Inferno

Trama e Recensione di:
Inferno


: STEFAAN-OI



Titolo originale: Inferno
Genere: Horror
Paese: Italia / USA, 1980
Regia: Dario Argento
Interpreti: Irene Miracle, Daria Nicolodi, Eleonora Giorni, Alida Valli


Trama dettagliata by Stefaan-OI
La vicenda inizia a New York, dove Rose compra un vecchio libro da un antiquario. I libro parla delle tre madri per cui l’architetto Varelli avrebbe costruito tre dimore: a New York (per mater tenebrarum), a Roma (per mater lacrymarum) e a Freiburg (per mater sospiriorum), alle quali si giunge solo tramite tre chiavi. Tornando a casa, Rose perde le chiavi che finiscono in un tombino. Rose s’immerge per ritrovarle e scopre un cadavere putrefatto. Spaventata Rose scrive una lettera al fratello Mark, che studia a Roma, ma questa è intercettata da Sarah, un’amica di Mark, che legge delle tre madri. Sotto la pioggia Sarah corre in biblioteca e ruba una copia di quel libro. Quando esce è aggredita da una figura ammantata di nero che la costringe a dargli il libro. Tramortita e spaventata Sarah torna a casa e in ascensore incontra un giovane giornalista a cui chiede di tenerle compagnia. Il giovane la porta nel suo appartamento, quando improvvisamente viene a mancare la luce. Nel buio c’è una presenza che li pugnala entrambi. Intanto a New York anche Rose è assassinata in modo brutale. Appresa la notizia della morte della sorella, Mark parte per gli USA per indagare sulla morte di Rose. A New York s’imbatte negli altri inquilini dell’edifico in cui viveva la sorella: un vecchio sulla sedia a rotelle assistito da un’infermiera, una vecchia contessa, una portinaia arrogante e un maggiordomo. L’arrivo di Mark non porta molto bene agli altri inquilini. Per sfuggire a una figura nera che compare nel suo appartante, la contessa si rifugia in una soffitta, ma qui è assalita da dei gatti affamati. Per sfuggire ai gatti, s’imbatte nella sagoma nera che la accoltella. Anche il maggiordomo e la portinaia, che hanno rubato i gioielli della contessa defunta, sono orribilmente uccisi: il maggiordomo è accecato e ucciso, mentre la portinaia muore nell’incendio dell’appartamento. Anche l’antiquario che ha venduto il libro a Rose fa una brutta fine: mentre sta uccidendo dei gatti, è aggredito da un’orda di topi. Un cuoco che sente le urla, accorre per salvarlo, ma, sotto l’influsso di qualche sortilegio, lo accoltella. Intanto Mark continua a indagare, nonostante i lutti intorno a lui. Mark scopre che il vecchio paralitico è l’architetto Varelli, il costruttore delle tre case stregate. Varelli aggredisce Mark, ma si soffoca nello scontro. Fuggendo Mark s’imbatte nell’infermiera che in realtà è mater tenebrarum. Mark riesce a fuggire, mentre l’edifico crolla tra le fiamme.

Recensione by Stefaan-OI
A prima vista Inferno sembra il seguito di Suspiria, anzi un remake con il protagonista maschile. In realtà è solo un “seguito ideologico”, come se Argento avesse veramente voluto dedicare 3 films alle 3 madri. L’atmosfera di Inferno è molto lovecraftiana rispetto a Suspiria. In Inferno l’orrore viene dal basso. E’ una discesa negli inferi in versione metropolitana. Il sottosuolo pullula di cadaveri putrefatti, simbolo di un’umanità minacciata dall’abisso che cresce sotto i nostri piedi, pronto a inghiottirci. L’idea di un pericolo che ci aggredisce dal basso è resa benissimo nella scena dell’uccisione di Sarah e del giornalista. Nel buio totale i due compiono il piì grave errore: quello di separarsi, ignorando il vecchio detto: “L’unione fa la forza”. Così i due sfortunati fanno il gioco dell’assassino, anzi gli rendono piì facile il lavoro. Qui l’abilità argentiana sta nella tecnica dell’inganno. Lo spettatore, come i protagonisti di questa scena, è ingannato proprio quando crede che il ragazzo sia già stato pugnalato e all’improvviso lo sente chiamare Sarah. Lo spettatore non fa neanche in tempo a tirare un sospiro di sollievo che il tipo ha un coltello piantato in gola e cade a terra. L’inganno c’è anche nella scena della morte dell’antiquario. Il cuoco che corre a salvarlo dai topi e che invece lo uccide è un’allusione all’abitudine di catalogare tutto secondo schemi logici basati su niente. A differenza di Alighieri, Argento mette all’Inferno anche i curiosi. E’ il caso della bella Eleonora Giorgi (nel film è Sarah) che, dopo avere intercettato la lettera di Rose, paga la sua curiosità con la vita. Personalmente preferisco Suspiria, ma Inferno non è certamente meno impressionante.

Voto: 7,0


Recensione by Sam
Un film che definire penoso è quasi un eufemismo: distante anni luce dai piì celebri capolavori di Dario Argento, “Inferno”, narra una storia priva di ogni logica che viene tradotta in un film di pessima realizzazione.

Oltre alla mancanza di qualsivoglia elemento positivo, il film risulta anche estremamente noioso, per via del ritmo lento che domina la narrazione, e della storia scontata e deludente. Peccato perché l’idea alla base del tutto non è da scartare, anzi avrebbe potuto dar luogo a un film decisamente interessante.

Insomma, un film da evitare che non presenta alcuna attrattiva neppure per i fan piì incalliti del genere horror o del regista.

Voto by Sam: 5,0