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Il dolce e l'amaro

Anno 2007

Il dolce e l'amaro

Voto in archivio 5.00/10

Trama

Saro Scordia (Luigi Lo Cascio) è un ragazzino sveglio, brillante e intraprendente che finisce nelle mira di uomini di Cosa Nostra come futuro uomo d'onore..

Recensione

Voto dell'autore: 5.0/10

Ennesimo tentativo tutto italiano di rappresentare la mafia - tematica quanto mai discussa e interessante - scrutandone aspetti diversi e non ancora trattati da cult movie (si pensi al Padrino, ai 100 passi). Il dolce e l'amaro, presentato al Festival di Venezia, non aggiunge niente di nuovo al piatto e anzi, ripercorre i topos propri del cinema nostrano: l'onore, l'impulsività, l'ira e l'idea che si possa avere tutto con un po' di soldi e una pistola. Caratterizzata da dialoghi con un forte accento siciliano (tant'è che delle volte risulta difficile capire il significato) per esaltare il realismo delle scene e con un buon pathos regalatoci dalle colonne sonore, tuttavia il lavoro Alberto Porporati pecca nell'eccessiva lentezza della narrazione e per scelte stilistiche non impeccabili. La redenzione è rappresentata come il tentativo di un uomo, abituato sin da bambino ai valori della malavita organizzata, di trovare equilibrio in una vita normale lottando con le paure di un passato che lo perseguita ("Sono un morto che cammina..e chi lo aiuta un morto"). Interpretato da Lo Cascio, Saro Scordia è un bambino maturato troppo in fretta, cresciuto sotto l'ala protettiva della malavita, impulsivo e adirato con il mondo forse per la perdita prematura del padre, che trova la pace nella libertà di pensare per se stesso, rischiando le conseguenze delle proprie scelte.
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