato accostare “Trilogia” a “Il Signore degli Anelli”! E’ davvero bizzarro notare come tanti giornalisti e persone dotte parlino tanto a sproposito di “trilogia” che, detto per inciso, è un insieme di 3 episodi compiuti riguardanti uno stesso tema. Il Signore degli Anelli non è una trilogia.

Ritornando al giudizio che ho dato del pur bel film di Peter Jackson: la mia non vuole essere una critica negativa. Dalla premessa, è possibile evincere come NON SIA POSSIBILE fare un film sul Signore degli Anelli che sia bello e rappresentativo dell'opera originale al tempo stesso; sia dunque lode a Peter Jackson e sia rilievo ai suoi pregi ed ai suoi difetti: i pregi vanno lodati, per incoraggiamento, i difetti vanno spiegati, per comprendere tutto.

Sia ben chiaro che il mio giudizio sarà molteplice e, come tale, potrà talvolta sembrare contraddittorio: devo dare un giudizio al film in quanto tale, un giudizio al film relativamente al libro onde è stato tratto, ed un giudizio sul film quale riadattamento cinematografico di un romanzo epico! Ci sono almeno tre diversi aspetti da valutare, quindi non ci si meravigli qualora, in due righe affiancate, possa sembrare che due affermazioni siano contraddittorie.

Per prima cosa voglio dare un giudizio al film in quanto tale. Volendo quantificare (per quanto i freddi numeri valgano ben poco):

La Compagnia dell'Anello si merita, a mio parere, un 9/10 di voto; non gli è possibile staccarsi oltre questo altissimo voto a causa di alcuni punti un po’ deboli, altri troppo poco chiari o poco fluidi ed altri un po’ pesanti.

La Compagnia dell'Anello - Versione Estesa è parimenti meritevole, nonostante diverse siano le motivazioni che mi spingono a valutarlo col medesimo 9.

A Le Due Torri darei un 8 come film, perché non sempre si riallaccia a perfezione ai temi ed all’ambientazione del primo capitolo (col quale, insieme con “Il Ritorno del Re”, costituisce un tutt’uno) ed è a tratti arduo da seguire o poco fluido. Anche un 8 è un voto altissimo, che pochi film meriterebbero.

A Il Ritorno del Re darei almeno un 9 come voto, nonostante la lunghezza estenuante del finale.

…(continua)…


Come giudizio sul film relativamente al libro, dobbiamo dire che si tratta di due generi differenti (fare riferimento alla "premessa") e che il giudizio da parte mia sarebbe poco obiettivo (sono un amante delle opere di Tolkien). E’ doveroso rilevare come un giudizio serio sul film relativo al libro debba, almeno secondo me, essere dato solo riguardo le Extended Editon (Versioni Estese) che sono molto piì appaganti per quanti abbiano letto il romanzo originale. Qui valuto il film come rappresentazione dei temi, dei fatti, delle ambientazioni e dell’atmosfera dell’opera originale:

La Compagnia dell’Anello – Versione Estesa è davvero un capolavoro per quanto concerne il rispetto del lavoro originale di Tolkien, nonostante tutti i tagli, le modifiche, le re-interpretazioni, le aggiunte, le dovute modifiche strutturali o visive e tante tantissime altre cose che tutti gli appassionati di Tolkien noteranno. Pollice alzato: complimenti a Peter Jackson ed a quanti hanno collaborato con lui.

      … (continua)…

Quanto al riadattamento cinematografico del romanzo, il giudizio è molto complesso. Si tratta di valutare il Film tenendo presente tutte le difficoltà di riadattarlo dal romanzo originale e di cercare, contemporaneamente, di non tradire eccessivamente l’opera originale.

LCdA è davvero una ottima opera di riadattamento e mostra anche un certo impegno nel cercare di rispettare l’opera originale di Tolkien e di ricreare tutti i piì piccoli dettagli che la Terra di Mezzo ha acquisito nei 10 millenni di storia narrati da J.R.R.Tolkien: pollice alzato per P.J. e tutto il suo staff, dagli sceneggiatori agli stallieri.

LCdA - Versione Estesa è, come impegno nei confronti del libro, anche superiore, in quanto mostra tutta una serie di scene, di dettagli, di scorci e di situazioni che risultano piacevoli a quanti amino le opere di Tolkien: pollice alzato.

LDTè fisicamente pertinente al Boromir del Libro; se solo avesse avuto i capelli piì scuri e la pelle un po' meno pallida sarebbe stato perfetto. Trovo davvero molto ma molto ben realizzato, da parte di sceneggiatori e regista, il conflitto interiore di Boromir. Fate caso al modo in cui guarda Aragorn, le parole che gli rivolge, gli sguardi... fate caso al loro discorso in Lothlorien.

Unica pecca nel suo carattere è il fatto che, in Rivendell, maltratti i frammenti di Nársil! E' davvero ridicolo quell'episodio. Io ho sempre creduto Boromir troppo rispettoso delle tradizioni per poter agire così disgraziatamente ed irrispettosamente.

