prova Inferno: film

Inferno

Inferno
Titolo originale: Inferno
Produzione: Italia
Durata: 106
Genere: Horror
Regia: Dario Argento
Uscita: 1980-02-01
Attori principali: Eleonora Giorgi, Gabriele Lavia, Leopoldo Mastelloni, Daria Nicolodi, Feodor Chaliapin jr., Alida Valli.
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Trama:
La vicenda inizia a New York, dove Rose compra un
vecchio libro da un antiquario. I libro parla delle tre
madri per cui l’architetto Varelli avrebbe costruito tre
dimore: a New York (per mater tenebrarum), a Roma (per
mater lacrymarum) e a Freiburg (per mater sospiriorum),
alle quali si giunge solo tramite tre chiavi. Tornando a
casa, Rose perde le chiavi che finiscono in un tombino.
Rose s’immerge per ritrovarle e scopre un cadavere
putrefatto. Spaventata Rose scrive una lettera al fratello
Mark, che studia a Roma, ma questa è intercettata da
Sarah, un’amica di Mark, che legge delle tre madri. Sotto
la pioggia Sarah corre in biblioteca e ruba una copia di
quel libro. Quando esce è aggredita da una figura
ammantata di nero che la costringe a dargli il libro.
Tramortita e spaventata Sarah torna a casa e in ascensore
incontra un giovane giornalista a cui chiede di tenerle
compagnia. Il giovane la porta nel suo appartamento,
quando improvvisamente viene a mancare la luce. Nel buio
c’è una presenza che li pugnala entrambi. Intanto a New
York anche Rose è assassinata in modo brutale. Appresa la
notizia della morte della sorella, Mark parte per gli USA
per indagare sulla morte di Rose. A New York s’imbatte
negli altri inquilini dell’edifico in cui viveva la
sorella: un vecchio sulla sedia a rotelle assistito da
un’infermiera, una vecchia contessa, una portinaia
arrogante e un maggiordomo. L’arrivo di Mark non porta
molto bene agli altri inquilini. Per sfuggire a una figura
nera che compare nel suo appartante, la contessa si
rifugia in una soffitta, ma qui è assalita da dei gatti
affamati. Per sfuggire ai gatti, s’imbatte nella sagoma
nera che la accoltella. Anche il maggiordomo e la
portinaia, che hanno rubato i gioielli della contessa
defunta, sono orribilmente uccisi: il maggiordomo è
accecato e ucciso, mentre la portinaia muore nell’incendio
dell’appartamento. Anche l’antiquario che ha venduto il
libro a Rose fa una brutta fine: mentre sta uccidendo dei
gatti, è aggredito da un’orda di topi. Un cuoco che sente
le urla, accorre per salvarlo, ma, sotto l’influsso di
qualche sortilegio, lo accoltella. Intanto Mark continua a
indagare, nonostante i lutti intorno a lui. Mark scopre
che il vecchio paralitico è l’architetto Varelli, il
costruttore delle tre case stregate. Varelli aggredisce
Mark, ma si soffoca nello scontro. Fuggendo Mark s’imbatte
nell’infermiera che in realtà è mater tenebrarum. Mark
riesce a fuggire, mentre l’edifico crolla tra le fiamme.
Recensione:
A prima vista Inferno sembra il seguito di Suspiria, anzi un remake con il protagonista maschile. In realtà è solo un “seguito ideologico”, come se Argento avesse veramente voluto dedicare 3 films alle 3 madri. L’atmosfera di Inferno è molto lovecraftiana rispetto a Suspiria. In Inferno l’orrore viene dal basso. E’ una discesa negli inferi in versione metropolitana. Il sottosuolo pullula di cadaveri putrefatti, simbolo di un’umanità minacciata dall’abisso che cresce sotto i nostri piedi, pronto a inghiottirci. L’idea di un pericolo che ci aggredisce dal basso è resa benissimo nella scena dell’uccisione di Sarah e del giornalista. Nel buio totale i due compiono il piì grave errore: quello di separarsi, ignorando il vecchio detto: “L’unione fa la forza”. Così i due sfortunati fanno il gioco dell’assassino, anzi gli rendono piì facile il lavoro. Qui l’abilità argentiana sta nella tecnica dell’inganno. Lo spettatore, come i protagonisti di questa scena, è ingannato proprio quando crede che il ragazzo sia già stato pugnalato e all’improvviso lo sente chiamare Sarah. Lo spettatore non fa neanche in tempo a tirare un sospiro di sollievo che il tipo ha un coltello piantato in gola e cade a terra. L’inganno c’è anche nella scena della morte dell’antiquario. Il cuoco che corre a salvarlo dai topi e che invece lo uccide è un’allusione all’abitudine di catalogare tutto secondo schemi logici basati su niente. A differenza di Alighieri, Argento mette all’Inferno anche i curiosi. E’ il caso della bella Eleonora Giorgi (nel film è Sarah) che, dopo avere intercettato la lettera di Rose, paga la sua curiosità con la vita. Personalmente preferisco Suspiria, ma Inferno non è certamente meno impressionante.
Recensione by Sam
Un film che definire penoso è quasi un eufemismo: distante anni luce dai piì celebri capolavori di Dario Argento, “Inferno”, narra una storia priva di ogni logica che viene tradotta in un film di pessima realizzazione.

Oltre alla mancanza di qualsivoglia elemento positivo, il film risulta anche estremamente noioso, per via del ritmo lento che domina la narrazione, e della storia scontata e deludente. Peccato perché l’idea alla base del tutto non è da scartare, anzi avrebbe potuto dar luogo a un film decisamente interessante.

Insomma, un film da evitare che non presenta alcuna attrattiva neppure per i fan piì incalliti del genere horror o del regista. Voto by Sam: 5,0
Voto: 7,0
Stefaan-OI

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