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Halloween di John Carpenter e la sfida del remake di Rob Zombie - Intervista

Halloween di John Carpenter e la sfida del remake di Rob Zombie - Intervista
Intervista

Halloween di John Carpenter e la sfida del remake di Rob Zombie             Michael Myers è un ragazzino di dieci anni con disturbi psichici. La notte di Halloween uccide la sorella Judith e i genitori decidono di rinchiuderlo in ospedale psichiatrico, dove rimane 17 anni. Una notte però Michael riesce a fuggire dall'ospedale e torna nella sua città per cercare la sorella minore Laurie( Jamie Lee Curtis) e tutti quelli che le ruotano intorno. Il suo attaccamento morboso a Laurie lo porterà ad uccidere chiunque la conosca. Questa è la trama, a grandi linee, del capolavoro di John Carpenter datato 1978. Per gli appassionati del genere questo film è diventato un vero cult, uno di quelli da proiettare la notte delle streghe, proprio perchè l'atmosfera che si respira è di vera angoscia e terrore. La colonna sonora, diventata anch'essa indispensabile per rappresentare il personaggio del killer, è riproposta più volte durante la pellicola, andando a sottolineare le inquadrature di un maestro del genere. La scena più famosa, e quella più curata tecnicamente, è la prima. L'uccisione del ragazzo da parte del bambino viene ripresa in totale soggettiva, dal punto di vista leggermente abbassato, la scelta di rappresentare il personaggio come un dolce frugoletto vestito da clown, con boccoli biondi e un coltello insanguinato in mano è decisamente ardita per l'epoca. A causa di questo infatti la pellicola scosse gli animi, era la prima volta che un tale orrore veniva rappresentato e ambientato in una cittadina di provincia, in un quartiere rispettabile corredato da innumerevoli villette tipiche dei quartieri borghesi americani e per di più ad opera di un bambino, simbolo dell'innocenza per eccellenza. Una frase in particolare rende la fuga dall'ospedale di Michael preludio di uccisioni efferate, in un dialogo il direttore del manicomio dice: "Quel ragazzo non ha espressioni, è rimasto 17 anni a fissare un muro, guardando nel vuoto. Come se stesse aspettando qualcosa". La forza del personaggio Myers sta soprattutto però nella sua rappresentazione fisica. Il volto coperto da una maschera bianca totalmente inespressiva (niente a che vedere con quella di Scream utilizzata da Creven dunque), la tuta blu da lavoro e l'incapacità di qualsiasi emozione o vibrazione emotiva portano alla luce le caratteristiche della follia inspiegabile, quella che può nascere e svilupparsi in qualunque ambiente. Ultimamente si è diffusa la notizia che Rob Zombie avrebbe diretto un remake del famoso film, ovviamente gli animi di tutti i fan della pellicola originale sono stati scossi. Il dubbio sul motivo di riproporre il tema, dopo numerosi capitoli che scaturirono dal primo halloween, e lo stesso soggetto filmico con la sola componente della regia diversa e più "moderna",ovviamente rimane. E' giusto saturare il mercato di remake di film preesistenti per portarli a nuova luce o i classici rimangono sempre e comunque degli intoccabili capolavori intramontabili e difficilmente riproponibili? Quando Rob Zombie ( regista de "La casa dei mille corpi" per chi non ricordasse) decise di concentrarsi sulla realizzazione del remake si assicurò di avere l'approvazione di Carpenter. Il regista approvò la lavorazione, ma chiese a Zombie di fare il film "suo" e non semplicemente una copia dell'originale. Per questo motivo sono stati apportati cambiamenti sostanziali alla storia. Saranno presenti elementi in più per conoscere la vita di Michael come, ad esempio, decise di procurarsi quella maschera e perchè indossò proprio quella. Il nuovo killer cambierà connotati ogni volta che vorrà comunicare, saranno quindi più maschere a parlare per il protagonista. Molti elementi sono invece rimasti: la colonna sonora, la location che è identica all'originale, i personaggi. I fans comunque si sono riuniti per notare le differenze apportate e per commentarle su vari siti a tema. Il motivo di agitazione principale rimane sapere che fine farà Michael Myers alla fine del film. Zombie ha dichiarato che l'intento è quello che la pellicola abbia un inizio e una fine, sembra quindi che non ci sia spazio per sequel di nessun genere. Nel caso gli studios decidessero di realizzare dei capitoli aggiuntivi il regista comunque non prenderebbe parte al progetto. L'unico consiglio sulla visione che si può dare è evitare di aspettarsi la stessa tensione del capolavoro che conosciamo. Da un lato è rischioso riproporre un film identico al precedente con una regia diversa, quindi si può tirare un respiro di sollievo, nessuno potrà rovinare lo spaventoso capolavoro. Rimane da dire però che sicuramente ci saranno più vittime, se si conosce lo stile di Zombie non sarà una sorpresa, più sangue, come vuole la tradizione dei nuovissimi film horror, e meno aspettativa. La differenza starà nel fatto che si perderà il sonno perchè il sangue ci turba lo stomaco e perchè l'assassino come al solito sbuca dal nulla e non perchè l'ansia di intravedere una figura nell'ombra ci assale alla gola.      