E’ bello a vedersi anche il modo in cui combatte; ha una armatura al di sotto dei vestiti (come nel libro) ed usa un grande scudo rotondo ed una spada ad una mano (tutto come nel libro): dà davvero un'impressione di grandissima potenza nel colpire; bravo l'attore, bravo il regista, bravo il maestro di spade (il mitico Bob Anderson).

Boromir è la prova di come lo staff di Peter Jackson abbia cercato di trasporre l’opera di Tolkien nel grande schermo.

Faramir

Nel libro è il fratello minore di Boromir; ha circa 35 anni ed è fisicamente simile a Boromir. Io lo immagino meno possente, ma a detta di Frodo è un fatto che Boromir e Faramir si assomiglino molto nell’aspetto. E' una persona molto gentile e dallo spirito nobile; è quel genere di persona (come Frodo) molto attaccata alla scoperta, alla comprensione, allo studio inteso come "capire", non come "impara a memoria" (come fa quell'esperto di erbe di Gondor che quanti abbiano letto il libro ricorderanno).

Ogniqualvolta Gandalf si recava a Gondor, Faramir lo cercava per potervi parlare per imparare nuove cose, confrontare idee: è una bella persona insomma! E’ molto saggio per l’età che ha.

Secondo gli iscritti al "Circolo dei Delusi dal Faramir di Peter Jackson" (CDFPJ), Faramir sarebbe, cito testuali parole, "<...> una divinità maestosa e giusta, dal possente sembiante splendente di argenteo fulgore, quale simbolo della sua giustezza; alto e forte come le montagne che reggono il cielo, a causa della sua potestà, e dalla sua fronte si diramano raggi di invisibile luce dorata, simbolo della sua onniscienza che sempre tutti ci illumina e benedice, ci rende vivi e coscienti e fa di noi quello che siamo <...>"

Amen.


Inutile dire che il Faramir di Tolkien non assomiglia neppure minimamente a quello descritto dai membri del CDFPJ.

Anche Faramir, come Boromir, è un semplice essere umano. Solo è di carattere diverso ed, a mio giudizio, molto migliore (potremmo dire sia piì elfico ma, soprattutto,  meno ambizioso).


Faramir

Nel FilmFaramir è fisicamente giusto in quanto assomiglia a Boromir, ed è fisicamente sbagliato in quanto entrambi avrebbero dovuto avere capelli piì scuri. Questo personaggio sembra molto meno gentile ed intelligente che nel Libro. Meno gentile perché è troppo spietato, troppo ambiguo; meno scaltro perché non sa capire le questioni e decidere da sé.

SEMBRA OTTUSO!

La capacità di Faramir, nel Libro, è proprio quella di ponderare attentamente la questione e decidere di lasciare libero Frodo. Nel Film, invece, Faramir agisce proprio alla "Principe di Machiavelli" e la cosa parrebbe impossibile da giustificare, fin quando non si visioni la versione estesa de “Le Due Torri”. Personalmente non credo che ciò rovini del tutto questo personaggio, come pensano molti; in ogni caso avrei preferito il Faramir del Libro.

In definitiva nel film Faramir ha solo dimostrato di avere meno capacità decisionale propria. A me non è parso che si sia fatto irretire dall'anello, poiché aveva solo deciso di seguire gli ordini del padre (e le leggi di Gondor) salvo poi cambiare idea (in un modo che pare un po’ strano, a dirla tutta).

La cosa che dispiace è che Faramir non ha modo, nel film, di dimostrare la sua intelligenza, la sua saggezza, la sua gentilezza; è facile e dovuto notare che in un film (soprattutto in questo caso) non si possa trasporre la profondità e la bellezza retorica e filosofica di un libro, ma per questo personaggio sarebbe davvero stato necessario provarci poiché è di profondità e scaltrezza che vive Faramir nel Libro.

Legolas

Nel Libroè un Elfo uno che Frodo incontra a Gran Burrone, durante il Consiglio di Elrond. Non sappiamo molto sul suo aspetto fisico, al di là del fatto che è bello, che è bello e che è bellissimo. A giudicare da certi accenni devo pensare che sia altissimo, ma meno di Aragorn; in pratica Aragorn è il piì alto della compagnia, Legolas è anch'egli altissimo e Boromir, pur alto, è meno alto di Aragorn e, presumibilmente, di Legolas.

Tolkien, anche se non nel Signore degli Anelli, descrisse Legolas all'incirca così: "Alto come un giovane albero, era dotato di un'agilità sovrumana; estremamente forte e veloce ad estrarre un arco e colpire il destriero dei Nazgul in volo". Alto come un giovane albero non vuol dire assolutamente nulla in termini oggettivi! E' però questo il modo di descrivere di Tolkien: molto "ad impressioni" e vagamente per simboli, quando non per metafore e similitudini.

Credo che per giovane albero si intenda un albero che non ancora dà frutti; io vivo in campagna e posso testimoniare che un giovane albero, sano ed in condizioni normali, può andare da un metro e mezzo a tre metri. In genere un albero alto meno di due metri ancora non da frutti. Insomma, "alto come un giovane albero" può significare, in termini di centimetri, piì alto di una essere umano alto. In realtà quella espressione vuole dire molto piì di quanto non possa sembrare da un primo sguardo e si riferisce sia all’aspetto di Legolas che alla sua natura. Vuole sottolineare la sua vicinanza con la Natura, il suo aspetto slanciato e proteso verso il cielo, eppure saldo e radicato per terra, il fatto che sia contemporaneamente longilineo eppure forte, duro eppure flessibile.

