Open Water
Trama
Incubo in alto mare per una coppia che aveva deciso di passare una rilassante vacanza ai Caraibi. I due, durante un'immersione, vengono accidentalmente abbandonati in pieno oceano dalla barca che li aveva accompagnati. Soli nel mezzo dell'immensità , si troveranno ben presto in balia della corrente e degli squali. Piccolissimo film realizzato in digitale che risulta però carico di tensione e momenti realmente agghiaccianti. La natura schiaccia i due personaggi (e lo spettatore) con la sua impietosa immensità e ferocia. Per un'ora intera gli unici protagonisti del film sono la coppia, l'oceano e gli squali. Kentis , che ha scritto, montato e diretto abilmente la pellicola, riesce a scavare nel rapporto dei protagonisti e nel suo progressivo sfaldarsi mentre il terrore prende il comando e la speranza svanisce. Costato appena 500.000 dollari, ?Open Water? usa uno stile simil-documentaristico che gli dona un inquietante alone realistico, la stessa fotografia è cruda, volutamente trasandata e l'uso di inquadrature mosse (come le onde dell'oceano?) trasmette notevole senso di disagio. Crudele, freddo, cinico e mai moralista, il film coinvolge e spiazza lo spettatore (specie nel finale). Ennesimo felice esempio di come il cinema indipendente, privo di budget da kolossal ma fresco nelle idee, possa essere molto più efficace ed innovativo dei tanti (troppi) blockbusters che invadono le sale cinematografiche.
Recensione
Che sia fatto in economia si vede quasi all’istante, riesce a malapena a
nascondere l’atmosfera tipica da film semi amatoriale.
Il film scorre molto lentamente, mostrando di tanto in tanto le scollature
della protagonista tanto per mantenere alta l’attenzione, e soprattutto
perché la trama molto semplice e lineare non permette alternative (visto che
accorciare il film sarebbe stato improponibile per via della durata già
piuttosto esigua).
Piuttosto noiose le sequenze di immersioni ed esplorazione subacquea che
precedono il dramma dei due protagonisti. Per contro la storia è
sinceramente angosciante, ma il film manca del mordente necessario.
Gli elementi positivi del film sono realmente pochi: i dialoghi non sono
certo eccezionali e gli attori recitano in maniera poco convincente, la
colonna sonora è praticamente assente, la suspense e la tensione sono
incredibilmente bassi per un film di questo tipo e la psicologia dei
personaggi (che poteva essere il punto di forza in un film di questo tipo) è
piuttosto superficiale.
Il finale, drammatico e spiazzante, è completamente logico e in linea con la
trama, seppur opposto a quello da tipico film hollywoodiano.
Insomma, un film veramente piatto, al limite del soporifero, che fonda tutto
esclusivamente sull’angoscia derivante dalla situazione drammatica e
verosimile (anche perchè realmente accaduta) cui sono costretti i
protagonisti del film.