prova Animal Factory - recensione trama film

Animal Factory: trama e recensione

Animal Factory
Titolo originale: The Animal Factory
Produzione: USA
Durata: 90
Genere: Drammatico
Regia: Steve Buscemi
Uscita: 2000-09-29
Attori principali: Steve Buscemi, Willem Dafoe, Edward Furlong, Mickey Rourke
Scheda di Opinioni
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- Voto: 8.7/10 (7 voti)

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Trama:
Un giovane spacciatore finirà in carcere, dove affronterà terribili situazioni ma avrà dalla sua parte un ergastolano rispettato da tutti.
Recensione:
Tratto dall'omonimo successo letterario di Edward Bunker, Animal Factory tenta di riprodurre quel capolavoro di realismo e cinismo dell'autore del romanzo. Narra la storia di uno dei tanti giovani di buona famiglia che, per inspiegabili motivi, decidono di darsi ai piccoli reati finendo improvvisamente in cella. Il ragazzo oltre che di buona famiglia è di bell'aspetto, e questo gioca a suo sfavore: nel mondo disilluso di Bunker, la bellezza ti rende preda degli avvoltoi galeotti. Un veterano del carcere di massima sicurezza di San Quentin, con unabenevolenza quasi paterna, decide di prenderlo sotto la sua ala protettiva, percependo il valore della bontà d'animo del ragazzo. In altre parole, non vuole che l'esperienza non lo segni più di quanto dovrebbe, per non trasformarlo in uno dei tanti galeotti, uomini in cattività. Il film segue diligentemente il filo narrativo del libro, trasportando anche diverse battute. Ciò che emerge, però, è un film poco emozionale: incapace di trasudare emozioni, forse reso troppo rigido dal tentativo di riprodurre fedelmente il cinismo dell'opera letteraria. Ma se il potere della penna è l'immaginazione, non è altrettanto per la cinepresa. Da lodare invece il realismo delle scene, crude che fanno pensare allo spettatore che tipo di mondo sia quello del carcere, quella realtà disprezzata dal mondo borghese. Importante è la polemica che trasmette contro i principi del carcere che non aiuta le persone a ristabilirsi nella società, ma li rende ancora più alieni alla medesima, peggiorandoli addirittura rispetto allo stato iniziale, rendendoli incapaci, una volta scontata la pena, di reintegrarsi e di rifarsi una vita. Insomma, ciò che dovrebbe essere un tentativo di integrazione, in realtà è una forma di disintegrazione psico fisica, oltre che morale. Memorabile la frase del giudice che condanna a 5 anni di pena il giovane ragazzo: "Io non so se il carcere possa peggiorare la sua persona [...], ma il mio compito è quello di difendere lo Stato e so che per altri 5 anni la società sarà protetta". Il film riesce nel tentativo di lasciare il segno, anche con il suo finale inaspettatamente coinvolgente e triste. Specialmente a chi ha letto il suo omonimo romanzo, il rovescio della medaglia è rappresentato dal fallimento di proporsi come cult movie di un best seller. In definitiva, un film da vedere, ma non all'altezza del capolavoro di Edward Bunker.
Voto: 7,0
Paola Priola

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