prova The Fast and the Furious: Tokyo Drift - recensione trama film

The Fast and the Furious: Tokyo Drift: trama e recensione

The Fast and the Furious: Tokyo Drift
Titolo originale: The Fast and the Furious: Tokyo Drift
Produzione: Usa
Durata: 104
Genere: Azione
Regia: Justin Lin
Uscita: 2006-07-14
Attori principali: Lucas Black, Nikki Griffin, Zachery Ty Bryan, Daniel Booko, Brian Tee, Nathalie Kelley, Bow Wow
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Trama:
Toretto, il re indiscusso delle gare automobilistiche clandestine, dopo essere fuggito in Messico, per aiutare un suo amico invischiato nella mafia giapponese, si dirige a Tokyo..
Recensione:
Terzo capitolo della fortunata serie di corse clandestine con un cambio di regia e di cast. Il protagonista di questo episodio è un adolescente arrogante di nome Sean Boswell (Lucas Black) il quale, dopo l'ennesima bravata automobilistica, per evitare il riformatorio viene spedito dal padre a Tokyo. Nonostante la autorità paterna da ex militare, il ragazzo è troppo poco incline alle regole e presto si inserisce nell'underground del drift racing giapponese, grazie alla conoscenza di Winkie (Bow Wow). Immediatamente si ritroverà nei guai, complice una complicanza sentimentale. Fast and Furious: Tokyo Drift non si discosta dai due precedenti in quanto a forma - bellissime donne, macchine formidabili, gare mozzafiato, colonne sonore dirompenti - quanto a sostanza, giacché ci ritroviamo immediatamente in un ambiente diverso. Non più un agente di polizia bensì un ragazzo sbandato - complice il divorzio dei genitori - con la passione per le corse e l'attitudine a cacciarsi in guai più grossi di lui. La trama si mostra più complessa e articolata rispetto alle precedenti, con un velo di riflessione atto a coinvolgere maggiormente il pubblico di adolescenti impersonificati dal protagonista. Da notare come Justin Lin non abbia nascosto l'idea di un quarto capitolo, probabilmente pensando di aver creato un lavoro meritevole di bis. In realtà il cambio di ambiente e di atmosfera, con un approccio più adolescenziale e introspettivo, non rende la pellicola meno scadente di quanto sembri, né la rende pari alle sue precedenti, di ottima fattura.
Voto: 5
Paola Priola

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