Trama e Recensione di:
Saw 2 - La soluzione dell'enigma
Voto: 8,0
: Gik25
Titolo originale: Saw 2
Produzione: Usa
Durata: 1h e 33'
Genere: Horror
Regia: Darren Bousman
Uscita: 05 Gennaio 2006
Attori principali: Tobin Bell, Lyriq Bent, Erik Knudsen, John Fallon, Noam Jenkins
Trama:
Ancora una volta la polizia arriva all'enigmista, ma stavolta per lui è davvero la fine: decine di agenti di polizia circondano l'abitazione ed eseguono l'arresto, ma c'è un imprevisto: il figlio di uno degli agenti è stato preso in ostaggio…
Recensione:
Dopo un inizio apparentemente fiacco e poco originale rispetto al primo film, la storia riprende energia con colpi di scena inattesi e degni dei migliori capolavori del genere. "Saw 2" è uno di quei pochissimi film in cui si può veramente dire che bastano un paio di scene a risollevare il film. Anche se comunque la pellicola resta piuttosto godibile anche per tutto il primo tempo.
La prima parte del film, dopo l'arresto, ci presenta il solito enigma con piì protagonisti di cui uno è il figlio del poliziotto. La storia si svolge all'interno di un'abitazione piuttosto grande e ciò consente al regista di piazzare piì trappole ed enigmi sparsi per la casa, e di giocare piì a lungo con lo spettatore.
Le musiche sono molto azzeccate e in linea con quelle del primo capitolo, la caratterizzazione psicologica dei personaggi, pur non essendo il punto di forza del film, è piuttosto ben studiata e le spiegazione delle motivazioni che spingono l'enigmista verso le brutali uccisioni sono spiegate con una logica discreta. Gli attori recitano discretamente, ma è la regia, con i colpi di scena e la trama intrigante a rendere il film così riuscito.
Del resto l'enigmista non può essere paragonato ai veri capolavori come ad esempio "Il silenzio degli innocenti", ma risulta piuttosto un film molto riuscito ed adrenalinico, che colpisce soprattutto alla prima visione, da vedere, ma con un messaggio psicologico meno forte e meno riuscito.
Insomma, un thriller mozzafiato con tensione e suspense alle stelle. Angosciante e violento, ma senza il gusto macabro dei dettagli. Indubbiamente all'altezza del primo episodio e con colpi di scena da lasciare senza parole. Da vedere!
Voto: 8,0
Trama e Recensione by Emiliano
Mi spiace davvero ma sono rimasto profondamente deluso dal secondo
episodio dell’enigmista che si era guadagnato l’anno scorso il primo posto
nella categoria “horror della nuova generazione” (con un’accezione
assolutamente positiva). Storia semplice e scontata, non è cambiato nulla
dal primo Saw: questa volta però i malcapitati non sono in una stanza ma in
una casa (sembra che si aprano le porte al Grande Fratello), e già questo
contribuisce a sminuire notevolmente l’ansia di rimanere intrappolati in 4
mura. Io mi chiedo, ma perché mai un film che l’anno scorso ha ottenuto
incassi da record (limitatamente ai botteghini horror), per il seguito
(attesissimo peraltro) non può avvalersi di attori di una certa caratura?
Bhè, forse leggendo il copione molti “enigmi” verranno alla luce. Lasciando
stare gli attori (che sembrano aver imparato la parte 1 minuto prima di
girare il film, dopo aver studiato recitazione dalla De Filippi), la storia
è quanto di piì banale si sia mai visto sugli schermoni dell’atteso 2006. Si
inizia molto bene con colori scuri e atmosfera dark, la regia è quanto di
piì all’avanguardia si possa trovare oggi (alla CSI per intenderci), ma in
men che non si dica, il mistero svanisce con l’apparizione del fantomatico
“Enigmista”: piì che un malato terminale di cancro sembra un mezzo cyborg
prelevato da Blade Runner, una copia sbiadita dell’immenso Rutger Hauer. Ma
perché continua a ripetere che è malato? Pensa forse di avere a che fare con
un pubblico di audiolesi? Lo dirà almeno 5 volte! Il fatto che l’assassino
si lasci scoprire, senza opporre particolare resistenza, forse vuole essere
un omaggio all’ inimitabile Seven, ma l’effetto è del tutto diverso. Il
piano dell’enigmista è mettere alla prova il poliziotto, è giocare sulle
parole e sul fatto che nessuno ti ascolta letteralmente quando è in ballo la
vita del proprio figlio. La storia è spenta, i tempi morti sono
insormontabili, la tensione si accende a sprazzi solamente grazie alle morti
dei partecipanti al “gioco”…troppo poco per realizzare un horror cult nel
2006 (pellicole come “The Descent” e “Creep il chirurgo” vengono da un altro
pianeta). Troppi, davvero troppi i punti deboli: i poliziotti che litigano
tra loro senza essere di aiuto alla causa (e gli esperti ci mettono sei ore
prima di trovare la sorgente della telecamera che riprende i “prigionieri”),
il capo della polizia sembra essere il classico detective “prima ti spacco
la faccia e poi ti chiedo se sai qualcosa, forse”, e infatti lo è, ma ci
mette 9 anni per prendere a schiaffi il nostro povero enigmista (che piì che
un infallibile assassino sembra un paralitico che ha voglia solo di fare 2
chiacchiere e una partita a poker, ah sì ho trovato, sembra il padre di
Homer Simpson…). Come se non bastasse il capo degli Swat (che in teoria
dovrebbe essere meglio di Rambo, Callaghan e Orazio di Csi) sembra Busta
Rhymes indeciso su quale collanazza indossare per la serata… La combriccola
delle vittime è semplicemente agghiacciante: la bionda insopportabile, il
sudamericano uno stupidone colossale e il “fratello” piì che dal carcere
sembra uscito dall’oratorio…per non parlare del ragazzino che ha
l’espressività di un marciapiede. Ma sarebbero questi i famosi “delinquenti”
che devono pagare col contrappasso i loro peccati mortali e morali???? Al
posto del regista rivedrei American history-x prima di definirli tali e
ripasserei un po’ qualche capolavoro espressionista tedesco (Murnau, Wiene)
per imparare qualcosa di piì sul trucco “noir”… L’alone di mistero e di
terrore cala dopo circa 17 minuti e non si vede l’ora che il tutto finisca
il piì in fretta possibile (ma non potevo vedere quell’altro film, come si
chiamava? Ah sì, A history of violence). Piì che una corsa contro il tempo
sembra una caccia al tesoro, e poi c’è troppa, troppa luce per un film
horror…Le uniche scene degne di nota sono le uccisioni, ma il mio vero unico
plauso va alla bella citazione (verso la fine del film, che bello è finito!)
di uno stramitico film del buon Wes Craven datato 1972 per gli esperti.
Voto: Bocciato













