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Flash - caratteristiche e nozioni di base
Gik25
Su ormai tutte le fotocamere,
digitali e non, è presente un flash integrato. Per quale motivo allora si
dovrebbe acquistare un flash esterno? I motivi sono numerosissimi!
In primo luogo la vicinanza tra il flash integrato e l’obiettivo tende a
creare l’effetto occhi rossi nelle foto notturne o in interni. In secondo
luogo i flash integrati sono davvero molto deboli (quasi tutti hanno numero
guida pari a 10 o 12) e non possono essere utilizzati per riprendere
soggetti distanti più di pochi metri, inoltre spesso si viene a creare un
leggero effetto di mosso dovuto al fatto che tali flash richiedono un tempo
di 1/30 di secondo (mentre quelli normali funzionano benissimo a 1/60 o
meno).
Compatibilità (tipo di attacco e automatismi)
In commercio esistono tantissimi flash e quasi tutti sono compatibili
con un grandissimo numero di marche e fotocamere diverse. Ciò è dovuto al
tipo di attacco standard condiviso tra flash e macchine fotografiche. Gli
standard più diffusi sono certamente il contatto a caldo (hot shoe) e il
cavetto x-sync (utile per collegare flash anche distanti dalla macchina
fotografica). Il primo è il più diffuso, ma esistono kit per la conversione
da un attacco all’altro.
Alcune compatte digitali (e quasi tutte le compatte analogiche) non hanno
l’attacco per il flash esterno o hanno un attacco proprietario. Nel secondo
caso abbiamo tre alternative: comprare un flash compatibile con
quell’attacco, utilizzare un adattatore per il formato x-sync, utilizzare un
flash con servocellula. La terza soluzione è l’unica che funzioni anche
senza l’attacco per il flash esterno! Infatti questo tipo di flash scattano
quando rilevano la luce di un altro flash. Sebbene la prima soluzione possa
sembrare la più logica spesso il motivo per cui una casa decide di usare un
attacco non standard per il flash è proprio quello di vendere i suoi flash e
molto spesso lo fa a costi esorbitanti!
L’attacco x-sync tramite un cavetto di una certa lunghezza permette di
tenere il flash in mano e di distanziarlo quindi facilmente dalla macchina
fotografica eliminando i riflessi frontali e l’effetto occhi rossi e
ottenendo ombre leggermente più lunghe che diminuiscono l’effetto di
appiattimento dovuto all’uso del flash (tanto più il flash è vicino
all’obiettivo tanto più tende a proiettare le ombre in modo tale che non
siano visibili nella foto e questo rende meno visibili le forme degli
oggetti di un unico colore come vestiti e simili)
Esistono più di 25 marche di flash, alcune sono universali, altre producono
flash che si adattano particolarmente bene a fotocamere della stessa marca,
altre ancora producono flash specializzati per diverse marche.
Ricordate che nonostante l’attacco standard sia supportato da moltissime
fotocamere utilizzando un flash universale si perdono spesso gli automatismi
come il TTL o la regolazione automatica dello zoom (si esatto esistono flash
con lo zoom, e ne parleremo nei paragrafi che seguono).
Potenza del flash
Il numero guida (n.g.) misura la potenza del lampo emesso dal flash e
permette di calcolare la distanza massima a cui è possibile utilizzare il
flash nonché il diaframma da utilizzare al variare della distanza del
soggetto da riprendere. Il numero guida è sempre calcolato a 100 iso. Per
calcolare la distanza massima a cui è possibile adoperare il flash si divide
tale numero per il valore corrispondente all’apertura massima del diaframma
(dell’obiettivo con cui si scatterà la foto).
Ad esempio un flash con n.g pari a 45 e un obiettivo con diaframma f/2.8
permettono di scattare fino a 16 metri di distanza a ISO 100. Utilizzando
una pellicola con maggiore sensibilità (o impostando il sensore a
sensibilità maggiore) la distanza aumenta proporzionalmente alla radice
quadrata dell’aumento di sensibilità. Ad esempio passando a iso 400 la
distanza massima diventa di 32 metri: infatti la radice quadrata di 400/200
è 2.
Utilizzando un obiettivo con f pari a 2.8 abbiamo:
|
ISO |
Distanza massima per n.g = 10 |
Distanza massima per n.g = 20 |
Distanza massima per n.g = 30 |
Distanza massima per n.g = 40 |
Distanza massima per n.g = 50 |
|
100 |
4 |
7 |
11 |
14 |
18 |
|
200 |
5 |
10 |
15 |
20 |
25 |
|
400 |
7 |
14 |
21 |
29 |
36 |
|
800 |
10 |
20 |
30 |
40 |
51 |
|
1600 |
14 |
29 |
43 |
57 |
71 |
|
3200 |
20 |
40 |
61 |
81 |
101 |
Attenzione però perché usare flash molto potenti e/o iso elevati non vi permette di illuminare uniformemente gli oggetti vicini e quelli lontani. Se vi trovate oggetti molto vicini e altri più distanti dovrete per forza di cose utilizzare due flash (o al limite scattare due foto in bracketing se avete un cavalletto e gli oggetti sono fermi) altrimenti gli oggetti più vicini verranno troppo luminosi. Tuttavia flash potenti sono di grande utilità per fotografare dentro chiese o all’aperto di notte (e in alcuni casi persino di giorno, per schiarire le ombre quando i contrasti di luce sono eccessivi).
