Quei bravi ragazzi

Trama e Recensione:

Voto: 8/10

Trama

Henry Hill da sempre affascinato dalle famiglie italiane della malavita entra a far parte del giro criminale del suo quartiere.Si accorgerà che quello che da fuori sembrava un mondo affascinante nasconde molte brutalità. Film storico di Martin Scorsese.

Recensione

Dopo "Gangs of New York", realistica rappresentazione degli albori dell'America, il regista per metà italiano racconta i trascorsi della mafia siciliana a cavallo fra gli anni '30 e i '60.
"Quei bravi ragazzi" con il verismo storico proprio di Scorsese, racconta la storia di quattro giovani gangster, per trent'anni dediti a omicidi, spaccio e rapine, per bocca di uno di loro, Henry Hill (Liotta). E se a fare i "bravi ragazzi" vi sono attori del calibro di De Niro (James) e l'oscar come migliore attore non protagonista Joe Pesci (Tommy), lo spessore della pellicola si misura a colpo d'occhio.
Collante della pellicola è il quotidiano, fatto di ore piccole, whisky e matrimoni di facciata: è il realismo della vita da "picciotto" che Scorsese vuole cogliere, dove i soldi sono tanti rotoli di carta da sperperare e ostentare con amici e parenti.
Senza mai scadere nella ripetitività, il continuo via vai di cadaveri e denaro non mutano la tempra dei personaggi, uomini mediocri senza evoluzione interiore destinati a essere "stronzi qualunque" proprio nell'atto di volersi distinguere da chi è come tutti gli altri.
Nell'ottica di Scorsese, neanche la prigione ha la capacità di redimere i malavitosi, poiché è essa stessa ad essere gestita dalla cupidigia e dalla corruzione.
Manifesto contro l'America, profilo autobiografico del pentito Henry Hill (per il resto della sua vita sotto il programma di tutela giudiziaria) "Quei bravi ragazzi" rientra nella top ten dei lungometraggi dedicati alla mafia, e conferma Scorsese come il Verga del cinema americano.