Cabin Fever

Trama e Recensione di:
Cabin Fever


Voto: 6,5

: Gik25



Titolo originale: Cabin Fever
Produzione: Usa
Durata: 1h e 34'
Genere: Horror
Regia: Eli Roth
Uscita: 5 Settembre 2003
Attori principali: Jordan Ladd, Rider Strong



Trama:
Un gruppo di ragazzi decide di passare l’estate in un rifugio in un bosco lontano dalla civiltà. Un uomo, gravemente ferito da qualche strana malattia e in evidente stato di delirio, irrompe nella casa contagiando alcuni ragazzi prima di essere ucciso. La prima vittima del contagio viene isolata ma ormai è troppo tardi…

Recensione:
Horror discreto dalle atmosfere cupe e notturne, con una trama non molto originale, anzi abbastanza classica. Inoltre delude un po’ per la mancanza di azione e alla lunga risulta un po’ monotono. In effetti non c’è molta suspense e molto difficilmente sobbalzeremo sulla sedia; la trama è lineare e abbastanza scontata, e non ci sono grandi colpi di scena.

Nonostante tutto l’attenzione rimane costantemente alta (forse nella speranza che succeda qualcosa)… Inizialmente il film è pieno di mistero e non lascia capire nemmeno di cosa parli il finale è particolare e insolito, ma non colpisce più di tanto.

Insomma tutto il film è, a mio avviso, una storia esasperata, su una febbre emorragica e le sue terribili conseguenze. Forse tra i punti di maggior debolezza andrebbe indicata la mancanza di spessore del film in generale e dei protagonisti. Anche l’atmosfera di annebbiata incredulità e stordimento, che pervade il film dall’inizio alla fine, contribuisce a peggiorare il giudizio dello spettatore: se da un lato rende il film “strano” (e quindi un tantino originale) dall’altro lo rende inverosimile (chi mai colpito da un virus simile all’ebola starebbe tranquillo ad aspettare la morte invece di correre in ospedale?) Ma come ho già detto il difetto peggiore è la mancanza di azione e la presenza di una trama estremamente priva di spessore.

Insomma, il film non regge il confronto con la maggior parte degli altri horror e può ambire al massimo a essere visto in televisione. Non affittatelo, c’è di molto meglio in giro.

Recensione di Ebola

Dopo aver visto il trailer e la copertina, ero portato a pensare si trattasse di una sorta di “la casa” portato ai giorni nostri. In parte avevo ragione.

Un gruppo di ragazzi si piazza in uno chalet in un bosco per passare qualche giorno. Poi accade qualcosa, e tutti iniziano a sclerare e, ovviamente, a fare fini orribili.

Il film é un pochino differente dagli ultimi teenager-horror rilanciati da Wes Craven con scream.
L’assassino c’é, ma non si vede. “qualcosa é entrato nel sangue” diceva uno dei superstiti di “28 giorni dopo”. Beh qui qualcosa é entrato nell’acqua.
Un virus, i cui effetti ricordano quelli dell’Ebola, viene trasmesso con estrema facilitą tramite l’acqua e i fluidi corporei.
La cosa interessante,e differente dal film di Boyle, é che il suddetto virus non trasforma le persone rendendole aggressive. I contagiati esasperano col loro deperimento fisico,tanto rapido quanto agghiacciante, i sani. E questi ultimi sono portati a reagire di conseguenza.

C’é chi vuole aiutare la donna amata, chi é terrorizzato e scappa, e chi vuole cercare un cura.

Il film non é certo un capolavoro, ma la tensione é palpabile dopo che il contagio comincia a diffondersi.

Da dove diavolo arriva questo virus? E come fermarlo?

La recitazione degli attori é nella norma visto che si tratta di attori più o meno emergenti.
La caratterizzazione é buona (il ragazzo col cappellino al contrario é il tipico “bozo” americano), e alcune trovate sono originali (il bambino mordace al drugstore su tutti)

Il finale é una citazione da “la notte dei morti viventi” del grande George Romero.

Film ben fatto e senza pretese. Divertente da vedere in gruppo.


Voto: 6,5