prova Quinto Potere - recensione trama film

Quinto Potere: trama e recensione

Quinto Potere
Titolo originale: NETWORK
Produzione: Usa
Durata: 2h 01
Genere: Drammatico
Regia: Sidney Lumet
Uscita: 1974-12-31
Attori principali: Faye Dunaway, William Holden, Peter Finch, Robert Duvall, Wesley Addy
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- Voto: 8.0/10 (21 voti)

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Trama:
Tratto dal romanzo "Network" di Paddy Chayefsky è la storia di un commentatore televisivo,Howard Beale (Peter Finch), che in procinto di essere eliminato dal palinsesto per ascolti insufficienti annuncia il suo suicidio in diretta.
L'intreccio comprende anche il rapporto sentimentale fra Max(William Holden)responsabile della sezione notizie e Diane (Faye Dunaway) che dimostra come il lavoro in alcuni campi se preso troppo a cuore consumi e deteriori le persone...
Recensione:
Difficile spiegare a parole quanto sia attuale questo film. Tutti i personaggi coinvolti sono totalmente immersi nel lavoro e proiettati verso l’obbiettivo finale di circuire il pubblico per ottenere ascolti. La U.B.S television è in realtà specchio di molti network americani che, come succede anche in Italia ma in modo più circuito, spietatamente mirano all’audience e all’assuefazione che una persona può raggiungere nei riguardi di alcuni programmi. Il senso di frustrazione diventa più significativo man mano che si conosce la storia: Howard Beale è un anchorman affermato con un buon pubblico. Quando il programma di Howard comincia a subire un calo di ascolti vertiginoso il suo posto di lavoro diventa a rischio. Dopo aver perso la moglie viene licenziato dal lavoro e nella sua penultima apparizione in tv annuncia il suicidio in diretta, che sarà programmato per l’ultima puntata. A questo segue uno sfogo contro la politica americana che attrae molti spettatori. A questa vicenda si aggiunge la storia d’amore fra il responsabile delle notizie Max Schumacher (William Holden) e Diana Christensen (Faye Dunaway) spietata responsabile del palinsesto votata alla carriera e ubriaca di successo. Tradimento, ingiustizia, persuasione e poca considerazione per le persone, c’è tutto e il contrario di tutto in questa pellicola storica, diretta magistralmente da Sidney Lumet. Interessante la scena in cui il protagonista viene “riadattato” e “riprogrammato” per essere riutilizzato dal network, il dialogo fra Howard e il presidente dell’U.B.S avviene in un ufficio buio, con un tavolo immenso, fatto apposta per l’intimidazione; quasi comica la riunione in cui terroristi e responsabili dei programmi si riuniscono per accordarsi sugli orari della messa in onda e dei cachet, al limite delle lacrime da riconoscimento la parte in cui quartieri interi urlano dalle finestre (e spero che questo basti a convincere alla visione). Luce rarefatta, come tutti i film di Lumet dell’epoca, siamo nel 1976, e poco altro proprio perchè la storia in se e le situazioni umane raccontate sono sufficienti per rendere il tutto un mezzo capolavoro. Gli attori hanno vinto Oscar, lo sceneggiatore anche, Peter Finch ha fatto incetta di premi conquistando anche un BAFTA, unico neo la mancanza di riconoscimenti per Robert Duvall in una delle sue migliori interpretazioni, con il personaggio di Frank Hackett. Poco conosciuto dal pubblico italiano, Quinto Potere è decisamente un film che riguarda ognuno di noi e come tale merita di essere visto e apprezzato.
Voto: 8
Ambra Zamuner

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