Tarare il diaframma manualmente
Il diaframma ottimale (a 100 iso) si ottiene dividendo il numero guida per la distanza misurata in metri. Ad esempio 10 metri, n.g. 28, diaframma ideale 2.8 a iso 100. Per gli altri iso basta tenere presente che raddoppiare l’iso equivale ad aprire di un diaframma nella scala dei diaframmi internazionale:
1 - 1.4 - 2 - 2.8 - 4 - 5.6 - 8 – 11 - 16 - 22 – 32 - 44 - 64
Flash e grandangolo
Alcuni grandangoli catturano un’area davvero molto vasta (fisheye) e il lampo di luce emesso dal flash potrebbe non coprire le zone più laterali. Tuttavia la maggior parte dei flash non dà alcun tipo di problema se utilizzato insieme ai grandangoli più comuni (18mm, 20mm, 24 mm, 28mm, ecc).
Messa a fuoco al buio
Molti flash esterni producono un forte fascio di luce infrarossa che permette alla macchina fotografica di mettere a fuoco con maggiore precisione anche nella completa oscurità, ovviamente entro una certa distanza. Anche alcuni flash integrati hanno questa caratteristica, ma la messa a fuoco è limitata a 4 - 5 metri.
Esposizione automatica
Alcuni flash sono specializzati per alcune marche di macchine fotografiche (“dedicati”), sono dunque compatibili al 100% e utilizzano automaticamente le impostazioni che gli vengono trasmesse dalla macchina fotografica, altri flash invece devono essere impostati manualmente o più spesso richiedono che sia impostata la macchina fotografica. L’esposizione del soggetto tramite meccanismi TTL (through the lens) è il sistema migliore, la luce del flash che colpisce il soggetto viene bloccata quando il sensore della macchina fotografica rileva che essa è già stata sufficiente a esporre correttamente il soggetto.
Servocellula (sincronizzazione con altri flash)
I flash a servocellula scattano quando la loro fotocellula rileva il lampo di luce di un altro flash. Dato che la velocità della luce è elevatissima non ci sono problemi di sincronizzazione. Questo tipo di flash sono molto utili sia per le compatte (che spesso non hanno la connessione per il flash esterno), sia quando servono diversi flash per illuminare aree piuttosto vaste. L’alternativa in quest’ultimo caso è quella di comprare un lungo cavetto x-sync (sicuramente meno pratico della soluzione a servocellula).
Flash a torcia
Solo alcuni modelli possono essere montati sulla staffa esterna tipica dei flash professionali. I flash a torcia producono immagini di maggiore qualità (senza riflessi frontali troppo netti, senza occhi rossi, e forniscono immagini meno piatte anche di soggetti di un unico colore), ma sono decisamente ingombranti e adatti quindi solo a un uso professionale.
Parabola orientabile e parabola zoom
Alcuni flash sono dotati di una parabola orientabile richiesta per usi professionali (mandare sul soggetto luce indiretta, ad esempio facendola riflettere dal soffitto). Altri hanno una parabola in grado di concentrare il fascio di luce nel caso si usino teleobiettivi (aumentando la distanza fotografabile).
Massima durata del lampo e sincronizzazione della tendina
Su alcune macchine fotografiche (ad esempio su quasi tutte le reflex digitali e analogiche) non si può scattare col flash utilizzando tempi di otturazione inferiori al valore minimo determinato dalla macchina fotografica (solitamente 1/60 di secondo). Questo accade perché l’otturatore è composto da due tendine che, oltre un certo tempo di otturazione, si muovono assieme lasciando passare la luce solo in una stretta fessura rettangolare che si sposta da una lato all’altro della pellicola. Quando entra in gioco questo sistema (solitamente oltre 1/60 di secondo) in ogni istante solo una parte del sensore (o della pellicola) è esposto alla luce. Normalmente la durata di un lampo del flash è compresa tra 1/50.000 e 1/4000 di secondo, quindi un tempo brevissimo rispetto a quello impiegato dalle due tendine per scoprire tutte le zone del sensore. Se si scattasse a 1/400 di secondo le due tendine farebbero si che solo una sottile fascia dell’immagine risulti esposta, mentre l’altra sarebbe completamente nera (come se fosse stata scattata senza flash), tuttavia alcuni modelli di flash possono emettere una rapidissima successione di lampi sincronizzata in modo tale da permettere lo scatto anche con le due tendine in movimento simultaneo.
Batterie
Alcuni flash utilizzano 2 pile, altri 4, altri ancora hanno batterie non standard al litio (migliori), al ni-mh o al piombo (molto pesanti).













