prova Mio fratello ? figlio unico: film

Mio fratello ? figlio unico

Mio fratello ? figlio unico
Titolo originale: Mio fratello ? figlio unico
Produzione: Italia
Durata: 100
Genere: Commedia
Regia: Daniele Luchetti
Uscita: 2007-04-20
Attori principali: Riccardo Scamarcio, Elio Germano, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti
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Trama:
Trama: Nella sfera italiana degli anni 70 due giovani fratelli sono animati da opposti ideali politici: l'uno fascista, l'altro comunista. L'Italia mostrata attraverso le avventure adolescenziali di due giovani non tanto diversi fra di loro..
Recensione:
Ispirato al romanzo di Antonio Pennacchi, "il fasciocomunista", Mio fratello è figlio unico mostra lo spaccato sociologico dell'Italia di fine anni 60, percossa da moti rivoluzionari in nome di un passato ancora troppo fresco per essere dimenticato. Protagonista del film è una famiglia proletaria, composta da un padre e un figlio operai, una madre casalinga, una sorella studentessa e il più piccolo, Accio, ritiratosi a vita religiosa. Accio (Elio Germano) è un ragazzo intelligente e sveglio, ma anche nervoso, caustico e ribelle. Decide di abbandonare il seminario e, complici contrasti con la famiglia e carenza d'affetto, prende come modello un venditore ambulante di idee politiche fasciste. Subendone l'influenza, fa suo l'ideale e si iscrive al partito della Msi. Divenuto un irascibile picchiatore, abitualmente si scontra con Manrico (Riccardo Scamarcio), suo fratello maggiore di ideologia comunista. Daniele Luchetti dà il manifesto dell'epoca italiana vicina agli anni 70, caratterizzata da violenti moti liberali, da una condizione di precarietà che porta la popolazione ad animarsi e alla ribellione, a prescindere dall'ideale perseguito. E lo fa attraverso l'ostentazione di modelli stereotipati (la famiglia di proletari, la casa che cade a pezzi), di conversazioni cameratesche e di continue manesche manifestazioni di affetto fraterno. Importante risulta in tal senso la sceneggiatura e l'inquadratura: rende bene la telecamera mobile e disarticolata, scossa dalle guerriglie fra le diverse fazioni politiche, nonché immagini forti - Accio che cammina separato dal resto della famiglia, i due fratelli che picchiandosi si abbracciano - da contorno al quadro originale. Anche la prestazione degli attori è da valutare discretamente: Riccardo Scamarcio sembra essere abbastanza versatile per abbandonare le vesti di Step (Tre metri sopra il cielo, ndr) e vestire i panni di un giovane scalcinato e ribelle. Unico grosso neo è la mancanza del filo conduttore nello svolgimento della vita di Manrico, lo stesso che sarebbe servito da collante per arrivare al drammatico finale senza un filo di perplessità, dovuto alla carenza di incipit necessari, come la spiegazione della strada intrapresa dal fratello di Accio che risulterà scatenerare gli eventi sul finire della pellicola. Notevole l'immagine prima dei titoli di coda, a dimostrazione di come una persona possa trovare la pace con il suo turbolento passato. la frase: "Perché dici questo? - E che ne so, che te devo dì.."

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