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Halloween di John Carpenter e la sfida del remake di Rob Zombie             Michael Myers è un ragazzino di dieci anni con disturbi psichici. La notte di Halloween uccide la sorella Judith e i genitori decidono di rinchiuderlo in ospedale psichiatrico, dove rimane 17 anni. Una notte però Michael riesce a fuggire dall'ospedale e torna nella sua città per cercare la sorella minore Laurie( Jamie Lee Curtis) e tutti quelli che le ruotano intorno. Il suo attaccamento morboso a Laurie lo porterà ad uccidere chiunque la conosca. Questa è la trama, a grandi linee, del capolavoro di John Carpenter datato 1978. Per gli appassionati del genere questo film è diventato un vero cult, uno di quelli da proiettare la notte delle streghe, proprio perchè l'atmosfera che si respira è di vera angoscia e terrore. La colonna sonora, diventata anch'essa indispensabile per rappresentare il personaggio del killer, è riproposta più volte durante la pellicola, andando a sottolineare le inquadrature di un maestro del genere. La scena più famosa, e quella più curata tecnicamente, è la prima. L'uccisione del ragazzo da parte del bambino viene ripresa in totale soggettiva, dal punto di vista leggermente abbassato, la scelta di rappresentare il personaggio come un dolce frugoletto vestito da clown, con boccoli biondi e un coltello insanguinato in mano è decisamente ardita per l'epoca. A causa di questo infatti la pellicola scosse gli animi, era la prima volta che un tale orrore veniva rappresentato e ambientato in una cittadina di provincia, in un quartiere rispettabile corredato da innumerevoli villette tipiche dei quartieri borghesi americani e per di più ad opera di un bambino, simbolo dell'innocenza per eccellenza. Una frase in particolare rende la fuga dall'ospedale di Michael preludio di uccisioni efferate, in un dialogo il direttore del manicomio dice: "Quel ragazzo non ha espressioni, è rimasto 17 anni a fissare un muro, guardando nel vuoto. Come se stesse aspettando qualcosa". La forza del personaggio Myers sta soprattutto però nella sua rappresentazione fisica. Il volto coperto da una maschera bianca totalmente inespressiva (niente a che vedere con quella di Scream utilizzata da Creven dunque), la tuta blu da lavoro e l'incapacità di qualsiasi emozione o vibrazione emotiva portano alla luce le caratteristiche della follia inspiegabile, quella che può nascere e svilupparsi in qualunque ambiente. Ultimamente si è diffusa la notizia che Rob Zombie avrebbe diretto un remake del famoso film, ovviamente gli animi di tutti i fan della pellicola originale sono stati scossi. Il dubbio sul motivo di riproporre il tema, dopo numerosi capitoli che scaturirono dal primo halloween, e lo stesso soggetto filmico con la sola componente della regia diversa e più "moderna",ovviamente rimane. E' giusto saturare il mercato di remake di film preesistenti per portarli a nuova luce o i classici rimangono sempre e comunque degli intoccabili capolavori intramontabili e difficilmente riproponibili? Quando Rob Zombie ( regista de "La casa dei mille corpi" per chi non ricordasse) decise di concentrarsi sulla realizzazione del remake si assicurò di avere l'approvazione di Carpenter. Il regista approvò la lavorazione, ma chiese a Zombie di fare il film "suo" e non semplicemente una copia dell'originale. Per questo motivo sono stati apportati cambiamenti sostanziali alla storia. Saranno presenti elementi in più per conoscere la vita di Michael come, ad esempio, decise di procurarsi quella maschera e perchè indossò proprio quella. Il nuovo killer cambierà connotati ogni volta che vorrà comunicare, saranno quindi più maschere a parlare per il protagonista. Molti elementi sono invece rimasti: la colonna sonora, la location che è identica all'originale, i personaggi. I fans comunque si sono riuniti per notare le differenze apportate e per commentarle su vari siti a tema. Il motivo di agitazione principale rimane sapere che fine farà Michael Myers alla fine del film. Zombie ha dichiarato che l'intento è quello che la pellicola abbia un inizio e una fine, sembra quindi che non ci sia spazio per sequel di nessun genere. Nel caso gli studios decidessero di realizzare dei capitoli aggiuntivi il regista comunque non prenderebbe parte al progetto. L'unico consiglio sulla visione che si può dare è evitare di aspettarsi la stessa tensione del capolavoro che conosciamo. Da un lato è rischioso riproporre un film identico al precedente con una regia diversa, quindi si può tirare un respiro di sollievo, nessuno potrà rovinare lo spaventoso capolavoro. Rimane da dire però che sicuramente ci saranno più vittime, se si conosce lo stile di Zombie non sarà una sorpresa, più sangue, come vuole la tradizione dei nuovissimi film horror, e meno aspettativa. La differenza starà nel fatto che si perderà il sonno perchè il sangue ci turba lo stomaco e perchè l'assassino come al solito sbuca dal nulla e non perchè l'ansia di intravedere una figura nell'ombra ci assale alla gola.