Un accenno in ISDA potrebbe far supporre che forse Legolas avesse i capelli neri, ma la cosa mi pare impossibile o quasi: a meno che tra i suoi avi non vi fosse qualche Noldor, dovrebbe avere i capelli chiari e biondi come tutti i Sindar. A tal proposito: Legolas è figlio di Thranduil, Re degli Elfi di Boscoverde il Grande; dovrebbe quindi essere di stirpe Sindarin e non Silvana (Elfo Grigio e non Silvano; non che cambi moltissimo, in verità).

Dunque, ricapitolo l’analisi fatta sull'aspetto fisico del figone della Compagnia: è altissimo, slanciato, bello, molto forte, sovrumanamente agile e veloce, occhi grigi o azzurri che vedono lontanissimo, quasi certamente biondo-chiaro. Come tutti gli Elfi deve avere la pelle molto chiara, ma non pallida. E' figlio di un Re. Non so quanti anni abbia, ma suppongo un paio di millenni. E' bravissimo con l'arco.

Caratterialmente, benché non sia molto approfondito, è il personaggio piì incredibile che esista. Riesce, nel contempo, ad essere eccezionalmente sensibile eppure a comportarsi in modo calmo, razionale e quasi freddo.
Vi è un'occasione in cui Legolas sparisce per due pagine (nel senso che Tolkien nomina tutti meno che lui) per poi apparire una sua freccia che trafigge un lupo che aveva spiccato un balzo contro la Compagnia! Nessuno si era accorto di Legolas e lui controllava tutto!

E' dotato di una sensibilità sovraumana. Certamente non è in grado di leggere la mente, ossia i pensieri, ma sa leggere i sentimenti come fossero incisi in profonde rune. E' una persona molto equilibrata: non è né distaccato, né appiccicoso, né solitario, né casinista, è saggio ma non si comporta da vecchio, è nobile ma non lo da ad intendere ed è gentile di animo ma sa essere spietato... secondo me è l'equilibrio assoluto.

Temo che Tolkien non abbia mai dato indizi in genere, ma mi è venuto da pensare che per lui Legolas fosse una sorta di vetta massima; è un mio pensiero, forse è una sciocchezza, ma io credo sia possibile: Legolas è l'equilibrio, è l'uomo perfetto.


Legolas

Nel Film è alto come Aragorn e Boromir; molti hanno notato porta degli stivali che non dovrebbe portare, ma secondo me non è nulla di così importante. In effetti la sua grazia, nel libro, era tale da permettergli di correre sui cumuli di neve e fare una cosa simile con degli stivali è difficile (anche se nel primo film, in effetti, lo fa). Orlando Bloom è un bel ragazzo e recita bene per quelle poche sequenze che deve effettivamente interpretare.

Nota di Demerito: la scenata di isterismo di Legolas alla gola di Helm; pareva di vedere un documentario sui problemi ormonali delle adolescenti alla prese col primo ciclo mestruale! Si sarebbe dovuto trovare qualcun altro se proprio si voleva aggiungere un tocco di drammaticità alla battaglia con una scenata di disperazione.

Per il resto Legolas, nel Film, è ridotto ad essere la parte attiva, la vis atletica del Film; la cosa mi sta bene. Trovo ridicole le critiche agli episodi in cui Legolas dà prova delle sue capacità. Sono episodi che azzeccatissimi per quel personaggio; ah, ovviamente nel Libro non ci sono. 

Difficile spiegare ai saputi snobboni che “Il Signore degli AnellI” è un romanzo epico e non un romanzo di avventura per ragazzi, mentre il Film è un'opera cinematografica. E' tipico del romanzo epico descrivere grandi gesta e grandi imprese, inframmezzate da qualche impresa eccezionale (e Legolas ne compie alcune nel libro, specialmente riguardanti la sua vista incredibile); è tipico del romanzo d'avventura, soprattutto del fantasy, descrivere tanta ma tanta azione e tanto dinamismo e, nel caso di duelli, descrivere ogni colpo portato ed ogni piroetta effettuata.

Inutile dire che il Film, in quanto opera principalmente visiva, ha bisogno di visualizzare tanta ma tanta azione e tanto dinamismo e, nel caso di duelli, descrivere ogni colpo portato ed ogni piroetta effettuata; questo fa capire come sia ovvio che scene assenti nel Libro debbano essere inventate per il Film. Francamente trovo fastidiosa solo la scena, ne Le Due Torri, in cui Legolas si fionda da una scalinata su di un scudo-skateboard: mi pare troppo slegata dal contesto e troppo pensata per dei ragazzini.

In definitiva il Legolas del film è un Legolas dimezzato; né bene né male, è solo un bel personaggio che fa rizzare i peli sulle braccia. Secondo me va benissimo così.