Prova a Prendermi

Prova a Prendermi
Voto: 8.50/10 Trama

Frankie W. Abagnale è un ragazzo di 16 anni. Dopo il divorzio dei genitori, decide di scappare e di vivere attraverso la frode bancaria. Un agente dell'Fbi, Carl Hanratty, gli dà la caccia, ma inevitabilmente arriva sempre in ritardo.

Recensione

di Paola Priola

Ispirato ad una storia vera, Frankie W. Abagnale (Leonardo Di Caprio) è un "genio della truffa". A soli 21 anni è già medico, avvocato e pilota di linea e vanta di un patrimonio di circa 4 milioni di dollari. Carl Hanratty (Tom Hanks) cerca di incastrarlo in tutti i modi, ma pare non riuscirci mai. Con una sceneggiatura limpida, Steven Spielberg regala 141 minuti di ironia leggera e fruibile, carica di messaggi morali affidati ad un cast di stelle (oltre ai due protagonisti, vi sono anche Martin Sheen e Christopher Walken). Con semplicità e arguzia il regista ci mostra come un ragazzo tutto casa e scuola possa essere distrutto dal divorzio dei genitori e che, di fronte alla scelta fra l'uno e l'altro, decida di non scegliere e di cavarsela da solo, salvo poi capire l'importanza dell'apparenza nel mondo odierno, ossia l'abito fa il monaco. Fa suo un aforisma del padre ("Sai perché gli Yankees vincono sempre? Perché gli avversari stanno a guardare le righe della divisa") e se ne serve per creare il suo castello di carte. In radicale contrapposizione vi è l'agente dell'Fbi Carl Hanratty, moderatamente intelligente, impacciato e quadrato, anch'egli divorziato come il padre. Fra i due nascerà un rapporto di reciproca stima e rispetto, con una sfumatura paterna. L'ultima stoccata del regista è data dall'emblematica frase finale "Tanto so che lunedì ti troverò in ufficio..guardati, non ti sta seguendo nessuno". Non ha senso scappare se nessuno ti insegue. Nonostante la peculiarità artistica della sceneggiatura e l'eccellente prestazione degli attori, ciò che non rende "Prova a prendermi" un capolavoro autentico è la leggiadria della pellicola che, se da un lato è capace di divertire e distrarre nonostante le pesanti lezioni morali, dall'altro, proprio per questa sua caratteristica, risulta troppo poco pesante per lasciare il segno del suo messaggio filmico.

Recensione 2

di Paola Priola

Con questo film Spielberg dimostra ancora una volta il suo talento, capace di ottimi film come questo, che non stenterei a definire un capolavoro. Nonostante film come “Jurassic Park” e “The Lost World” un po’ troppo commerciali e nemmeno lontanamente all’altezza della sua solita regia (provate a confrontare Jurassic Park 2 con Terminator 2 di Cameron…) Spielberg è e rimane uno dei migliori registi in circolazione.
“Prova a prendermi” è un bel film, a metà tra una commedia e un drammatico, con una trama molto originale, ispirata a una storia vera: quella di Frank Abagnale Jr. e Stan Redding.

Il cast, eccezionale, è più che all’altezza con un Di Caprio che veste bene i panni del ragazzo anzitempo (come in Will Hunting) a metà tra il bambino impertinente e l’uomo in cerca solo di una identità. E un fantastico Tom Hanks ormai avvezzo alla gloria dovuta al suo enorme talento.
E pensare che inizialmente il film non doveva essere girato da Spielberg, e che l'agente Carl non doveva essere Hanks…

Un film apparentemente spensierato, tutto incentrato sull’inseguimento di un abilissimo falsario, non è un semplice poliziesco, ma è anche una commedia, e una biografia e nasconde un messaggio drammatico: Il film è difatti la storia di tre solitudini: quella di Frank jr. che vorrebbe fermarsi, avere una vita normale, metter su famiglia, ma non ci riesce. Quella del padre, divorziato dalla moglie, che non riesce a farsene una ragione. E il poliziotto, anche lui divorziato, che invece di rifarsi una vita si butta a capofitto nel lavoro persino a Natale.
Il tutto ambientato negli anni sessanta, che non ci mostrano un'America nel pieno del boom economico tutta ricchezza e agiatezza, ma ci mostrano la vita vera: piena di fallimenti e difficoltà.

I tre protagonisti recitano divinamente, dando vita a tre personaggi umani e perfettamente credibili:
Il delinquente suscita più tenerezza che paura, anche perchè in fondo i suoi crimini sono di modesta entità (e non sono mai ai danni dei deboli, ma delle banche…)
Il poliziotto, Carl è un uomo di mezza età, ma pieno di energie, determinato fino in fondo a catturare Frank, anche se lo ammira e ci si affeziona come un padre al figlio. Ripensate alla domanda che gli fa sempre: “Come hai fatto a falsificare l'esame di avvocato?”. Solo alla fine Frank gli risponde, “Non l'ho falsificato, ho studiato e l'ho superato”, ed è probabilmente la risposta che Carl si aspettava a conferma della sua ammirazione verso il ragazzo.

Insomma, non sarà all’altezza dei massimi capolavori di Spielberg (come “Salvate il soldato Ryan”) ma è un film brillante, divertente e veramente ben strutturato che, nonostante la lunghezza, non risulta mai noioso. Merito di un ottima regia e dello straordinario cast.


Ispirato ad una storia vera ed è quasi un capolavoro.