Gangs of New York
Verso la metà del 1800 due gang newyorchesi si scontrano all’ultimo sangue per il territorio. Sono immigranti irlandesi e italiani e a vincere saranno i primi. Venti anni dopo il figlio del capo della fazione sconfitta tenterà di vendicarsi…
Recensionedi Gik25
Sinceramente mi aspettavo molto di più da questo film fin troppo osannato. Nonostante il buon cast e la regia d’eccezione alcune sequenze sono veramente noiose e il film non è certamente avvincente. Il suo principale difetto è una lunghezza eccessiva non supportata da uno sforzo registico adeguato. Il risultato è un film che alterna (poche) sequenze da oscar a moltissime sequenze vuote insignificanti e soprattutto ripetitive e tediose.
Strano perché Martin Scorzese è un nome importante quando si parla di registi e che ha sempre dimostrato ottime capacità, non solo in film impegnati, ma anche creando capolavori non impegnati ma come “Cape Fear - Il promontorio della paura”. Proprio “Cape Fear” poi è l’esatto opposto di questo film: un thriller ad alta tensione avvincente e pieno di suspense che non lascia un momento di tregua.
A onor del vero vanno anche fatti notare i vari lati positivi di questo film. Innanzitutto gli ambienti sono stati ricreati con grande accuratezza e la New York selvaggia e tanto in contrasto con quella attuale è resa alla perfezione senza filtri o moralismi. Il film è dunque una fedele ricostruzione storica e la storia di vendetta di cui è protagonista Di Caprio altro non è che un pretesto per mostrare al mondo che ogni grande nazione basa le proprie origini su violenza, ingiustizie e ipocrisia.
Interessante notare che mentre i capi banda hanno un forte senso dell’onore e combattono testa a testa, vent’anni dopo la nuova classe dirigente è molto più subdola e non esita a mentire e usare inganni e metodi riprovevoli per ottenere ciò di cui necessitano.
In ogni caso se vale la pena di vedere questo film, è solo grazie alla sua profondità: tra i vari messaggi uno mi ha colpito in particolare per l’efficacia con cui viene trasmesso: se vuoi risolvere le cose con la forza e la violenza ricordati che verrai pagato con la stessa moneta. Come ho detto di messaggi ce ne sono diversi, ma questo pur non essendo quello centrale è però continuamente ripetuto sotto forme diverse mostrando l’inutilità e le conseguenze del combattimento e dello scontro violento a tutti i livelli (ribellioni, vendette). A mio parere quindi il film risulta quindi molto pesante e si risolleva solo negli ultimi 30’ e in alcune sequenze molto brevi sparse per tutto il film. C’è di peggio, ma c’è anche di molto meglio.
Concludendo questo è il classico film che divide critica e pubblico: i primi badando solo allo spessore e alla profondità lo giudicano qualcosa di unico (per la fedeltà e la schiettezza con cui ricostruisce la storia non proprio encomiabile della propria nazione) dall’altro lo spettatore medio che lo troverà un mattone assurdo o quantomeno molto pesante. Per i primi il film meriterebbe un voto superiore all’8,5 per i secondi non vale nemmeno 5. Dal canto mio credo che il film vada visto, ma che regia e sceneggiatura avrebbero potuto (e dovuto) essere decisamente più curate sotto alcuni punti di vista e ritengo che un film non possa essere giudicato bello se perfetto da un punto di vista e molto carente sotto un altro…
Voto medio: 7,0
Voto:6,5
Nota:
Il voto (per il quale rischio il linciaggio dalla critica ufficiale) rispecchia a mio modo di vedere il giudizio su un film carente sotto un aspetto molto importante e perfetto sotto altri. Ed è soprattutto un invito a non vedere il film per tutte quelle persone che non sono disposte a "sorbirsi" quasi tre ore, di un film effettivamente pesante, al solo scopo di vedere una ricostruzione storica coraggiosa e validissima. I meno superficiali, interessati a coglierne l'essenza e disposti a riconoscere il valore saranno anche così flemmatici da andare oltre il voto e leggere per intero la recensione rendendosi conto che nonostante i difetti assolutamente non trascurabili il film merita di essere visto.
Nonostante la fedeltà e la schiettezza con cui è descritta una pagina sanguinosa e ormai dimenticata della storia americana il film è davvero troppo pesante e inconcludente. Un film da vedere ma che poteva, e doveva, essere curato di più sotto il punto di vista registico. Peccato, perchè non manca di spessore e dal regista di Cape Fear ci saremmo aspettati molto anche un punto di vista che ha invece totalmente trascurato.
