prova Time - recensione trama film

Time: trama e recensione

Time
Titolo originale: Time
Produzione: Giappone, Corea del Sud
Durata: 98
Genere: Drammatico
Regia: Kim Ki-duk
Uscita: 2006-08-25
Attori principali: Jung-woo Ha, Hyeon-a Seong
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- Voto: 4.5/10 (2 voti)

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Trama:
See-Hee e Jim Woo sono una giovane coppia. Lei è una ragazza estremamente gelosa ,e credendo di aver perso le attenzioni del ragazzo, ricorre alla chirurgia estetica cambiando volto. Questo evento sconvolgerà la loro relazione .
Recensione:
Uscito nell'estate del 2006 Time è il tredicesimo lungometraggio dell'ormai affermato regista coreano Kim Ki-Duk. A un anno di distanza da L'Arco, Ki-Duk sposta le sue storie da luoghi isolati e silenziosi , in cui le stagioni hanno la meglio sull' uomo su città vive e rumorose dove si cerca di vincere lo scorrere del tempo e i suoi effetti. La storia di See-Hee (Sung Hyu-nah) ragazza che ricorre alla plastica facciale per riconquistare le attenzioni del compagno rende attuale un film che non è ,però, solo questo. Ki-Duk,infatti, usa l'argomento bisturi come pretesto per parlare delle conseguenze del tempo sull'amore. La protagonista vede nel cambiare aspetto una fonte di rinnovamento, l' unico mezzo per ottenere l'eterna bellezza e soprattutto eterne attenzioni da parte del compagno . Il ragazzo che non accetta la solitudine e non riesce a dimenticare See-Hee che lo ha abbandonato, trova un nuovo amore e ne ignora la vera identità .La confessione di lei lo spingerà all'atto estremo di cambiare faccia a sua volta. Tutti sembrano aver cambiato identità , chiunque potrebbe essere Jim Woo. l'enigma del ragazzo travolto dall'auto aumenta i sensi di colpa di See-Hee che cambierà volto un'ultima volta chiudendo definitivamente questo tragico periodo della sua vita. Poi c'è il parco delle sculture a simboleggiare lo scorrere del tempo segnando le fasi del loro rapporto, luogo dei ricordi ,fuori dal mondo, che viene periodicamente sommerso dalla marea. Time è un film molto più diretto, scorrevole e ricco di dialoghi dei precedenti. Ki-Duk gioca molto sugli opposti ; dalle immagini raccapriccianti delle operazioni alla dolcezza del viso della protagonista, dagli eventi notturni a quelli sotto la luce del sole in cui ragazze si concedono prima e scappano dopo. Anche lo spettatore cambia continuamente il suo modo di porsi nei confronti di un film che alterna serenità e suspense, dalla tranquillità del bar in cui i personaggi si danno appuntamento ai misteri del parco delle sculture, luogo di un passato sommerso dalle maree. La scena finale sembra uscita da un Horror , in cui la vittima cerca di conoscere e allo stesso tempo di allontanarsi il più possibile dal proprio carnefice.
Giuseppe Bonafede

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