prova The Caller: film

The Caller

The Caller
Titolo originale: The Caller
Produzione: Uk, Porto Rico
Durata: 1h 32
Genere: Thriller
Regia: Matthew Parkhill
Uscita: 2011-10-26
Attori principali: Stephen Moyer, Rachelle Lefevre, Luis Guzmßn, Lorna Raver, Ed Quinn, MarisÚ Alvarez, Aris Mejias
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- Voto: 7.0/10 (1 voto)

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Trama:
Mary Kee, reduce da un tumultuoso divorzio, si trasferisce in un nuovo appartamento dove comincia a ricevere telefonate da parte di una donna. Il suo sospetto Ŕ che il suo ex marito abbia deciso di renderle la vita difficile, ma presto si dovrÓ ricredere.
Recensione:
Mary Kee appartiene alla classe delle donne vessate che, anche se sfuggono al persecutore che hanno sposato, finiscono per risultare vittime ideali di chiunque abbia voglie di molestarle. In questo caso una donna che continua a telefonarle e che, appena lei accenna a riattaccare, non si fa nessun problema a minacciarla. Mary chiede aiuto a varie persone, ma la faccenda si complica quando a turno queste spariscono e lei cominica a dubitare della sua percezione. Ulteriore variazione del tema "donna in pericolo che tutti credono pazza" questo The Caller non sfugge alla regola base che vuole che la persona in questione si trovi da sola ad affrontare un pericolo pi¨ che reale, sia pure del genere sovrannaturale e pertanto poco comprensibile in sÚ. Mary, come milioni di donne che si lasciano alle spalle un matrimonio con uno psicopatico, ha paura anche di respirare, e questo la rende facile preda di una donna che, non paga di stare a telefonarle tutti i momenti, comincia a interferire con la sua vita. Le strategie messe in atto dalla povera Mary finiscono per aumentare in maniera esponenziale le dimensioni del problema e a quel punto lei, che aveva il sospetto che dietro ci fosse il suo psicopatico marito, non solo deve ricredersi, ma per la prima volta nella vita deve addirittura prendere delle decisioni molto pericolose. Inutile dilungarsi sulla trama di un lavoro in sÚ poco originale, quel che vorrebbe essere un incentivo a guardare questa ulteriore variazione sul tema Ŕ il persistente tocco di cattiveria che, lentamente insinuato, finisce per motivare l'intera storia a favore di una riscrittura totale degli avvenimenti. Ma a parte questo piccolo dettaglio, che in realtÓ non pu˛ esser considerato pi¨ di un casuale bonus, l'intera storia stimola soltanto una costante sensazione di giÓ visto, cosa questa che putropppo finisce per rendere noioso anche il pi¨ promettente dei thriller. E se a questo si aggiungono la recitazione improntata allo strabuzzare di occhi e alla palese simulazione di ansia, e una regia stanca e televisiva il quadro Ŕ completo. Insomma non si ravvisa nessun motivo per invitare il pubblico a guardare l'ennesima storia di fantasmi e donne coraggiose, se non il masochistico desiderio dello spettatore medio di thriller, che ancora non si Ŕ rassegnato alla banalitÓ in cui il genere Ŕ sprofondato ormai da tempo.
Voto: 5,0
Anna Maria Pelella

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