prova 127 Ore: film

127 Ore

127 Ore
Titolo originale: 127 Hours
Produzione: U.S.A., Regno Unito
Durata: 90'
Genere: Drammatico
Regia: Danny Boyle
Uscita: 2011-02-25
Attori principali: James Franco, Amber Tamblyn, Kate Mara, Clémence Poésy, Kate Burton
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- Voto: 6.8/10 (6 voti)

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Trama:
In “127 Ore” James Franco interpreta appunto Aron Ralston, un impavido escursionista che durante un’uscita rimane incastrato in una profonda cavità di un canyon nello Utah. Aron ha un braccio completamente bloccato da un enorme masso e nonostante una miriade di tentativi non riesce assolutamente a liberarsi. Per cinque giorni (in cui il giovane è anche a corto di acqua e di provviste alimentari) Aron sopravvive grazie ai ricordi e ad una telecamera su cui registra la sua disavventura e numerosi messaggi di addio ai suoi cari. Finché stremato, ma ancora convinto a non rassegnarsi alla morte, Aron tenta la soluzione più drastica che gli permetterà nonostante tutto di sopravvivere…
Recensione:
In “127 Ore” James Franco interpreta Aron Ralston, un impavido escursionista poco attento ai rapporti con i suoi familiari. Il suo peggior difetto consiste proprio nel suo esser troppo riservato riguardo ai posti che visita. Sempre ben attrezzato durante le sue scalate, un giorno commette l’errore di non portarsi insieme il suo coltellino svizzero che proprio nel momento del bisogno gli sarebbe tornato molto utile. Nelle prime scene del film si nota il nostro eroe mentre controlla il proprio orologio. L’obiettivo è chiaro: vuole concludere il circuito che fa abitualmente nel deserto roccioso in meno di 45 minuti. Legata ad un albero la sua bicicletta, Aron prosegue la strada a piedi verso quel Canyon sul quale era stato da piccolo con suo padre e strada facendo incontra due ragazze che si son perse. Aron le guida in un posto che nemmeno lui conosce bene facendo colpo sulla più carina, dalla quale riceve l’invito per una festa che si sarebbe tenuta la sera successiva non molto lontano da dove lui vive. Una volta salutate le ragazze, il suo tour riparte in completa solitudine. Aron è sciolto nei movimenti si appoggia alla nuda roccia e usa il proprio corpo per fare spessore tra una parete e l’altra, accarezza i sassi e tiene le guance a pochi centimetri dai blocchi di pietra ma la sua abilità nel sapersi muovere non può competere con la sorte che gli tira un brutto scherzo: Aron prende lo slancio su una grossa pietra, perde l’equilibrio e scivola nella voragine a peso morto. Drammaticamente si verifica l’inaspettato: la pietra caduta dall’alto blocca il braccio contro una delle pareti rocciose, sebbene Aron provi in tutti i modi a spostare anche di poco il pesante masso, non si muove. Aron è completamente bloccato ed ha con sé un coltellino made in China che non taglia quasi niente, poca acqua, un paio di barrette proteiche, una videocamera, una piccola torcia e qualche cavo per l’arrampicata sportiva. La psicologia di Aron è vincente, Aron non rinuncia mai al prendersi in giro, riesce a fare battute anche se le sue forze stanno per finire e la mano incastrata in assenza di circolazione sanguigna assume colorazioni pazzesche. Durante tutto il viaggio, Aron ricorda gli amici, la donna che ama (Clémence Poésy), la famiglia, e le due escursioniste (Amber Tamblyn e Kate Mara) che ha incontrato prima del suo incidente, confida in un fortuito aiuto tale da non costringerlo ad amputarsi la mano. Si tratta di un film darammatico ma a lieto fine ispirato da una storia vera, la reale ed incredibile vicenda vissuta da Aron Ralston che attualmente vive se lavora senza una mano a causa dell’incidente subito durante un’escursione di trekking nello Utah. Il film diretto da Danny Boyle è uno di quei film che non si dimentica, il regista riesce a trasformare un film dal setting statico e dalla trama angusta in un film emozionante,movimentato e a tratti sarcastico.
Fabia Tonazzi

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