prova Il Padrino parte II - recensione trama film

Il Padrino parte II: trama e recensione

Il Padrino parte II
Titolo originale: The Godfather: Part II
Produzione: Usa
Durata: 200
Genere: Drammatico
Regia: Francis Ford Coppola
Uscita: 1975-06-20
Attori principali: Al Pacino, Robert De Niro, Diane Keaton, John Cazale, Robert Duvall, Talia Shire, Gastone Moschin, Sofia Coppola.
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- Voto: 8.8/10 (18 voti)

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Trama:
1901. Vito Andolini nasce a Corleone da una famiglia povera braccata dal boss della città. Dopo aver assistito alla morte dei genitori viene fatto emigrare a New York dove viene registrato come Vito Corleone( un giovane Robert De Niro).Crescendo Vito incontrerà Clemenza ( Bruno Kirby) e Tessio (John Aprea) che l'aiuteranno con piccoli furti a mantenere la famiglia, fino al raggiungimento del controllo del quartiere con l'assassinio di Don Fanucci ( il nostro Gastone Moschin), che complica la vita ai vicini di casa di Vito.
Nel frattempo si segue l'ascesa al potere di Michael ( Al Pacino), figlio prediletto del Don, affiancato come sempre da Tom Hagen ( Robert Duvall), che dal 1959 prende il comando e tenta di farsi strada nel business del gioco d'azzardo in Nevada, intrecciando rapporti con Hyman Roth (Lee Strasberg) imprenditore ebreo residente a Cuba, corrotta dal dittatore Batista e in periodo pre-rivoluzione. Dopo un tentativo fallito di omicidio nella loro villa, Michael conduce un'astuta indagine per scovare il traditore, colui che ha venduto importanti informazioni interne agli uomini di Roth,colpevoli di aver causato un'inchiesta scomoda sulla famiglia...
Recensione:
Primo e unico seguito nella storia ad ottenere l'Oscar per il miglior film, il secondo capitolo della saga Corleone è un viaggio nel tempo, ma anche un sequel pieno di intrecci e di scene memorabili. C'è una trasposizione forte nell'intento di Coppola nel voler raccontare le esperienze giovanili di Vito (De Niro) affiancate a quelle del figlio Michael (Pacino), la decisione del vecchio Don di prendere le parti del suo quartiere mettendo fine ai soprusi subiti ha qualcosa di giusto, nel folle metodo in cui è raggiunta. La volontà di controllo e potere non deve andare per forza a braccetto con l'omicidio, le punizioni devono essere parallele ai torti subiti possibilmente evitando spargimenti di sangue. Michael era l'unico figlio a non voler prendere il posto del padre, perchè ripudiava i suoi metodi e la vita che conduceva, ma come è ben rappresentato in questo caso invece di cercare di tenersi fuori dagli affari di famiglia, corroso dall'odio e dalla vendetta mira a ritorcersi contro chiunque ostacoli i suoi obiettivi. Come se non bastassero i problemi d'affari il giovane Corleone si trova a dover gestire i dubbi della moglie Kay (Diane Keaton) che ormai madre di due bambini, ha sempre più paura del mestiere e dell'atteggiamento del marito, senza però poter fare molto per ottenere qualche sicurezza in più per la loro incolumità. Il viaggio nella saga più famosa della storia del cinema è davvero completo dunque, con dei temi che fluiscono direttamente da ciò che era il primo film: La protezione della famiglia, conseguita però con la violenza, il senso dell'onore e del rispetto dei consanguinei, la corruzione nelle alte sfere (che va dai senatori alle forze dell'ordine), le due facce di un uomo che sa essere un padre amorevole, ma un omicida freddo e senza scrupoli e le due facce di una donna, forse la figura davvero forte nel film, che si deve dividere fra il timore di vivere accanto ad un uomo che non esita a uccidere per salvarsi e l'amore per i figli. I particolari che rendono i due film dei capolavori indimenticabili, però, sono le prove di regia del maestro Francis Ford Coppola che con un astuto parallelismo fra religione e violenza riesce a rendere i momenti culminanti nelle famose "rese dei conti" dei piccoli pezzi di storia. Da ricordare in entrambe le parti è la scena in cui Michael è al battesimo del nipote e giura di rinnegare il diavolo e le sue tentazioni, di credere in Dio e nella salvezza mentre i suoi uomini uccidono tutti, e proprio tutti, i membri della cupola. Giusto per non correre rischi e tenersi stretto la poltrona. Quando il fratello di Michael, Fredo ( John Cazale), spiega al nipote come prendere i pesci dicendo un'ave maria di buon augurio (di cui Coppola parlò in un'intervista e descrisse come sua esperienza personale, che volle introdurre per creare pathos in alcune scene) si comprende davvero il contrasto fra ciò che si pensa di essere e ciò che realmente si è, rappresentato dai fatti. La storia di Vito è completamente riprodotta in bianco e nero, rispetto ai colori tipici degli anni '70 attribuiti alla storia principale, la prova di Robert De Niro vale un Oscar, che vinse come miglior attore, proprio come successe a Brando, che due anni prima lo vinse per la stessa parte.
Voto: 9,0
Ambra Zamuner

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